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Homeschooling, la scuola si fa a casa

Aumentano le famiglie che decidono di non mandare i figli a scuola, ma preferiscono educarli a casa: ecco le storie di alcuni genitori che hanno deciso di diventare insegnanti per i propri figli

HOMESCHOOLING - Si chiama Homeschooling, o Educazione parentale, ed è una tendenza sempre più diffusa, anche in Italia. In pratica ci sono genitori che scelgono di non mandare i propri figli a scuola e di occuparsi personalmente della loro istruzione. Così i bambini vengono seguiti maggiormente e possono essere liberi di seguire i propri interessi. Vanity Fair ha intervistato 3 famiglie italiane che hanno fatto questa scelta ed hanno spiegato i benefici a cui porta l'istruzione casalinga.

Tutto sul ritorno a scuola su Pianetamamma

Erika e Matteo vivono a Roncaro, in provincia di Pavia, ed hanno 3 figli: Thomas di 7 anni, Olivia di 5 e Nicolas di 3. Così Erika spiega la loro decisione di non mandarli a scuola: "Prendiamo la scuola tradizionale: un adulto e 25 bambini seduti davanti a lui. Questo non aiuta l'apprendimento. I bambini hanno bisogno di essere attivi con il loro corpo, di vivere in un contesto reale. A scuola invece li chiudi in una classe e imparano quello che la maestra dice. E poi c'è un programma rigido e l'angoscia di finirlo. Inoltre, i genitori non entrano nell'apprendimento del figlio, che viene affidato alle insegnanti e lo rivedono dopo 8 ore. Invece, io e i miei figli facciamo la spesa e cuciniamo insieme, e in ogni momento della giornata. Se ad uno di loro viene in mente una domanda, cerchiamo la risposta su Internet, guardiamo su YouTube o sul mappamondo".

E nella loro famiglia, i bambini imparano a guadagnarsi quello che vogliono: "Mi hanno chiesto la bici e ho risposto che non siamo ricchi, ma che potevamo ingegnarci. "Facciamo i biscotti e vendiamoli. Raccoglieremo i soldi". Quindi abbiamo comprato gli ingredienti, che ha comportato l'uso della matematica. Li abbiamo scelti biologici, così abbiamo studiato geografia. Abbiamo toccato mille argomenti, e alla fine siamo riusciti a comprare la bicicletta".

homeschooling

Laura e il marito Massimo vivono a Pisa, in campagna, con i loro 5 figli. Massimo lavora nei campi e Laura si occupa dei bambini. Questa volta è la figlia Yana, di 11 anni, a spiegare la loro situazione: "In quarta elementare ho detto a mamma che preferivo stare a casa con lei perché a scuola non mi trovavo bene. Nei dettati restavo sempre indietro, la matematica non la capivo e l'inglese proprio non mi entrava in testa. La mamma è più paziente e impariamo di più".

Laura invece spiega quella che definisce l'unschooling: "Crediamo nell'autodeterminazione dei bambini, nella loro libertà di decidere che cosa imparare e cosa no, di sviluppare i loro interessi e i loro talenti. Credo nell'esperienza diretta: impari quello che vedi, quello che senti, quello che tocchi con mano".

Il primo asilo nel bosco in Italia

Luciana ed il marito Andrea vivono a Presezzo, in provincia di Bergamo, con i due figli, Francesca di 7 anni e Gioele di 5. Hanno deciso di non mandarli a scuola dopo una brutta esperienza con l'asilo nido della figlia maggiore. Dato che avevano provato diverse scuole, ma in nessuna si erano trovati bene, hanno deciso di occuparsi da soli dell'istruzione dei bambini, anche perché ritengono che è bellissimo "fare proposte variegate, lasciare libertà e dare fiducia al bambino", invece di imporgli un programma che deve essere uguale per tutti, come accade a scuola.

Homeschooling: non si compromette la socializzazione?

Infine Laura vive a Bagno a Ripoli, in provincia di Firenze, con il figlio Eric ed ha deciso di ritirarlo da scuola perché lui aveva troppi problemi e non riusciva ad ambientarsi e a seguire le lezioni. Ed ora Eric è entusiasta di avere la madre come insegnante personale: "Il mio primo anno di scuola in famiglia è stato bellissimo e anche strambo. Stare nel banco immobile tutto il giorno era una pena infinita. A casa non mi innervosisco, non ho paura di sbagliare, mi concentro di più".

Ovviamente se si decide di non mandare i figli a scuola, è necessario avvisare il preside della scuola che avrebbero dovuto frequentare. Ed in genere il preside deve assicurarsi che i bambini vengano istruiti e non vengano, magari, mandati a lavorare. Per questo alle famiglie può essere richiesto di far fare un esame ai bambini alla fine dell'anno scolastico, per verificarne la preparazione, o di presentare un programma con tutti gli argomenti studiati. E voi lo fareste?

Fonte Credits | Vanity Fair

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