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Un asilo di Roma abolisce la festa della mamma e del papà

Un asilo di Roma abolisce la festa della mamma e del papà per rispetto delle famiglie allargate e dei bambini orfani. I genitori sono sul piede di guerra

Asilo abolisce festa della mamma e festa del papà

Nella scuola d'infanzia Contardo Ferrini, nel quartiere Trieste a Roma, il collegio docenti avrebbe abolito la festa del papà e della mamma con la seguente motivazione: "La famiglia cambia continuamente". La notizia avrebbe scatenato l'ira dei genitori che avrebbero inviato una diffida in cui chiedono di annullare la delibera altrimenti ricorreranno al Tar.

Come racconta Repubblica la decisione sarebbe stata presa il 14 ottobre, ma i genitori sono venuti al corrente della notizia solo in occasione della festa del papà. Roberta Giudici, la mamma di un bambino che frequenta l'asilo comunale, ha spiegato che i genitori contestano soprattutto il non essere stati interpellati sulla questione. Hanno quindi chiesto spiegazioni all'istituto che avrebbe motivato la scelta di abolire la festa della mamma e del papà per rispettare le famiglie allargate e i bambini rimasti orfani dei genitori.

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Paolo Masini, assessore comunale alla Scuola, avrebbe difeso la scelta degli insegnanti, smentendo l'idea che dietro questa decisione ci sia la cosiddetta "teoria del gender" contro la quale si sono schierati molti genitori. E a questo proposito avrebbe detto:

Gli adulti non dovrebbero aver bisogno di fare crociate mettendo in mezzo i loro bambini. La comunità scolastica non ha bisogno di ideologismi del genere. Siamo contro questo atteggiamento. Solo il pensiero che si debba andare davanti al giudice in un contesto con protagonisti bambini dai 3 ai 6 anni è preoccupante

Però c'è da chiedersi perché cancellare una tradizione, e delle feste che si basano sul concetto di amore per la famiglia, qualsiasi sia la sua composizione o struttura? E inoltre le forme di rispetto per le famiglie allargate e per i bambini, dovrebbero essere ben altre, molto più importanti. La scuola dovrebbe farsi portavoce di alcuni principi educativi, civici e sociali da trasmettere ai più piccoli, per evitare forme di razzismo, di disprezzo e discriminazione che sono molto più traumatiche e che trovano terreno fertile anche tra i più piccoli

 

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