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Il pettegolezzo tra mamme corre sulle chat

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Mailing list e gruppo whatsapp di classe: ormai il pettegolezzo e le informazioni frivole corrono sui social

Gruppo whatsapp di classe

Cosa ne penso delle mamme sui social e del gruppo whatsapp di classe? Quando mio figlio iniziò la scuola materna, alla prima riunione con le insegnanti loro ci dissero subito, con tono perentorio, che avremmo dovuto evitare di fare assembramento ogni giorno fuori la scuola per scambiarci opinioni e inciuci su questo o quel fatto che non ci piaceva, e che invece avremmo dovuto parlarne con loro direttamente.

Bene, un suggerimento che sembrava condito di buonsenso ma che oggi mi è tornato alla mente mentre sono immersa nella lettura di 84 messaggi nuovi della chat del gruppo whatsapp dei genitori della classe di mio figlio e nel frattempo si aggiorna con nuove comunicazioni anche quello del gruppo dei genitori dei frequentanti il nido del mio secondo bambino.

Quella raccomandazione delle maestre sembra ormai un po' retrò. Non immaginavano forse che nel giro di pochi mesi l'inciucio, il pettegolezzo, la critica avrebbe sconfinato dai limiti del cortile della scuola per finire online, in un mare infinito di botta  e risposta sulla chat che può risultare interessante solo per chi svolge la propria vita tra fornelli e pezze.

La chat dei genitori è utile. Ogni giorno immancabilmente qualche mamma chiede di postare la pagina con l'assegno perché su 25 bambini non passa giorno senza che qualcuno non abbia dimenticato di segnare l'assegno o di portare a casa il quaderno. E così capita che il giorno che anche noi abbiamo bisogno di quei compiti non devo nemmeno prendermi lo scomodo di scrivere per chiedere perché basta aspettare e magicamente la pagina apparirà.
Utile, insomma in certi casi.

Per il resto sarebbe da abolire. Comunicazioni infinite sulla divisa, il grembiule, il menu della refezione, l'eterna polemica sul fatto che i compiti sono sempre troppi e non c'è verso di convincere le maestre ad assegnarne di meno. Certo, sono in fondo comunicazioni di servizio e forse in qualche modo utili, se si ha il tempo, la sera, di scorrere un centinaio di messaggi alla ricerca di qualche informazione realmente interessante, ma per il resto servono solo a bloccare un telefonino non proprio giovanissimo e costringerti a scorrere almeno venti mielosi messaggi che augurano pronta guarigione alla bambina raffreddata o mandano faccine e tortine per la mamma che festeggia l'onomastico.

I casi in cui una mamma odia i social e le chat di gruppo

E non va meglio nella chat dell'asilo nido. I bambini, si sa, piangono quando devono lasciare la mamma ma poi nell'esatto momento in cui entrano nella grande stanza piena di giochi e amichetti giocano e si divertono. Ecco perché è un bene andare al nido.

Ma se lo sappiamo che senso ha chiedere ogni giorno sulla chat della scuola diretta, ahi loro, dalle maestre del nido  se Maria o Ignazio si sono calmati?

La chat e le email di gruppo e in generale l'opportunità di comunicare a più livelli non sembrano aver migliorato la qualità dell'informazione ma ha solo aumentato le possibilità di scrivere informazioni pressoché inutili e condividerle con gli altri, posto che siano interessati.

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