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Intervista a Paola di "Musica in culla"

La musica è importante e sarebbe opportuno che i bambini sin da piccoli si avvicinassero a questa affascinante disciplina. C’è chi ha pensato bene di portarla addirittura all’interno degli asili nido. Conosciamo meglio Paola Anselmi e le attività svolte da Musica in Culla

musica-in-cullaLa musica è importante e sarebbe opportuno che i bambini sin da piccoli si avvicinassero a questa affascinante disciplina. C’è chi ha pensato bene di portarla addirittura all’interno degli asili nido.
Conosciamo meglio Paola Anselmi e le attività svolte da Musica in Culla

Chi siete e quando è nata l’idea di Musica in culla?

La Scuola Popolare di Musica Donna Olimpia è giunta al trentunesimo anno di attività, è stata frequentata da oltre 20.000 allievi e sono state centinaia le collaborazioni professionali con artisti, docenti ed istituzioni di tutto il mondo.
Socio fondatore del Coordinamento delle Scuole Popolari di Musica, della rete nazionale Musica in Culla e promotrice dell'O.S.I. - Orff-Schulwerk Italiano, la Scuola è riconosciuta dal Comune di Roma ed ha il patrocinio del Municipio Roma XVI, è Ente accreditato alla formazione per il Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca e per il Dipartimento XI del Comune di Roma; svolge da tredici anni attività di aggiornamento anche con il contributo del Ministero dei Beni Culturali ed ha realizzato corsi di formazione professionale con il contributo della Regione Lazio - Fondo Sociale Europeo.
Inoltre è gemellata con l’Istituto Magnificat di Gerusalemme e con la Scuola civica di Piossasco. Nei teatri, nelle chiese, nelle biblioteche, nelle scuole di ogni ordine e grado, nelle strade, nei centri sociali nelle carceri, ovunque l'Associazione ha portato musica, cultura e informazione. Insieme alle altre scuole di musica della città, con associazioni, cooperative ed istituzioni di tutta Italia, la Scuola ha organizzato stage, seminari e concerti nel tentativo di essere punto di riferimento per tutti coloro che producono ed ascoltano musica.

Come nasce Musica in culla?

L’idea di Musica in culla nasce di ritorno da un viaggio negli Stati Uniti durante il quale ho studiato e conosciuto la teoria di apprendimento del linguaggio musicale per la primissima infanzia: assolutamente convinta della sua efficacia e validità, sostenuta dalla struttura della Scuola di Musica  di Donna Olimpia in cui è stata sperimentata per la prima volta in Italia, ho avviato il Progetto denominato appunto “Musica in Culla”, iniziando dalle attività in sede con i genitori e continuando con progetti educativo – musicali negli Asili Nido cittadini e Corsi di formazione e aggiornamento per operatori ed educatori a livello nazionale ed internazionale.

Che cos’è il Coordinamento nazionale?

La rete Nazionale di Musica in Culla ed il progetto di ricerca internazionale ad essa collegato nascono dallo sforzo, 10 anni fa, della SPM Donna Olimpia. Della rete nazionale fanno parte associazioni e scuole civiche di Cuneo, Piossasco, Savona, La Spezia, Genova, Pisa, Perugia, Rieti, Frosinone, Catania e Gela, Viareggio  oltre a quattro scuole Popolari di Musica di Roma.
Convegni, seminari e corsi di aggiornamento svolti ad Assisi, Beit Hanina (Gerusalemme), Camaiore, Catania, Cuneo, Fiesole, Firenze, Kochav Yair (Israele), Hod Al Sharon (Israele),  Messina, Noci, Orvieto, Philadelpia (USA), Piossasco, Rieti, Roma, Tel Aviv (Israele), Vilnius (Lituania), Milano, Alessandria, Torino.
Collaborazioni con la Regione Lazio, Comune di Roma, molti Municipi romani, National Conservatory of Music (Palestine), il Ministero dell’Istruzione e l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia.
Inoltre il lavoro condotto dai nostri operatori è parte integrante, per l'Italia, di un progetto di ricerca internazionale diretto dalla Prof.ssa Beth M. Bolton per conto della Temple University USA, e che vede coinvolti oltre agli Stati Uniti e all'Italia, anche altri paesi come Australia, Corea del Sud, Israele, Lituania, Germania, Nuova Zelanda, Brasile.
Musica in culla è anche parte del progetto Note di Pace con interventi negli asili nido Israeliani e Palestinesi ed attività di formazione che svolge in collaborazione con il Comune di Roma - Ufficio della Pace a Gerusalemme.

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foto8Musica in culla: il nome lascia intendere il vostro scopo principale. Infatti, come ben sappiamo (e è stato anche dimostrato) da numerose ricerche l’ascolto della musica sin dalla tenera età è in grado di aiutare lo sviluppo del bebé. Quali sono le vostre attività primarie ed in che modo le realizzate?

Abbiamo 2 progetti fondamentali più molte attività. I 2 progetti riguardano le nostre attività interne alla scuola di musica e quelle esterne che svolgiamo nei vari asili nido su tutto il territorio romano.
Nella scuola di musica esiste un dipartimento denominato ”Prima Infanzia”, nel quale si incontrano i bambini divisi in fasce di età, corrispondenti alle loro diverse esigenze e abilità (da 0 a 12 mesi, 12 a 30 mesi e intorno ai 3 anni). Gli incontri sono bisettimanali e durano dai 30 ai 45 minuti ciascuno; i piccoli protagonisti partecipano al gruppo insieme al genitore o a qualcuno che abbia una forte relazione affettiva con loro, funzionando da amplificatore affettivo ed emotivo delle nostre proposte.
Il luogo della musica è una grande stanza vuota con un tappeto colorato, dove i bambini trovano lo spazio per “giocare” con la musica attraverso la voce, il loro corpo e quello degli adulti, il silenzio, il colore e la fantasia.

