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Compiti a casa: come aiutarli a organizzarsi e farli in autonomia

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Come aiutare i bambini a fare i compiti da soli. I consigli della pedagogista su come togliere progressivamente la nostra presenza al loro fianco

Come aiutare i bambini a fare i compiti da soli

Le scuole sono iniziate e presto arriveranno i primi compiti a casa da svolgere per i nostri bambini. Se all'inizio la presenza dei genitori sembra imprescindibile, non dobbiamo dimenticarci che l'obiettivo è che i nostri figli riescano al più presto a svolgere questa attività in completa autonomia, o meglio nel maggior grado di autonomia possibile per loro.

E' fondamentale quindi "strutturare" il più possibile questo momento togliendo progressivamente la nostra presenza al loro fianco. Che cosa bisogna tenere presente quando si fanno i compiti?

Aiutare i bambini nei compiti, sì o no?

Il luogo per fare i compiti

Il bambino deve trovarsi in un luogo tranquillo, lontano da distrazioni e se è possibile "dedicato" allo studio

Il tempo

deve avere bene in mente che quello è il momento dedicato allo svolgimento di compiti; è finito il tempo del riposo e finchè non ha concluso quello che sta facendo non tornerà a giocare. E' consigliabile piuttosto frazionare preventivamente i compiti eccessivamente lunghi intervallandoli da brevi pause stando attenti che però il rischio è che il bambino perda la concentrazione.

Il materiale

proprio per evitare distrazioni è opportuno che il bambino si procuri tutto quello di cui ha bisogno subito in modo che ce l'abbia a portata di mano senza doversi continuamente spostare.

La pianificazione

in questo senso è fondamentale per esempio che il bambino impari l'uso del diario; deve avere in mente per quando è necessario che i compiti siano finiti e cosa lo aspetta nei prossimi giorni in modo da poter imparare a portarsi avanti quando possibile o a dedicare tranquillamente più tempo a quello che sta facendo se necessario

Il metodo

una volta davanti al compito il bambino dovrà decidere in che modo procedere, organizzando il proprio lavoro e trovando la modalità per lui più efficace per comprenderlo e portarlo a termine. In questo non ci sono regole fisse perchè la variabilità individuale è enorme: c'è chi ha bisogno di "vedere" quello che sta facendo e quindi userà appunti, mappe concettuali, parole- chiave e sottolineature, chi avrà bisogno di "sentirlo" e quindi racconterà e ripeterà il procediemnto a voce alta, chi preferirà lavorare in silenzio e svolgere tutto a mente... Alcuni bambini sceglieranno spontaneamente il proprio metodo, altri avranno bisogno di un adulto che mostrerà loro le varie possibilità.

La verifica

Infine ci sarà un momento di verifica, inizialmente da parte del genitore ma che dovrà diventare al più presto un' "autoverifica" in cui il bambino ripercorrerà i passaggi e quanto svolto, andrà a modificare e correggere quanto eseguito e potrà sentirsi effettivamente pronto e preparato oppure valutare che il compito va rivisto e modificato. 

Autostima e autoefficacia

anche quando progressivamente l'aiuto dell'adulto verrà riducendosi, rimarrà sempre fondamentale il suo ruolo nell'incoraggiare, sostenere e gratificare il bambino; il papà e la mamma gli sottolineeranno che il suo sforzo e il suo impegno gli procurano conquista, soddisfazione e successo. In questo modo il bambino aumenterà la propria autostima e la propria autoefficacia, sentendosi sempre più pronto ad affrontare da solo i compiti futuri.

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