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Lezioni gender in classe: un decalogo per difendersi

Famiglia Cristiana pubblica un decalogo per i genitori per difendersi dalle scuole gender. Le reazioni del web

Gender a scuola

Solo pochi giorni fa la notizia che la Curia di Milano aveva chiesto agli insegnanti di religione cattolica di segnalare eventuali scuole a favore dei gay (iniziativa poi ritirata con scuse).

Adesso Famiglia Cristiana pubblica un decalogo per i genitori che vogliono proteggere i loro figli da lezioni di gender a scuola.

Il decalogo è redatto dal Forum delle Associazioni Familiari dell'Umbria.

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Ecco alcuni dei consigli contenuti nel documento:

  • Verificare l'offerta formativa prima di iscrivere il figlio a scuola tenendo conto di parole come educazione sessuale, omofobia, educazione all'affettività etc....
  • Conoscere in anticipo le iniziative in materia di gender che potranno essere intraprese a scuola
  • Candidarsi come rappresentanti di classe o comunque controllare ogni giorno il contenuto delle lezioni
  • Controllare sul sito della scuola se non vi siano progetti extracurriculari che prevedono lezioni di gender

E infine,

custodite i vostri figli alleatevi con loro, fornite loro fin da ora un adeguato supporto formativo e scientifico in base alla loro età così da proteggerli e prepararli a fronteggiare la teoria del gender. Spiegate loro il perché di ogni vostra azione, coinvolgendoli nelle scelte della famiglia.

Le regole per un'educazione non sessista

Alla pubblicazione di questo decalogo sono seguiti alcuni articoli che evidenziavano alcuni temi degni di nota.

Ad esempio, Claudio Rossi Marcelli su Internazionale  propone con grande ironia un suo Decalogo per genitori allarmisti contro la teoria gender a scuola, cioè

quel complotto per traviare tutti i bambini e fargli credere che non esistano differenze tra uomo e donna, e tra gay e etero

Tra i consigli proposti: controllare i bagni della scuola per assicurarsi che vi sia una netta distinzione tra maschi e femmine con appositi colori,

lasciate il vostro lavoro precario e non appagante, e candidatevi a rappresentante di classe a tempo pieno. Avrete così il tempo di pattugliare i corridoi e le aule, di offrirvi volontario per tenere lezioni extracurriculari sul sesso prematrimoniale

e naturalmente

Custodite vostro figlio, alleatevi con lui. Frequentate la sua scuola con assiduità. Possibilmente tutti i giorni, magari sedendovi al banco con lui e passandogli la versione di latino quando lo vedete in difficoltà

 Il Fatto Quotidiano in un articolo a firma di Alex Corlazzoli (che di mestiere fa il maestro)  pone sotto accusa lo Stato che latita in una materia così importante come l'educazione sessuale a scuola

Se fossimo in un Paese dove l’educazione sessuale fosse una disciplina come storia, geografia, matematica e religione, non vi sarebbe alcun bisogno di scrivere lettere per sapere se si parla di gender, di omosessualità o meno a scuola

Insomma, vengono fuori decaloghi e documenti di questo tipo perchè

non si sa ancora cosa bisogna insegnare e chi lo deve fare

L'educazione sessuale dovrebbe iniziare già all'asilo

Questo blogger invece risponde e commenta punto per punto al decalogo proposto dalle famiglie. E al punto in cui si legge

Durante le elezioni dei rappresentati di classe esplicitate la problematica del gender e candidatevi ad essere rappresentanti oppure votate persone che condividano le vostre posizioni in materia

risponde così

Ti prego, fallo. Alla prima elezione dei rappresentanti di classe, quando sarete più o in meno in tre, prendi la parola e invece di fare domande e proposte sulla visita di istruzione, o sul calendario dei colloqui coi genitori, o sull'erogatore delle merendine o qualsiasi altro problema concreto, comincia a parlare di gender. Chiamalo proprio così: gender. "Se mi eleggete rappresentante prometto che mi preoccuperò di conoscere in anticipo eventuali iniziative formative in materia di gender".
Il trenta per cento non capirà quello che stai dicendo.
Un altro trenta per cento concluderà che sei gay e ti interessano tanto le loro problematiche.
L'altro trenta per cento sei tu.

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