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Asili e Istituti: attenzione a chi ci lavora

Come capire se le persone che dirigono e lavorano nell'asilo o nell'Istituto dove decidiamo di iscrivere nostro figlio sono davvero all'altezza?

Diligite iustitiam qui iudicatis terram”. Queste sono le parole con cui inizia il libro della Bibbia attribuito a Salomone, che Dante riprende nel XVIII canto del Paradiso. Così recita il verso: “Amate la giustizia, voi che giudicate la terra”. Perché vi dico questo? Care mamme, cari papà, leggete con estrema calma e prestate la dovuta attenzione, perché in gioco c’è il benessere psico-fisico dei vostri bambini.

Circa un mese fa, mi ero riproposta di andare a bussare alla porta di un Istituto che si occupa di bambini disabili, per poter fare volontariato. Il caso ha voluto che poco prima che riuscissi a suonare il campanello della nobile struttura, mi sia imbattuta contro il Direttore della stessa. E voi penserete: “Che fortuna!” Beh, è qui che nasce questo gran rospo che ho in gola e che mi ha convinto ad interpellare varie personalità del settore psichiatrico ed andare a fondo. L’incontro-scontro ha dato vita in me ad un motto di ribellione, non tanto per una questione di “vendetta di penna”, quanto per il fatto che ha sollevato dubbi ancora irrisolti. Ora, il summenzionato Direttore, dopo
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aver sfoggiato un modo di fare troppo lezioso per i miei gusti, a tal punto da farmi dubitare circa la sua vera natura, si è mostrato per quello che in realtà credo tenti di celare al mondo intero da secoli, ovvero un essere maleducato, incivile ed intellettualmente non onesto con la professione che ahimè, svolge.

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Il punto è che al di là dell’aggressività verbale usata, ho notato che persino altre persone che ricoprono cariche di prestigio all’interno dello stesso Istituto hanno dato prova di essere non solo ignoranti, ovviamente non nell’accezione culturale del termine, ma addirittura razzisti. Sono rimasta leggermente basita e mi sono posta una domanda essenziale: come è possibile che individui del genere, che indossano ogni giorno una maschera, in realtà sorridono al mondo professandosi socialmente utili al fine di investire alti ruoli dirigenziali con l’unico e mero scopo di far ingrossare le loro tasche? Perché riescono a non destare il minimo sospetto in quelle famiglie che ripongono tutta la loro fiducia nel tentativo di dare una quotidianità ed un futuro migliore ai propri figli disabili mentalmente e fisicamente? Non sarà forse colpa del fatto che in questa società opulenta si va sempre più di corsa? Cari genitori, la fretta non potrebbe annebbiarvi la vista e farvi percepire solo un lato della medaglia?
Per ovvi motivi non potrò citare il nome del suddetto Istituto, né il nome del “gran cavaliere” che lo dirige, ma quello che posso consigliarvi è di fare attenzione, perché spesso queste strutture si insignano di epiteti quasi fiabeschi atti ad ingannare la vostra percezione, prendendo in prestito parole come gioia, felicità, gioco, casa, e quindi utilizzando tutti quei termini che danno l’idea di armonia, di benessere. Ma sarà poi così? Diffidate dal finto decoro che propongono determinati centri psico-pedagogici, perché ciò che realmente conta è la salute fisica, mentale e soprattutto l’emotività dei vostri figli.
gioAd avvalorare la mia tesi, è anche la Dott.ssa Flavia Massaro che più volte ha lanciato dei veri S.O.S, o come si direbbe oggi, nell’era della tecnologia, dei Tweet sulla rete, dopo che alcuni casi di “asilo nido lager”, come quelli di Pinerolo, di Pistoia, di Casarile e Catania sono stati oggetto di indagini e dell’attenzione dell’opinione pubblica. Di certo, il fatto che mi è accaduto non vuole essere una denuncia di maltrattamenti contro piccole anime innocenti, ma è stato di gran lunga interessante l’impatto che ha avuto su di me, sulla mia morale e sulla mia coscienza, perché ritengo che determinate persone non possano e non debbano svolgere mansioni di prestigio in centri medici o riabilitativi, quando l’aggressività è la caratteristica predominante (e ben celata) della loro personalità.

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Comunque, proprio per farvi avere un quadro completo della situazione, riportiamo gli appelli della Dott.ssa Flavia Massaro, Psicologa specializzata in traning autogeno, sostegno alla genitorialità e psicodiagnosi, nella speranza che possano esservi di aiuto e che nessun genitore debba fare un’esperienza così negativa come quella riportata dalla cronaca degli ultimi tempi.

