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Pagelle scolastiche: i giudizi che aiutano a crescere

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La pedagogista Mariaelena La Banca ci spiega come leggere le pagelle scolastiche in modo costruttivo e senza caricare i bambini di uno stress emotivo che non dovrebbero avere

Come leggere le pagelle scolastiche

Il momento di ritirare le pagelle del primo quadrimestre si avvicina. Per i genitori delle bambine e dei bambini che hanno frequentato la prima elementare si tratta della prima pagella e l'emozione di questi giorni è molto alta. Anche negli anni successivi il momento legato ai voti e ai giudizi dei piccoli scolari è atteso da tutta la famiglia e spesso si carica in maniera eccessiva.

La preoccupazione di un giudizio negativo, di un brutto voto, di quello che diranno le maestre al momento della consegna è un sentimento normale ma spesso viene caricato in maniera eccessiva. “Secondo te che voto ti ha dato la maestra?” si chiede alle bambine e ai bambini facendo aumentare la loro preoccupazione. “E Paolino (il bambino più bravo della classe) che voto ha preso?” In queste domande si nascondono delle insidie pericolose per l'autostima e il giusto approccio alle pagelle.

I voti alla scuola elementare: pro e contro

Il voto che la maestra assegna nelle pagelle NON è un voto al bambino ma alla propensione e all'attitudine, all'impegno e al rendimento che l'alunno ha dimostrato in quella materia. E chiedendo che voto ha preso Paolino non faremo altro che aumentare la competitività di nostro figlio nei confronti degli altri. Per questo sentiamo spesso dire dagli esperti che sono contrari ai voti, oppure che i voti minano l'autostima ma tutto dipende da come li interpretiamo e dal peso che diamo loro. La scuola non è una gara a chi fa meglio ma una palestra che ti permette di fare del tuo meglio. E i risultati di questa prima pagella dovrebbero essere letti in chiave propositiva, una base da cui partire per cercare di colmare le lacune, laddove ci siano, e potenziare i punti forti.

La pagella del primo quadrimestre

Ma come si legge la nuova pagella? Per ogni materia viene dato un voto numerico sulla capacità dimostrata fino a quel momento dalle bambine e dai bambini nei confronti delle difficoltà incontrate e delle attitudini dimostrate e poi c'è il giudizio globale. Ed è qui che dovremmo soffermarci a riflettere come genitori: quali sono le difficoltà che ha incontrato mio figlio fino a questo momento? In che modo posso aiutarlo a migliorarsi? Perché i voti della pagella non sono statici e ieratici ma mutano con il cambiare dei bambini, con il loro impegno e la loro crescita personale.

Ed è proprio questo che dovremmo dire ai nostri figli: un brutto voto in una materia non è il voto che la maestra ha dato a te, non è un marchio o un'impronta ma è il voto al tuo impegno in quella materia. Se ti impegnerai di più quel voto può cambiare. Li aiutiamo a svolgere i compiti a casa, spesso ci sostituiamo a loro nel preparare lo zaino o il materiale scolastico, facciamo confronti con i loro amichetti perché sono più bravi o leggono più speditamente o sono più brillanti caricando i bambini di uno stress emotivo che non dovrebbero avere.

Fare i compiti con i bambini: ma perchè?

Se i voti sono buoni (e dipende da maestra a maestra, per alcune 8 è il massimo dei voti nel primo quadrimestre) complimentiamoci con le bambine e i bambini per il percorso svolto, diciamo loro che siamo orgogliosi senza nessun timore e sproniamoli a continuare nella giusta direzione. Se invece c'è stata qualche difficoltà non ergiamoci a giudici, non diamo giudizi negativi ma cerchiamo di capire, insieme ai nostri figli, dove hanno trovato difficoltà e in che modo affrontarle e superarle.

Il messaggio che devono recepire è che bisogna fare il proprio dovere. Se ci sono state difficoltà, attraverso l'impegno e la costanza possono essere superate. Dopo aver passato in rassegna i voti di tutte le materie si arriva al giudizio del primo quadrimestre che vuole mettere in evidenza l'atteggiamento delle bambine e dei bambini nei confronti dell'esperienza scolastica: c'è chi è molto positivo e va a scuola con entusiasmo, c'è chi va d'accordo con tutti e chi rimane un po' in disparte. Anche in questi casi l'intervento dell'adulto deve essere mediato. Ogni bambino ha una crescita personale diversa dagli altri e il suo modo di vedere la scuola varia con la crescita. Da parte nostra possiamo solo incoraggiarli ad essere se stessi, possiamo far capire loro che siamo sempre disponibili al dialogo e che, anche se è grave prendere un brutto voto a scuola, siamo sicuri che impegnandosi al massimo riusciranno a recuperare.

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