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Dislessia: in Italia troppe diagnosi

L'allarme dell'esperto: in Italia il numero di bambini dislessici è sovrastimato. Ma non tutti sono daccordo

Leonardo da Vinci, Walt Disney e molti altri geni della storia dell’umanità erano dislessici, ma oggigiorno il numero di casi tra i bambini sarebbe decisamente sovrastimato. L’allarme è stato lanciato nei giorni scorsi da Federico Bianchi di Castelbianco, direttore dell’Istituto Italiano di Ortofonologia, che, in occasione della presentazione dei risultati di un’indagine condotta nell’ambito del progetto “Ora sì”, ha precisato: “troppi bambini in Italia sono considerati dislessici, ma in realtà hanno solo disturbi comuni”.

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Il progetto presentato a Roma ha coinvolto sei scuole materne e nove scuole elementari della Capitale per un totale di 1175 bambini e i risultati hanno mostrato come il 23% degli allievi venga considerato a rischio di Disturbi specifici di apprendimento (Dsa) (difficoltà nell’apprendimento di lettura, scrittura e matematica), ma, avverte l’esperto, in realtà ad uno sguardo più approfondito si scopre che la stragrande maggioranza di questi bambini ha una difficoltà di apprendimento secondaria (o minore) e solo il 4% è realmente a rischio. E con la stessa cautela andrebbero rilette le statistiche sulla dislessia in Italia: “un bambino su cinque ha un DSA ma non è necessariamente dislessico, eppure viene inserito in un percorso di recupero specifico che alla fine rischia di rivelarsi controproducente”.

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Il progetto che ha visto coinvolte le scuole romane ha dato i suoi frutti: all’inizio dello studio i bambini considerati a rischio erano 239, ma dopo le più attente analisi il numero è sceso a 41 (8 dei quali “anticipatari”) per i quali è stato previsto un programma di apprendimento da svolgersi all’esterno della scuola.

A Bianchi di Castelbianco ha fatto eco un comunicato dell’Associazione Italiana Dislessia che dissente completamente da quanto riferito: secondo questi esperti, stando ai dati scientifici nazionali e alle Linee Guida pubblicate dall’Istituto Superiore di Sanità, la diagnosi di Disturbo Specifico di Apprendimento, dovrebbe riguardare il 3,5% dei bambini in età scolare, ma in realtà interessa meno dell’1% dei bambini. Ciò vuol dire che solo un bambino su quattro riceve una diagnosi certa e una terapia adeguata.

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