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Inserimento al nido: come funziona?

La nostra pedagogista ci spiega nel dettaglio le varie fasi dell'inserimento al nido, così da rendere questo importante momento, più semplice e naturale, sia per il bambino che per i genitori

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nidoLa nostra pedagogista ci spiega nel dettaglio le varie fasi dell'inserimento al nido, così da rendere questo importante momento, più semplice e naturale, sia per il bambino che per i genitori.

Il momento dell’inserimento al nido è così delicato e coinvolge tante emozioni e sensazioni diverse che mi sembra doveroso dedicare diversi articoli di consigli e raccomandazioni.
Innanzitutto, è consigliabile mostrarsi contenti e pieni d’entusiasmo per questa nuova esperienza, anche se dentro di noi non è proprio così.
Dare fiducia al bambino significa essere certi che è in grado di superare un momento difficile. Pur sapendo che sta soffrendo è bene offrirgli tutto il nostro sostegno senza però cedere ad ogni suo capriccio; il bambino, infatti, non deve sentirsi allontanato da noi nè tantomeno abbandonato.
Lo so, non è facile sorridere e mostrarsi entusiasti quando dentro di noi si accavallano 1000 dubbi e paure, sensi di colpa smisurati e angosce infinite…chi più chi meno, chi prima e chi dopo qualche giorno, ogni genitore sente una miriade di sensazioni, un turbinio di emozioni che, spesso, non sa decifrare.

In realtà per il bimbo è molto semplice abituarsi alla nuova situazione: nel giro di una settimana, due nei casi più “ostinati” tutti quanti si ambientano e sono sereni.
Ma a noi genitori rimane il “dubbio”… cosa farà? Piangerà? Sentirà la mia mancanza?

Suggerimenti pratici, utili per rispettare il suo tempo
- Portatelo per un paio d'ore a scuola senza la fretta di lasciarlo per tutto il giorno
- Evitate, se possibile, di lasciarlo a scuola durante il riposo pomeridiano fino a che non si è inserito
- Evitate in sua presenza di fare commenti negativi sulle insegnanti e parlate bene con lui delle maestre
- Infine ricordatevi che se vostro figlio è sereno, è disposto ad accettare tutte le novità che gli offre il mondo che  lo circonda: dalle vostre richieste a ciò che la scuola gli propone

In ogni asilo nido c’è una “tabella dell’inserimento”, una sorta di schema da rispettare per aiutare il bambino ad ambientarsi serenamente. Va da sé che ogni bimbo è diverso dall’altro per cui la tabella potrebbe subire variazioni a seconda delle reazioni del bambino e della mamma. Vi propongo la tabella che utilizziamo negli asili in cui lavoro:


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Il mercoledì, dopo la prima ora, l’educatrice informa la mamma dell’andamento dell’inserimento, se il bimbo è sereno può rimanere fino all’ora di pranzo (pranzo escluso) in questo caso l’orario del venerdì verrà seguito anche il giovedì.
Qualora l’educatrice ritenesse opportuno prolungare il momento dell’inserimento, chiederà al genitore di ripetere l’orario del mercoledì giovedì e venerdì durante la settimana successiva.

Spesso i genitori chiedono se c’è qualcosa che può agevolare l’inserimento al nido del bambino.
Ci sono degli oggetti che è utile tenere sempre a portata di mano come:
- Il ciuccio (se il bimbo lo usa);
- Oggetto di transizione (orsetto delle ninne, libro preferito…)

Ecco qualche suggerimento da adottare nella fase del distacco
- Salutatelo e, con decisione, andate via evitando di continuare a salutarlo. Se continuerete a salutarlo percepirà la vostra indecisione, penserà che qualcosa non va e comincerà a piangere…
- Salutatelo e sorridete se guarda alla finestra o dall’aula e andate via; sfuggite la tentazione di nascondervi per vedere quello che fa. Potreste correre il rischio di essere scoperti e visti e, come sopra, il bimbo comincerà a piangere nel vedervi ancora lì;
- Comprendetelo e fategli capire che a volte, quando si sta per superare un momento difficile, si piange;
- Infondetegli sicurezza...soprattutto comprendete che l’inserimento non è facile e costa tempo e fatica;
- Evitate di lasciarvi prendere dall’ansia e di mostrarla a vostro figlio… lo so che non è facile, ho un bimbo di 14 mesi che va al nido anche io…ma almeno provate!!!

Inoltre se conosciamo i nostri figli, sapremo di sicuro che ognuno di loro è diverso, ha i suoi ritmi e necessita di un “tot” di tempo per inserirsi a scuola



A cura della pedagogista dott.ssa Mariaelena La Banca

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