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Bambini esclusi dalla mensa perchè i genitori non pagano

Bambini di scuole primarie e dell'infanzia esclusi dalle mense scolastiche dei propri istituti, colpevoli di non aver pagato la retta per la refezione scolastica negli anni precedenti. E' il quadro preoccupante registrato in alcune città italiane del nord Italia

Bambini di scuole primarie e dell'infanzia esclusi dalle mense scolastiche dei propri istituti, colpevoli di non aver pagato la retta per la refezione scolastica negli anni precedenti. E' il quadro preoccupante registrato in alcune città italiane del nord Italia: Vercelli, Vigevano, Fino Mornasco in provincia di Como e Mantova.


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Chi non paga il servizio non può mangiare in mensa e ha due possibilità: portarsi il pranzo da casa e consumarlo in un'altra aula, o uscire da scuola durante la pausa. Come leggiamo su Repubblica, in termini di numeri questa realtà riguarderebbe 400 bambini a Vigevano, 69 a Fino Mornasco, in provincia di Como, 250 a Mantova, mentre a Vercelli 500 rinunciano a iscriversi. Un fenomeno, destinato ad espandersi, frutto di una politica di austerity per tutelare i bilanci comunali.

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 I sindaci, infatti, con il mancato pagamento delle rette da parte dei genitori si troverebbero a far fronte a buchi anche consistenti nelle casse comunali: a Vigevano il debito pregresso per le mense scolastiche ammonterebbe a quasi 120mila euro. Ma non tutti hanno accolto l'ordinanza del Comune, ad esempio a Fino Mornasco nonostante l'altolà del sindaco Giuseppe Napoli il preside dell'Istituto comprensivo Clemente Pasquale avrebbe espresso il suo punto di vista, affermando che avrebbe continuato a fornire pasti per tutti. La situazione, però, sembra sia tornando alla normalità grazie a un piano di rateizzazione del debito.



A volte il mancato pagamento della retta è dovuta alla reale difficoltà economica delle famiglie, in altri casi si registrano pratiche scorrette da parte dei genitori; "i furbetti non mancano mai". Ma chi ne fa le spese sono sempre i più piccoli, ai quali viene tagliato il servizio, con conseguenze psicologiche ed educative da non trascurare. Basti pensare a quanto sia discriminatorio e a quale risonanza possa avere nella psiche di un bambino e nel suo sviluppo comportamentale farlo mangiare in un'altra aula perchè non può permettersi il pranzo con i compagni di classe. Si sentirà diversi, separato e perderà un momento di condivisione importante per la sua crescita. Per non parlare della portata che può avere questa scelta dal punto di vista educativo.


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 "In questo modo le eventuali responsabilità degli adulti vengono scaricate sui più piccoli"
, dice Antonella Inverno, responsabile dell'unità legale di Save The Children, l' associazione a tutela dei diritti dell'Infanzia, che si sta occupando dei casi di Vigevano e Brescia. "È certamente giusto chiedere conto a quei genitori che approfittano di agevolazioni senza averne la necessità, ma la rivalsa nei confronti degli insolventi può essere fatta in altre forme, senza coinvolgere i bambini. Ad esempio, mandando cartelle esattoriali alle famiglie e procedendo ad un recupero coatto, come molti Comuni già fanno".


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I bambini non dovrebbero essere lesi in alcun modo, i servizi per l'infanzia dovrebbero essere garantiti sempre anche nei momenti di profonda crisi sociale ed economica come la nostra




Fonte Credits| Repubblica

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