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Intervista a Daniela, curatrice del blog “La scuola in soffitta"

La nostra linguista Jessica Cancila ha intervistato per noi Daniela, curatrice del blog "La scuola in soffitta" e autrice del libro "Mamma la scuola". Ecco i suoi consigli su come creare un'alleanza educativa tra scuola e genitori

LA SCUOLA IN SOFFITTA - A cura di Parlare con i bambini

Non solo compiti a casa: come partecipare all'educazione scolastica dei propri figli in modo attivo e creativo. Intervista a Daniela, curatrice del blog La scuola in soffitta.

Daniela è la mamma di due bambini che frequentano la scuola primaria. Un giorno ha deciso di ricavare in soffitta uno spazio speciale, in cui organizzare attività di approfondimento e studio con i suoi bambini. Daniela ha iniziato poi a condividere in rete la loro esperienza, nel blog La scuola in soffitta. 


Questo racconto adesso è anche in un libro. Ci facciamo raccontare qualcosa direttamente dalle parole di Daniela.

Per molte famiglie è difficile seguire i figli a casa e anche i compiti rappresentano una difficoltà: tu hai scelto un progetto ancora più impegnativo. Ce ne parli? Ci dici anche come fai a conciliare questo con la tua vita lavorativa?

La mia scelta è stata di prendermi il ruolo di educatore che mi stava proponendo la scuola. Nel momento in cui i figli entrano in prima elementare si ha l’impressione che siano arrivati a un traguardo dopo il quale sarà la scuola a occuparsi del loro apprendimento

Noi genitori che fino a quel giorno ci siamo occupati di insegnare loro tutto abbiamo l’impressione di passare il testimone alla scuola. In realtà la scuola ha ancora molto bisogno della famiglia e propone un ruolo ben preciso ai genitori che devono collaborare controllando l’impegno dei bambini, la motivazione, la consapevolezza che devono fare propri degli strumenti per raggiungere l’autonomia. 

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Su consiglio dell’insegnante del mio primo figlio abbiamo iniziato a cercare giochi e varie attività per sviluppare le abilità di studio: memoria, concentrazione, attenzione. Abbiamo scoperto che era divertente passare il nostro tempo insieme giocando

Avevamo modo di parlarci e affrontare insieme i cambiamenti a cui sottopone la scuola. Da quei primi giochi abbiamo capito che ai bambini serve un ambiente in famiglia che li stimoli da un lato, ma che faccia anche sentire apprezzata e condivisa la voglia di imparare, di leggere, di porsi delle domande. 

Lavorando fuori casa, mi sono organizzata. Ci sono molti momenti in cui possiamo leggere, inventare storie, creare o giocare. Basta calibrare le attività sul tempo a disposizione. Ad esempio, nel tragitto da casa a scuola si può cantare, attività che piace molto ai bambini e che ho scoperto può essere utile per molti scopi: imparare le tabelline, nuovi vocaboli in inglese, regole di ortografia, nomi di personaggi storici ecc.

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Tra famiglia e scuola sarebbe utile creare un'alleanza educativa, ma in pratica si incontrano molto ostacoli. Qual è stata la tua esperienza?

Credo che un grande ostacolo sia la tendenza che noi genitori possiamo avere a voler confrontare la scuola attuale con quella che abbiamo frequentato noi da bambini. Non è semplice comprendere le difficoltà che nascono assegnando a due o tre docenti diversi l’insegnamento di materie che avrebbero molti collegamenti tra loro.

Se da un lato questo può sembrare un ostacolo della scuola attuale, dall’altro c’è una preparazione degli insegnanti molto elevata e aggiornata. L’alleanza educativa è guidata da loro che danno le indicazioni su come accompagnare i bambini nello studio, quale atteggiamento tenere, su quali competenze puntare. 
 
Hai raccontato la tua avventura in un libro: vuoi parlarcene un po'?

In “Mamma, la scuola!” ho raccolto le attività che ho sperimentato direttamente con i miei bambini, degli spunti su come organizzarsi, delle alternative al classico ripasso dei compiti. Per noi sono state tutte esperienze divertenti, che ci sono state d’aiuto quando i compiti sembravano diventare l’incubo dei fine settimana. Credo che molte mamme si scopriranno più brave di quanto non sappiano di essere: a volte basta un’idea da cui partire. 

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Attraverso il tuo blog, hai riunito in un gruppo le Schoolmommies: tra queste ci sono punti in comune e differenze. Ce le racconti?

Schoolmommies” è un nome che ho inventato proprio per dare un'identità comune a tutte le mamme che ho conosciuto tramite il mio blog. Nel gruppo ci sono mamme insegnanti, mamme che educano i figli a casa avvalendosi della possibilità offerta sull’educazione parentale, ci sono mamme di bambini molto piccoli e mamme di adolescenti. E’ uno scambio di idee e consigli molto creativo. Ci si consigliano libri, indirizzi, trucchi, giochi, passatempi o semplicemente ci si confronta.

Quali sono i tuoi obiettivi di Schoolmommy a medio e lungo termine?


Il mio obiettivo maggiore è di dare importanza a ogni curiosità dei bambini che può nascere dal programma scolastico o da un'esperienza vissuta fuori dalla scuola. Cerco sempre di aiutarli a riconoscere le loro passioni, quelle uno poi si tiene dentro da adulto per se stesso, anche se sceglie una professione diversa. 

Ad esempio, molte persone suonano dopo una giornata in ufficio, o scrivono come me. Quel tempo per se stessi è prezioso e voglio insegnare loro ad averlo.

Pagina Facebook: Parlare con i bambini

Se volete inviare racconti, video o fotografie dei vostri giochi con le parole, scrivete a: parlareconibambini@gmail.com



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