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Riapre la scuola, no alla guerra tra genitori e insegnanti

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Genitori e insegnanti dovrebbero essere uniti per il bene dello studente ed impegnarsi per instaurare un dialogo costruttivo

Genitori e insegnanti

Non è cosa nuova che negli ultimi anni si sia assistito a un progressivo deterioramento della qualità del rapporto tra genitori ed insegnanti. Sempre pronti a scendere in campo per difendere a spada tratta il loro “bambino” (termine con il quale può essere definito un settenne così come un quindicenne), i genitori troppo spesso dimenticano l’importanza del ruolo che l’insegnante ricopre nell’educazione dei propri figli.

Come ha recentemente spiegato Luigia Milani, psicologa dell’ospedale Bambin Gesù di Roma, negli ultimi anni si sono verificati grandi cambiamenti a livello sociale e culturale nel mondo della scuola: l’insegnante non è più la figura severa, rigida ed autoritaria che era una volta. Può capitare dunque che la sua autorevolezza venga messa in discussione e che questo generi confusione soprattutto nello studente.

Genitori ed insegnanti dovrebbero stringere un patto di alleanza basato su fiducia e rispetto con il solo scopo di favorire nello studente/figlio l’apprendimento, ma anche uno sviluppo sano dal punto di vista sociale e personale.
Invece assistiamo sempre più spesso a scene imbarazzanti dove genitori infuriati inveiscono contro l’insegnante che ha osato mettere un brutto voto o una nota al figlio, che denigrano l’insegnante o lo svalutano apertamente davanti al figlio.

Come spiega la psicologa questo atteggiamento da parte dei genitori? Quando il brutto voto è giustificato i genitori possono vivere questo giudizio come un attacco verso di loro. Spesso si tratta di genitori che lavorano tutto il giorno fuori casa, convivono con i sensi di colpa e senso di inadeguatezza oppure hanno caricato di aspettative il proprio figlio. Eppure difendere a tutto campo il bambino criticando l’insegnante non fa bene soprattutto a lui:

questo sentirsi 'difeso a spada tratta' non ha solo una valenza positiva, in quanto gli fa sentire i genitori come alleati. Se la difesa è eccessiva e incondizionata, i genitori vengono infatti percepiti come alleati acritici, poco attenti a quello che realmente è" il figlio. "E soprattutto non lo guidano ad accettare i propri limiti e a lavorare per superarli

spiega l’esperta che consiglia di lavorare ed impegnarsi per costruire una sorta di “triangolo amoroso” tra insegnante, genitori e studente/figlio all’interno del quale ognuno gioca la sua parte nell’ambito del progetto educativo.

Le qualità dell'insegnante ideale

Ma ci sono anche situazioni che in qualche modo legittimano le critiche dei genitori. E’ il caso degli insegnanti che si trovano a dover gestire bambini con disturbi dell’apprendimento e non sono preparati per questa missione. In molti casi, di fronte all’incertezza degli insegnanti, i genitori si informano, studiano e si documentano per far documentare gli insegnanti. Una situazione delicatissima perché la mancata comprensione da parte dell’insegnante nei confronti di un bambino in difficoltà può avere su di lui e sul suo viluppo, nonché sull’iter scolastico, conseguenze pesanti.

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