Il secondo progetto riguarda invece le attività esterne, in cui operatori specializzati portano l’esperienza musicale all’interno della giornata dell’asilo nido. In questo caso non c’è la presenza dei genitori e si lavora in stretta collaborazione con i gruppi educativi, spesso costruendo un progetto insieme, sulle linee guida di quello educativo annuale stilato dai gruppi educativi e dal coordinatore.

In entrambi i progetti triennali (i bambini vengono seguiti per i tre anni in cui vivono nel nido) l’attività è svolta da almeno 2 operatori specializzati in modo da dare al bambino proposte musicali più significative (proposte che sono sempre dal vivo) e più opportunità di sviluppare anche la relazione individuale con l’educatore musicale.
Oramai da 8 anni, grazie alla progressiva sensibilizzazione delle istituzioni portiamo gratuitamente il nostro progetto a moltissimi bambini che vivono nei municipi romani.

Il coordinamento nazionale ha anche il compito di verificare l’operato delle singole associazioni che possiamo ritrovare in diverse città d’Italia?


Assolutamente sì! Il coordinamento nazionale nasce proprio dalla volontà di portare avanti un progetto secondo un’idea pedagogica ed educativa comune. Lavorando per tutelare al qualità dell’intervento educativo - musicale e assicurare ai bambini interventi svolti da operatori specializzati. Gli operatori seguono un percorso di formazione che prevede, oltre a corsi e seminari un lungo periodo di tirocinio accanto ad educatori musicali già esperti.

Cosa può realmente fare la musica per un bambino?

Sviluppare l’apprendimento dei linguaggi espressivi, aiutarlo a giocare con l’elemento sonoro fin da molto piccolo, rendendolo così consapevole che la musica stessa non è né un privilegio di pochi, né un traguardo irraggiungibile. Inoltre, utilizzare l’elemento musicale come canale primario di comunicazione e di espressione di sé all’interno delle “comunità” in cui vive, contribuire all’interezza della crescita regalando ad ogni bambino uno strumento espressivo e comunicativo in più per gestire le proprie relazioni; abbattere le barriere linguistiche in una società dove sempre più giocano insieme bambini di etnie diverse, creare un ponte con le famiglie, invitandole a vivere e a partecipare alle esperienze musicali e sociali dei propri figli e suggerendo spunti che possono contribuire ai giochi musicali a casa, sviluppare la loro capacità discriminatoria, legata alla grande varietà di stimoli che vengono offerto loro, in modo da renderli presto in grado di scegliere o di assecondare le loro preferenze (questo mi piace e mi fa sentire bene, questo no).
Ed ancora: potenziare la sensibilità agli elementi artistici che lo renderanno un adulto più attento alla globalità delle proposte per i propri figli o per i bambini di cui si occuperà da grande.

Quali sono le principali difficoltà che incontrate nella vostra attività? Ed i bambini sono ricettivi? Hanno già un tema, una musica, un suono preferito anche se piccolissimi?


Nonostante i grandi passi della ricerca scientifica  psicopedagogica e gli innumerevoli e validissimi studi sui bambini e sul loro fantastico mondo di potenzialità ancora incontriamo incredulità di fronte al trattare il bambino come una “persona” e non come qualcuno che siccome è piccolo deve avere stimoli semplici e poco significativi dal punto di vista musicale. Troppo spesso sia i genitori che gli educatori scolastici sono legati all’idea che la musica per i bambini deve essere soltanto canzoncine da ripetere a memoria o CD ascoltati in macchina senza nessun supporto affettivo a contenere o potenziare le emozioni che la musica muove nell’animo puro dei bambini.
Fortunatamente, ottenuta la possibilità di provare, sempre più adulti si innamorano di questo percorso, affascinante per i bambini oltre che estremamente ricco di significati e quasi terapeutico per gli adulti. Sono i bambini stessi con la loro risposta entusiastica, emozionale, creativa e comunicativa che dimostrano a noi grandi quanto questo nuovo approccio al linguaggio musicale sia efficace.
Sì ognuno di noi ha il “suo” suono, il suo stile e quindi la varietà di proposte aiuta ogni bambino a trovarne una o più di una dove maggiormente riconoscersi.

I vari seminari che organizzati sono aperti a tutti?

Alcune dei seminari sono aperti a tutti, mentre altri e in particolare il Corso nazionale di formazione, oggi alla sua settima edizione, presuppone la conoscenza di alcune basi musicali fondamentali o di alcune basi pedagogiche. L’utenza che frequenta i nostri corsi solitamente è composta da musicisti, musicoterapisti, educatrici e maestre, operatori teatrali e danzatori ma anche da qualche genitore particolarmente appassionato.

Cosa vorreste realizzare nel breve periodo?

Mi piacerebbe diffondere sempre più negli Asili Nidi il nostro progetto e realizzare il sogno che alla musica possa finalmente essere riconosciuta la stessa valenza che nello sviluppo di un bambino hanno tutte le altre esperienze educative del Nido.
A breve uscirà il primo libro di attività musicali per bambini da 0 a 3 anni realizzato con i contributi di molti piccoli “allievi” della nostra scuola di musica e di tutti i nidi in cui finora abbiamo portato la nostra esperienza. Si chiamerà “Pongo musicale”, un materiale da modellare ognuno secondo la propria straordinaria ma unitissima ricchezza
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