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I punti essenziali del progetto "Buona Scuola"

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Cosa prevede il rapporto per la "Buona Scuola" presentato dal Governo il 3 settembre 2014? Quali sono le proposte e i punti essenziali?

Buona Scuola

Da molto tempo si sente la necessità di effettuare delle riforme al sistema scolastico in Italia. La “Buona Scuola” sarà la soluzione giusta per migliorare la scuola dei nostri figli? Le consultazioni avviate dal Governo si sono concluse da alcuni mesi. Le proposte sono già state presentate dal Ministro dell’Istruzione, ma l’opinione pubblica sembra ancora divisa.

La consultazione pubblica

Il 3 settembre 2014 il Governo ha presentato il rapporto per la “Buona Scuola”, che è stato oggetto di discussione non solo in sede di Governo. Per la prima volta è stata aperta una consultazione pubblica per raccogliere le proposte che arrivavano dalla cittadinanza. Il Ministero dell’Istruzione ha messo a disposizione dei cittadini diverse possibilità di partecipazione: un sito internet dedicato con un questionario, materiale informativo e incontri di discussione. La consultazione pubblica è stata aperta dal 15 settembre al 15 novembre.

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I dati della consultazione

Dopo la chiusura della consultazione, il Ministro dell’Istruzione Stefania Giannini ha presentato i risultati della consultazione sui temi della “Buona Scuola”. Confrontando i dati con altre esperienze simili in Euro (Francia, Estonia, Regno Unito) la consultazione della “Buona Scuola” è stata quella con maggiore partecipazione:

  • 207mila partecipanti online
  • 1milione e 300 mila accessi al sito dedicato
  • 45mila commenti rapidi
  • 200 mila partecipanti ai dibattiti.

Le proposte della “Buona Scuola”

La consultazione ha raccolto i problemi che ostacolano il buon funzionamento del sistema scolastico. Le proposte hanno esplorato l’aspetto organizzativo, didattico e gli obiettivi per una preparazione scolastica sempre migliore e al passo con i tempi.

  • Basta precari

La proposta “Buona Scuola” prevede l’assunzione di 150mila docenti. I docenti assunti a tempo determinato da più di 36 mesi vedranno convertire il loro contratto a tempo indeterminato.

  • Basta supplenze

Il piano di assunzioni garantirà un gruppo di docenti stabile per coprire le cattedre vacanti, tempo pieno e supplenze. In questo modo gli studenti hanno una continuità didattica.

  • Più trasparenza

Dal 2015 ogni istituto dovrà redigere e rendere pubblico il proprio rapporto sulle valutazioni, il budget, i progetti finanziati e un registro dei docenti. Dal 2016 i docenti diventeranno di ruolo solo per concorso, evitando le lunghe liste d’attesa.

  • Meno burocrazia

Verranno individuate le cento procedure burocratiche più gravose a giudizio di presidi, insegnanti e studenti per arrivare ad abolirle.

  • Docenti più aggiornati e valutati

I docenti dovranno seguire una formazione obbligatoria di aggiornamento per restare aggiornati anche sulle nuove tecnologie. I docenti verranno premiati per la loro capacità di insegnamento, per la formazione e per il contributo a migliorare la scuola. Sono previsti per i docenti meritevoli degli scatti di anzianità ogni tre anni, che porteranno in busta paga 60 euro netti al mese in più.

Cosa cambia nella scuola primaria?

  • Più musica e sport
  • Tecnologia: si cercherà di portare in tutte le scuole la banda larga veloce e il wi-fi. A partire dai 6 anni i bambini impareranno a usare il computer e le nuove tecnologie abbinate allo studio.
  • Lingua straniera: verrà rafforzato il piano formativo linguistico per i bambini a partire dai 6 anni.

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Contestazioni al progetto “Buona Scuola”

Se da un lato si condivide la necessità di una riforma scolastica, dall’altro lato le proposte della “Buona Scuola” hanno ricevuto molte contestazioni di studenti e docenti che sono scesi in piazza. Si è parlato di “aziendalizzazione delle scuole” e di aver proposto una riforma che lega i saperi agli interessi delle aziende. Il programma di assunzioni ha creato reazioni negative tra i precari che vedevano ridurre invece di ampliare le possibilità di lavoro. Stando alle interpretazioni della proposta avrebbe meno peso il curriculum in fase di selezione dei docenti, dando invece spazio a titoli, pubblicazioni e capacità di insegnare degli stessi. La valutazione dei docenti è un punto che ha generato molte discussioni perché porterebbe delle modifiche in busta paga

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