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Inserimento a scuola: ma non si rischia di esagerare?

Ferie, permessi, ansia e tante chiacchiere: è tempo di inserimento all'asilo. Ma non è che l'inserimento serve più a noi mamme?

Tempo fa lessi questo articolo sul Corriere e ci ho pensato e ripensato a lungo.
Abbiamo fama, noi mamme italiane, di essere iperprotettive, troppo affettuose, troppo ansiose. All'estero tutto avviene in modo più naturale e leggero. E l'inserimento a scuola non è da meno.


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Proprio qualche ora fa parlavo con un'amica che la prossima settimana ha preso permessi e un giorni di ferie per affrontare insieme al figlioletto l'inizio della scuola materna.
Le hanno detto che il bambino starà a scuola solo un'ora il primo giorno (e che le mamme dovranno restare in classe a giocare con i bambini), poi due ore il secondo giorno e se il bambino sarà tranquillo potrà allontanarsi (ma non troppo) e via così, per la prima settimana.

La mia amica è una mamma certamente iperprotettiva di per sè, ma di sicuro questo lungo processo di inserimento le ha messo addosso un bel po' di stress extra.
E poi anche sui giornali e le amiche e le nonne... dappertutto si trovano consigli su come affrontare serenamente l'inserimento e come non traumatizzare il bambino eccetera eccetera (LEGGI).


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Ma solo in Italia l'inizio della scuola materna viene vissuto così?
Sembra di no. E infatti la giornalista del Corriere, altresì perplessa di fronte alla marea di raccomandazioni e difficoltà che si è trovata di fronte nella fase di inserimento, si è posta la stessa domanda e ha scoperto che no. All'estero l'entrata a scuola è vissuta come un momento del tutto normale nella vita di un treenne, che va incontro ad un momento in cui è naturale voler socializzare con i compagni, voler disegnare, giocare, creare e poi mangiare insieme alle maestre e ai coetanei. Senza la mamma.

Indubbiamente piangerà (LEGGI). Ma altrettanto indubbiamente smetterà subito, appena la mamma lo avrà salutato con un sorriso carico di fiducia e serenità e darà inizio alle sue attività scolastiche.

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Insomma la domanda che sovviene è che forse questo inserimento lo facciamo noi mamme e non i bambini.
Noi mamme che non siamo pronte a lasciar andare i nostri piccoli diventati un po' più grandi, noi mamme che viviamo un perenne senso di colpa perchè lavoriamo, vogliamo andare dal parrucchiere o crediamo sia giusto lasciare che i nostri treenni restino a scuola in orario prolungato e non ci impegniamo in mille equilibrismi per andarli a riprendere a mezzogiorno.

E allora siamo noi che abbiamo bisogno di un periodo di adattamento per abituarci all'idea che improvvisamente avremo sei ore di tempo da dedicare al lavoro o a noi stesse o alla famiglia, mentre nostro figlio starà benissimo in un contesto che non è quello strettamente domestico.

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