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Maturità 2013: come affrontare la tesina e i commissari esterni

La tesina e il confronto con i commissari esterni rappresentano in piccolo, ma in modo emblematico, le sfide forse più grandi che l'Esame di Maturità offre agli studenti

a cura di Parlare con i bambini

Tra le tappe più importanti nella vita dei nostri figli, l'Esame di Maturità occupa un posto fondamentale. Questa prova, anche se non ha più lo stesso nome, è ancora evocativa di un rito di passaggio, di un momento di crescita.


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Ma come aiutare i ragazzi e le ragazze a questa prova, così ambiziosa nei suoi intenti non solo scolastici? Quale contributo possiamo dare in occasione dell' Esame di Maturità 2013? Le istituzioni cercano di svolger la loro parte: a partire dall'anno scolastico 2008/2009, infatti, la votazione viene calcolata sulla base degli ultimi tre anni scolastici, oltre che sulle prove d'esame. Per quanto riguarda genitori e docenti, lo spazio per contribuire e collaborare con i ragazzi è ampio, inizia certo da bambini, e può trovare un alleato metodologico nella tesina.

Nell’ Ordinanza Ministeriale n.42 del 6 maggio 2011 si legge infatti che il colloquio orale può iniziare dalla presentazione di un progetto o di un elaborato svolto dagli studenti durante l'anno, la cosiddetta “tesina”. La tesina rappresenta, in piccolo, ma in modo emblematico, la sfida forse più grande che l'Esame di Stato offre agli studenti: conciliare metodo e conoscenze più strettamente 'scolastiche', con le proprie passioni e aspirazioni. Scrivere la tesina può essere un esercizio per far pratica con questo tipo di conciliazione. Al contrario, per molti studenti, la tesina non è altro che una scorciatoia, per presentare un argomento su cui si è preparati e per questo, spesso, si cerca di richiamarvi tutte le materie in modo da coinvolgere subito tutti i programmi ed evitare così una vera e propria interrogazione.



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La tesina potrebbe invece rappresentare il momento per gli studenti di confrontarsi con una modalità di preparazione e esposizione “da grandi”: un momento in cui, a partire dalla scelta dell'argomento, si mette in gioco quanto si è imparato e si inizia a pensare a come utilizzarlo per approfondire i propri interessi. Inoltre esporre la tesina rappresenta un'ulteriore sfida per i ragazzi, in quanto devono confrontarsi con professori esterni che non conoscono. A tale proposito potrebbe essere utile consultare la guida dei commissari esterni maturità 2013, stilata da Studenti.it, uno dei siti più seguiti ed autorevoli quando si parla di Esame di Stato, e non solo.


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Ma come redigere una tesina? La classicità, ad esempio, può essere l'inizio di una riflessione sulla scienza, sulla medicina, sulla filosofia o sul teatro. La storia è da sempre considerata la materia su cui ogni tipo di riflessione sul futuro può basarsi: che si tratti di geografia, arte, giornalismo o politica. Anche l'esposizione di una propria “creazione” offre grandi margini per trasformare un'interrogazione-interrogatorio in un vero e proprio dialogo-confronto, in cui conoscenze, opinioni e -perché no?- dubbi e nuovi stimoli emergono e scorrono fluidamente tra le due parti. Una pratica dell'oralità svincolata dal solo momento dell'interrogazione è stata auspicata e invocata con vigore da Tullio De Mauro, secondo il quale l'interrogazione orale non può essere l'unico esercizio per il 'parlato' che si fa a scuola (o a casa). Sarebbe necessario, invece, far esercitare i ragazzi con pratiche di comunicazione e conversazioni più vicine a quello che si troveranno a vivere e sperimentare nel mondo del lavoro e dell'università. Per questo, sostiene, "occorre muovere dal vissuto, non dall'insegnamento della grammatica esplicita, formale." Occorre offrire ai ragazzi, da sempre, la possibilità di raccontare, descrivere, rielaborare a partire dal vissuto di ogni giorno.

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Vissuta in questo modo, la tesina può essere considerata l'incubatore, l'esperimento che può aiutare i ragazzi e le ragazze a prepararsi anche per tutte le altre prove in modo maturo, in modo cioè da rielaborare e fare propri i contenuti più tecnici, evitandone la ripetizione mnemonica e passiva.

E' abbastanza ovvio che questo metodo di studio “da grandi”, molto utile per l'università ma anche per il mondo del lavoro, non dovrebbe essere finalizzato al solo Esame finale, ma essere parte di un percorso che ha inizio da piccoli. E che dovrebbe avvalersi dell'aiuto attivo e consapevole non solo dei docenti, ma anche dei genitori che, in occasione dei suoi interventi sull'Esame di Maturità, il Ministro Fioroni ha chiamato formalmente in gioco: “siete i nostri principali alleati nel mestiere di istruire educando, serve la vostra corresponsabilità

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