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Gli asili nido sono la chiave della modernità, ecco la situazione in Italia

Secondo Nichi Vendola gli asili nido indicano la civiltà di una nazione, ma in Italia i nidi comunali sono pochi e molte famiglie devono rivolgersi alle strutture private

Lo scorso mese di luglio, inaugurando il primo asilo nido europeo costruito in un aeroporto, il Fly-Family di Bari, Nichi Vendola (GUARDA LE FOTO) ha dichiarato che "gli asili nido sono la chiave della modernità”. E la situazione degli asili nido indica la civiltà di un paese. In Italia, però, la situazione dei nidi non è così rosea. I nidi comunali non bastano per soddisfare le richieste da parte delle famiglie ed ogni anno centinaia di genitori sono costretti a rivolgersi ad un nido privato (LEGGI).

Secondo l'ultimo rapporto Istat sui servizi all'infanzia, in Italia solo il 12% dei bambini frequenta un asilo nido. Nel Sud Italia la media scende al 3%. Non tutte le famiglie possono permettersi un asilo privato ed i bambini esclusi dalle graduatorie comunali spesso vengono affidati a parenti o baby sitter (LEGGI). La spesa media per ogni bambino a carico dei comuni è aumentata del 4% in 6 anni, mentre per le famiglie si parla di un aumento del 10%. Ogni bambino costa in media 8.782 euro all'anno in un asilo comunale, di cui 1.672 euro sono a carico della famiglia e 7.110 a carico del comune.



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Sono in aumento del 12% le famiglie che si rivolgono a strutture private convenzionate. Ed in questo caso le famiglie pagano il 9% della retta, mentre il resto è a carico del comune. Negli asili pubblici, invece, i genitori devono pagare il 19% della retta. Secondo Vendola avere una struttura di asili nido sviluppata è importante anche per l'economia, in quanto le mamme, avendo più tempo libero, possono tornare al lavoro in tranquillità e contribuire, nel loro piccolo, a migliorare la situazione economica del paese.

Aldo Fortunati, direttore dell’Area Educativa dell’Istituto degli Innocenti di Firenze, intervistato da D di Repubblica, ha dichiarato che esiste un rapporto diretto tra la disponibilità di nidi e l'occupazione femminile (LEGGI), in quanto "anche la scelta di fare un figlio dipende dal fatto che una donna abbia trovato un lavoro e possa contare sul supporto offerto da una rete di servizi educativi accessibili e di qualità".



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Fortunati poi parla dei problemi legati alla situazione degli asili nido che ci sono in Italia: "Ci sono problemi gravi da risolvere: primo fra tutti quello della loro scarsissima diffusione nel sud, dove l’alternativa – spesso di dubbia qualità – è diventata di fatto mandare i bambini piccoli in anticipo alla scuola dell’infanzia. È mancato un piano nazionale. Al Sud la domanda è forte se c’è offerta in buona quantità e di qualità. Il fenomeno delle liste di attesa, infatti, è più rilevante proprio nelle aree territoriali dove sono più diffusi i servizi. Nel mezzogiorno, il fatto che bambini – e le donne – stiano spesso a casa, dipende dalla mancanza sia di nidi che di adeguate opportunità di lavoro per entrambi i genitori".

Fonte Credits | Repubblica
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