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A scuola a cinque anni e mezzo: i pro e i contro

Si chiama “anticipo d’iscrizione”; i genitori dei bambini che compiono sei anni dopo il 31 dicembre e non oltre il 30 aprile possono scegliere se mandarli alla scuola elementare o lasciarli alla materna

SCUOLA A CINQUE ANNI - Si chiama “anticipo d’iscrizione”: i genitori dei bambini che compiono sei anni dopo il 31 dicembre e non oltre il 30 aprile dell'anno successivo possono scegliere se mandarle il proprio figlio alla scuola primaria (elementare) o lasciarli alla materna ancora per un anno. Per quelli che festeggiano il loro sesto compleanno tra il primo gennaio e il 31 dicembre, viceversa, è obbligatorio inserirsi in prima.

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La possibilità di accedere anticipatamente non è una novità, è stata introdotta gradualmente a partire dal 2004-2005: inizialmete limitata ai piccoli nati entro il 28 febbraio, poi estesa a quelli venuti al mondo entro il 31 marzo, infine, da alcuni anni, ai nati entro il 30 aprile.

La scelta è, in ogni caso, delicata e non va presa alla leggera, bensì deve essere meditata e ragionata da parte dei genitori ascoltando anche il punto di vista del bambino che può a cinque anni e mezzo esprimere una sua opinione in merito alla questione!

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Una buona istruzione prepara i figli a superare le sfide che la società odierna presenta. Fornisce loro una preparazione di base, insegnando fra l'altro a leggere e scrivere bene. Inoltre, influisce sui loro rapporti con gli altri e consolida le sane norme morali. Ma dal momento che in Italia la scuola sta vivendo tempi difficili, è molto difficile provvedere ad un'istruzione del genere.
Un insegnante con una lunga carriera alle spalle si trova spesso in difficoltà dinanzi a bambini e ragazzi violenti che usano un linguaggio volgare e offensivo, bambini stanchi morti perché sono andati a letto tardi per guardare la TV, bambini malnutriti o affamati e bambini che non sanno cos'è la disciplina. E gli insegnanti vi diranno che "non è possibile insegnare a bambini indisciplinati", ciò non è vero esistono strategie educative per affrontare qualsiasi tipo di problema.

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Purtroppo per mancanza di volontà e di fondi è ancora molto scarsa l’offerta formativa rivolta agli insegnanti così come manca la figura dello psicologo nelle scuole che potrebbe apportare benefici agli alunni, docenti e genitori.

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Le attuali politiche scolastiche  sembrano prive di contenuti innovativi dal punto di vista sociale, perchè si limitano ad una razionalizzazione dell'esistente. Basti citare la conferma dell'anomalo ordinamento in tre livelli (elementare, media e superiore) retaggio di un tardivo innalzamento della scolarizzazione di massa nel nostro paese; il mantenimento di tre indirizzi (generalista, tecnico e professionale, al di là dell'unificazione verbale degli ultimi due sotto la dizione di "istruzione e formazione professionale") e la non risoluzione del problema del reclutamento dei docenti, della formazione e dell'aggiornamento del corpo insegnante.

Per quest'ultimo la riforma si limita ad introdurre l'obbligo di conseguimento di una laurea specialistica, ad accesso programmato. Personalmente ritengo che sia inutile oltre che dannoso far rinunciare al bambino un altro anno di scuola materna solo perché il genitore desidera che diventi un piccolo genio in fretta!

Dott.ssa Giuliana Apreda

BAMBINI A SCUOLA


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