Cosa accade in alcuni asili nido?
Un bambino spogliato e tenuto con la testa sotto l’acqua corrente, un altro legato e trascinato come (neanche) un cane al guinzaglio per aver fatto pipì dove e quando non avrebbe dovuto… Ma anche insulti e aggressioni fisiche, a volte riprese grazie al lavoro della polizia, altre volte raccontate dai bambini e sospettate dai genitori che hanno riscontrato comportamenti strani e aggressivi da parte dei piccoli. Si tratta ovviamente di pochi casi, ma molto significativi perché esplicativi di quali situazioni si possono creare quando i bambini sono affidati a persone non adeguatamente preparate, prive di supervisione psicologica e dell’equilibrio mentale necessario per svolgere un lavoro che può essere decisamente stressante per chi non ha la necessaria predisposizione ad occuparsi di bambini molto piccoli.

Cosa possono fare le famiglie in questi casi?
Si tratta di episodi gravi, che ledono la serenità di persone troppo piccole per potersi difendere. La tenera età dei bambini che frequentano il nido può infatti portare educatrici poco equilibrate a pensare che non siano in grado di testimoniare su eventuali abusi e maltrattamenti, e che perciò le loro eventuali malefatte non saranno mai punite. E questo non agevola in loro la formazione di particolari remore a comportarsi in maniera inaccettabile. Posto che non sarà mai possibile prevenire il 100% degli abusi, può essere importante scegliere quelle strutture che garantiscono la presenza di psicologi che possono monitorare la situazione, aiutare le maestre sull’orlo di una crisi di nervi e intervenire efficacemente qualora inizino a verificarsi episodi degni di attenzione.

Qual è il rischio?
Il rischio è infatti che non solo le maestre possano non essere adeguatamente preparate e selezionate, ma anche che quando la situazione sfugge di mano non vi siano esperti ai quali le educatrici e i genitori possano rivolgersi. Un asilo nido che prevede la presenza costante di psicologi da questo punto di vista può essere considerato più sicuro di quelli che non la prevedono.

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Come individuare i segni del malessere?
I bambini che frequentano il nido sono molto piccoli, e possono non essere in grado di esprimere a parole il proprio disagio e di raccontare in maniera chiara e coerente quello che sta accadendo. La stessa cosa può però essere valida per bambini che frequentano la scuola materna. I genitori devono perciò prestare attenzione ad una serie di segnali che possono indicare che il bambino sta subendo abusi e/o maltrattamenti:
- cambiamenti nel comportamento con esibizione di aggressività (ad esempio: il bambino picchia le bambole o i peluche, o inizia ad azzuffarsi con i fratellini o gli amici);
- giochi che rappresentano quello che accade all’asilo (ad esempio: il bambino maltratta o apostrofa i propri pupazzetti come viene maltrattato o  apostrofato dalle educatrici/maestre, in particolare alla scuola materna);
- estremo disagio al momento di prepararsi o di entrare all’asilo (ad esempio: pianto inarrestabile assente in precedenza, vomito);
- inappetenza;
- disturbi del sonno e incubi (se in precedenza dormiva tranquillamente).
Come possono intervenire i genitori?
Gli adulti che si occupano del bambino hanno quindi la possibilità di rendersi conto se il piccolo sta soffrendo per qualcosa che accade all’asilo, specialmente se cambiando asilo la situazione cambia e se nei periodi in cui non lo frequenta ritorna ad essere tranquillo. Può però capitare che un bambino che ha subito maltrattamenti senza poter reagire divenga aggressivo, se inserito in un nuovo asilo, dove si sente protetto e può sfogare quanto accumulato in precedenza. Anche per questo la presenza degli psicologi è fondamentale per la gestione di situazioni così delicate, per non far etichettare il piccolo come "problematico" e segnare negativamente il suo futuro.

Cosa fare per agire tempestivamente?
E’ utile cogliere i segnali senza farsi prendere dal panico, e confrontarsi il prima possibile con altri genitori di bambini che frequentano lo stesso nido (o asilo) per scoprire se anche altri bambini hanno manifestato segni di disagio o comportamenti anomali. Una verifica empirica può essere effettuata tenendo il bambino a casa per un periodo o cambiando asilo, per verificare se l’allontanamento dall’ambiente dove potrebbe aver subito maltrattamenti porta dei cambiamenti.

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E’ molto importante anche consultare uno psicologo che si occupi di prima infanzia o un neuropsichiatra infantile, che possano osservare il bambino e fornire un parere specialistico sulla sua condizione. Se i sospetti sono confermati da analoghi racconti degli altri genitori è necessario allertare le forze dell’ordine perché possano intervenire in maniera opportuna.

Per ulteriori informazioni:
SERVIZIO DI PSICOLOGIA

- via Monterotondo 3 (zona Niguarda) - MILANO (MI)
- Piazza T. Manlio 18 - MARIANO COMENSE (CO)
 E-mail: info@serviziodipsicologia.it
Sito web: www.serviziodipsicologia.it

Silvia Casini
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