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Mensa scolastica obbligatoria ? Stop al panino da casa

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Un emendamento metterebbe fine alla diatriba tra chi sostiene la mensa e chi il panino da casa

Mensa scolasica obbligatoria per legge

Stop al panino da casa: la mensa scolastica potrebbe diventare obbligatoria per tutti. È stato approvato, infatti, un emendamento che potrebbe mettere la parola fine all'eterna diatriba tra i sostenitori della mensa scolastica e quelli del panino da casa o comunque della libertà di scelta.

Nel testo si legge che i servizi di ristorazione scolastica sono parte integrante delle attività formative ed educative erogate dalle istituzioni scolastiche e che per questa ragione la mensa scolastica deve essere obbligatoria per tutti.

Sul fronte del no si battono da anni molti genitori in diverse città italiane con Torino capofila, che criticano il fatto che i costi dei pasti siano molto diversi da città a città (a Torino si parla di 7,10 euro a pasto, a Napoli di 4,50, a Milano di 4, a Perugia di 2)  e che in pratica “non diventa obbligatoria la mensa, ma il servizio pagamento in mensa”.

I legislatori sono certi, invece, di aver preso la decisione giusta, perseguendo l'obiettivo di aumentare il livello del servizio mensa e facendo prevalere, nei criteri di scelta delle aziende fornitrici dei pasti, un principio di qualità.

Mensa a scuola o pasto da casa?

L'alternativa in realtà non esisterebbe: chi non vuole far mangiare il proprio figlio a scuola dovrebbe iscriverlo ad una classe con orario di uscita alle 13. Chi frequenta il tempo pieno deve usufruire della mensa. Ma in alcune città i sostenitori del panino hanno vinto battaglie che hanno aperto alla possibilità di portare il pranzo da casa, nonostante il parere contrario di presidi ed insegnanti che sottolineano soprattutto l'aspetto igienico-sanitario. Non si può non pensare, inoltre, al fatto che la mensa è basata sul principio di uguaglianza per cui tutti i bambini mangiano la stessa pietanza, il pranzo da casa aprirebbe la strada ad una sorta di "battaglia tra mamme" a chi prepara all'alba il pranzo più ricco per il proprio bambino.

I legislatori sono certi che sostenere con forza la mensa scolastica garantirebbe molti vantaggi:

  • favorire e la convivialità
  • stimolare i bambini ad assaggiare e mangiare cose nuove
  • fornire pasti completi in un menu settimanale vario ed equilibrato
  • garantire, secondo un principio di equità, l'accesso alla mensa scolastica a tutte le classi sociali.

Ma spesso le cose non vanno come dovrebbero: la qualità del servizio è scadente e molti genitori si lamentano del fatto che  bambini escono da scuola affamati, il menu non è poi così vario (la pasta al sugo viene proposta spesso tre volte alla settimana) e non viene sempre rispettata la stagionalità, con il risultato che vengono proposti ortaggi e frutta non di stagione.

Regole alimentari per le diverse fasce di età

Altro fronte di discussione è quello dei costi, non proprio popolari. A parte la grande differenza tra Milano, ad esempio, e altre città, resta il fatto che per garantire un pasto di qualità, con prodotti biologici e vari, bisogna indubbiamente far pagare il servizio.

Cosa dice la legge

Il nuovo emendamento recepito al disegno di legge sulla ristorazione collettiva prevederebbe che

i servizi di ristorazione scolastica sono parte integrante delle attività formative ed educative erogate dalle istituzioni scolastiche

Il che significa che la mensa non servirebbe solo a far mangiare i  bambini a pranzo, ma anche a formarli, perché star seduti tutti insieme a mangiare le stesse cose ha un valore educativo. Le norme saranno esaminate dalla commissione Agricoltura del Senato entro l'estate, poi toccherà all'Istruzione, per approdare poi in aula.

Perché si è reso necessario mettere nero su bianco che la mensa è obbligatoria per tutti? Perché negli ultimi tempi si è fatto sempre più ricco un movimento di genitori a favore del panino da casa. A Torino il caso più eclatante. Una sentenza recente si è pronunciata a favore del panino da casa concludendo che ad avere un valore educativo non è il pasto in sé ma la convivialità del momento e quindi ogni scuola dovrebbe organizzare ambienti e spazi adatti per garantire questo momento di condivisione, indipendentemente da quali siano le pietanze. Questa sentenza ha fatto sì che circa seimila famiglie torinesi abbiano rinunciato alla mensa in favore del pasto da casa e che, secondo quanto dichiarato a Repubblica dall'assessorato, duemila di esse si trovino nella fascia di reddito più bassa, cioè quelle che trarrebbero maggiore giovamento dall'usufruire del servizio mensa.

Di fatto questo emendamento dovrebbe porre la parola fine alla questione, ribadendo che la mensa scolastica sarebbe obbligatoria, e che il panino da casa non è un'opzione praticabile. Ciò su cui si dovrà lavorare davvero è la qualità dei pasti, la varietà dei menu e dei prodotti, per poter offrire davvero il servizio che meritano i nostri bambini.

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