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Homeschooling in Italia: le testimonianze dei genitori che preferiscono educare a casa i propri figli

Homeschooling in Italia :aumentano le famiglie che decidono di non mandare i figli a scuola, ma preferiscono educarli a casa: ecco le storie di alcuni genitori che hanno deciso di diventare insegnanti per i propri figli

Homeschooling in Italia

L'Homeschooling, o 'scuola in casa' è l'educazione dei propri bimbi non all'interno di una scuola tradizionale (pubblica o privata che sia), bensì in una scuola familiare. Tipicamente la scuola familiare è diretta dai genitori dei bambini, ma può anche essere gestita da un tutor. Se una volta l'educazione si svolgeva spesso in casa, con l'aiuto di precettori privati, soprattutto nelle famiglie benestanti e di una certa classe sociale, oggi, nell'accezione più moderna del termine, si parla invece di homeschooling come alternativa all'istruzione formale, che può essere esercitata a qualunque livello sociale.

I genitori dei bambini che praticano l'homeschooling citano molte ragioni a favore di questa scelta ancora così particolare e in un certo senso poco conosciuta: test accademici con risultati sopra la norma, carenze educative e strutturali della scuola pubblica, rafforzamento del carattere del bambino, che vive in un ambiente tagliato su misura per lui, in cui può imparare un maggior esercizio della sua autostima.

Nell'esercizio dell'homeschooling, si utilizzano numerosi e variegati metodi didattici e materiali, anche a seconda della propria ispirazione pedagogica: alcune famiglie si ispirano ai principi di Charlotte Mason, ecc... Sicuramente, tra questi, Montessori e Waldorf sono i più apprezzati, e spesso i vari approcci didattici ed educativi vendono mescolati, per dar luogo a un'educazione più sfaccettata e completa.

In Italia l'homeschooling, che è chiamato Istruzione parentale, è legale ma non molto comune: i bambini possono essere registrati a scuola sostenendo degli esami finali (ad esempio l'esame di licenzia media). I genitori sono però tenuti a motivare e comunicare la scelta dell'homeschooling ad inizio di ogni anno scolastico, visto che in Italia vige l'obbligo di istruzione.
Come spiega Claudia de La casa nella Prateria, che da anni segue un progetto di homeschooling per i suoi 3 figli, esistono due diversi tipi di Homeschooling:

La scuola in casa: le famiglie che scelgono questo approccio seguono dei programmi precisi e usano libri di testo. Imitano in un certo senso la scuola, portandola in casa loro e adattandola alle loro esigenze.

L'unschooling (la non-scuola): chi sceglie l'unschooling non impone al bambino un programma, ma si lascia guidare dai suoi interessi. L'unschooling puo' essere più o meno radicale, nel senso che si puo' decidere, ad esempio, che quest'anno insegnerete al bambino a leggere, lasciando che il resto dell'apprendimento segua il suo percorso naturale, oppure potete lasciare che anche insegnamenti di base come la lettura e la scrittura, o le basi della matematica vengano affrontati quando il bambino inizia a manifestare un interesse in proposito.
In realtà questo non significa che la preparazione culturale del bambino venga lasciata al caso: i genitori che praticano la scuola in casa preparano dei veri e propri programmi 'scolastici', o comunque studiano e pensano vari modi di gestire al meglio questa esperienza.
Ecco infatti come spiega Sybille del blog Buntglas, che in Italia insieme a Claudia rappresenta una felice esperienza nel campo: "Ci sono tanti modi e metodi per fare homeschooling, tanti come ci sono le famiglie e i bambini che lo fanno, e il metodo è probabilmente collegato anche all’età dei bambini, l’ambiente e le opportunità, e la personalità e le esperienze educative dei genitori. Alcuni fanno 'scuola' con un calendario e orario fisso, con compiti, test, pagelle, secondo un piano specifico di apprendimento, che va spesso anche oltre quello della scuola pubblica. Altri vivono liberamente la giornata come viene lasciando che le cose vengano da sé: nello stesso modo naturale in cui i bambini imparano a parlare e a camminare, imparano a leggere e a contare, a scoprire la natura e le leggi della fisica. Altri fanno come noi: agli interessi attuali del bambino viene dato sufficiente spazio e il sostegno possibile, pur cercando di offrire delle unità di insegnamento più specifiche e preparate, sollevando nuovi interessi e stimoli, mantenendo i requisiti minimi del piano di studi della scuola pubblica. Ciò garantisce da un lato il rispetto e l’accettazione di particolari talenti personali e la volontá di imparare certi contenuti, dall’altro si é a posto anche dal punto di vista giuridico (programma) e se per qualsiasi motivo il bambino dovesse essere inserito a scuola (ad esempio per sua volontá), non ci sarebbero lacune troppo grandi nell’apprendimento delle materie.

scuola_1John Holt, il 'padre' dell'homeschooling, affronta questo tema nel suo libro 'Teach Your Own', sostenendo:
I genitori che desiderano istruire personalmente i propri bambini dovrebbero: innanzitutto, amare la loro compagnia, la loro presenza fisica, la loro energia, le loro sciocchezze, la loro passione. Devono apprezzarne la conversazione e le domande, ed essere felici nel cercare una risposta.
Devono considerare i propri figli come degli amici, degli amici molto cari. Sentirsi felici quando li hanno vicini e sentirne la mancanza quando non ci sono. Devono avere fiducia in loro in quanto persone, rispettare la loro fragile dignità, trattarli con gentilezza, prenderli sul serio. Devono sentire nel proprio cuore lo stupore dei propri figli, la loro curiosità, il loro entusiasmo di fronte al mondo. E devono avere abbastanza fiducia in se stessi, scetticismo nei confronti degli esperti, desiderio di essere diversi dagli altri e di assumersi completamente la responsabilità dell’istruzione dei propri figli. I bambini non hanno bisogno, non vogliono, non possono sopportare sei ore di lezione al giorno. In questo senso, quindi, l'homeschooling diventa un felice mix tra scuola formale e scuola informale: insegna ai bambini cose concrete (matematica, storia, geografia, bilogia, anatomia, fisiologia, lingue straniere, ecc...), ma lo fa attraverso l'esperienza e soprattutto la libertà. La scuola familiare non si svolge infatti solo tra le mura domestiche: l'apprendimento avviene ovunque, perchè è il mondo nella sua estensione più larga, a diventare una 'scuola'.


Si tratta quindi di un'esperienza che può davvero rivelarsi utile e stimolante, soprattutto per bambini con una forte dose di creatività e un forte bisogno di autonomia.
Naturalmente, l'homeschooling non è praticabile da chiunque: molti genitori non sono abbastanza preparati o motivati, molti genitori devono inevitabilmente lavorare e non possono permettersi di dedicare la giornata full time ai propri bambini. In ogni caso può essere considerato homeschooling anche un modo di fare scuola nei momenti extra-scolastici, come quello di Claudia de La casa nella Prateria, che quest'anno ha assecondato il desiderio dei propri figli di frequentare le scuole tradizionali, e nello stesso tempo trascorre con loro dei pomeriggi pieni di attività divertenti, stimolanti ed educative, ispirate al Metodo Montessori. In questo senso, possiamo tutti essere genitori homeschooler part time, al di fuori degli orari canonici del lavoro e della scuola, per trascorrere del tempo di qualità con i nostri figli.

A cura di Mammafelice

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