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Aiutare i bambini nei compiti, sì o no?

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Molti genitori si chiedono se sia giusto aiutare i bambini a svolgere i compiti a casa oppure se dovrebbero essere lasciati soli per imparare ad organizzarsi senza un aiuto

Aiutare i bambini a fare i compiti

In questi giorni in cui i bambini delle scuole elementari e i ragazzi delle scuole medie e superiori cominciano a portare a casa un carico di compiti non indifferente, la domanda di molti genitori è: come approcciarsi ai compiti dei bambini e dei ragazzi? È bene aiutarli o lasciare che facciano da sé?

Aiutare i bambini delle scuole elementari nei compiti è molto importante sia per i piccoli che per i genitori perché dà modo ai primi di sentirsi sostenuti e compresi e ai secondi di capire e comprendere profondamente il proprio figlio in maniera diversa e più consapevole.



Il nostro atteggiamento di genitori è molto importante, forse al pari col metodo di studio. Dobbiamo considerare che è normale se nostro figlio preferisce giocare allo studio per cui sarebbe bene essere propositivi “non appena finisci questo gioco vieni a fare i compiti con mamma?” piuttosto che impositivi: “smetti subito di giocare e vieni a fare i compiti”.

Premunirisi di santa pazienza. Dopodichè sedersi insieme al tavolino, lasciare che il bimbo sbuffi, prenda svogliatamente il suo diario, legga i compiti da fare, prenda il suo quaderno e inizi a concentrarsi. Non rimproverarlo mai se sbaglia, piuttosto cercate di fargli ripetere il compito sbagliato per vedere se capisce da solo dov’è l’errore, non esortatelo a finire in fretta ma lasciategli tutto il tempo necessario.

Se vuole fare una pausa lasciate che la faccia, che si autoregoli da solo, soprattutto i primi tempi, e rimanete sedute ad aspettarlo. Fatelo leggere ascoltando con partecipazione ed elogiatelo spesso per renderlo più sicuro di sé.

Come fare i compiti a casa?

Fategli ripetere i concetti, le parole, le poesie e le lezioni poiché risulta più facile apprendere i concetti ripetendoli.
Rispetto ai nostri “vecchi metodi di apprendimento, quelli “moderni” sono diversi, cerchiamo di non criticare mai, (davanti al bambino) questi nuovi approcci educativi o rischieremo di screditare la scuola e la maestra ai suoi occhi.

Con questi pochi consigli dovremmo essere in grado di affrontare con più serenità i pomeriggi studiosi dei nostri figli.

Le indicazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e il lettore. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti. Disclaimer»
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