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Le grandi costanti della vita coi bambini malati

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Come cambia la vita delle mamme quando i bambini stanno male? La stagione dei malanni è una corsa ad ostacoli con alcune grandi costanti

La vita delle mamme quando i bambini stanno male

La stagione dei malanni è una vera e propria corsa ad ostacoli per le mamme. Soprattutto chi lavora vive nell’incubo del classico risveglio con 37 e mezzo, per cui ti tocca mettere in moto tutta la trafila gestisci-emergenze: chiamata alla babysitter numero 1, che sarà impegnata, quindi alla numero 2, che è ammalata, quindi a nonni, zii e parenti fino al 12esimo grado passando per la cognata della panettiera e il figlio del lattaio, finchè non ti rassegni a chiamare in ufficio e annunciare che oggi dovrai lavorare da casa perché… vediamo… devi farti la manicure? Già perchè, per giunta, la triste situazione è che qualsiasi scusa è meglio che ammettere che ti sei riprodotta e che i bambini a febbraio si ammalano. Spesso, spessissimo.

  • Se non lo mandi a scuola perché “37 comunque è febbre”…

Alle 9 starà saltando sul divano felice, cantando a squarciagola. Gli provi la febbre: 36,5. E tu ti sei giocata il venerdì pomeriggio libero per i prossimi 6 mesi.

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  • Se lo mandi a scuola perché “37 non è febbre”

Alle 9 ti chiamerà una maestra indignata “Il bambino stava chiaramente male, e quando ha vomitato gli abbiamo provato la febbre: ha 39. Lei non si è accorta di nulla quando l’ha portato?”

  • È una catena che non ha mai fine

Quando guarirà il piccolo, si ammalerà il grande, che poi lo ripasserà al piccolo, che lo passerà al padre. E lì si che saranno dolori.

  • I playdate sono banditi

Non importa quanti nuovi giochi ha ricevuto per il suo recente compleanno o che a casa vostra c’è una piscina coperta in cui nuotano delfini vivi e addomesticati: il bambino che è appena stato malato è un Intoccabile. Nessuno vorrà più venire a casa vostra per almeno una settimana dalla guarigione, quando comunque non vorranno venire perchè si sarà ammalato il piccolo (vedi sopra).

  • La regola delle 24 ore

Le nostre mamme, ora diventate nonne, attaccano ogni volta con la grande perla di saggezza della loro generazione “ancora casa per un giorno da quando è sfebbrato.” WHAT???? Tra 24 ore c’è la concreta possibilità che si ammali di nuovo, semmai!

  • Mai una gioia

Finalmente siamo tutti guariti e possiamo organizzare un playdate con gli amichetti del cuore! Peccato che disdiranno all’ultimo momento perché ora loro sono malati. Un altro pomeriggio a casa da sole con i bambini è proprio quello che ci vuole.

  • L’abbruttimento è dietro l’angolo

Per le mamme che non lavorano, avere i bambini a casa malati è forse più semplice dal lato pratico, ma è devastante da quello emotivo. Giorni e settimane chiusi in casa, guardando per la terza (o quinta, o decima) volta il film dei Minions, in ciabatte tutto il giorno. In fondo, che senso ha lavarsi i denti? O pulire il bagno?

  • Dare le medicine ai bambini è un girone infernale

Una tortura terribile a cui ti sottoponi per punire te stessa: qualsiasi mamma nutre la certezza irrazionale e masochista che, se i bambini malati, in fondo la colpa è sua. Come sempre.

  • La rassegnazione

Le prime volte che il bambino si ammala la prendi come una catastrofe, e temi che anche il più lieve raffreddore possa essergli fatale. Poi, è brutto da dire, ma ti abitui.

  • L'unica consolazione

Ma arriva sempre un momento, sulle note della sigla finale dei Minions, in cui tuo figlio solleva il suo capino appoggiato sulle tue cosce, alza gli occhi lucidi e arrossati e ti guarda come se tu fossi l’unica al mondo capace di farlo sentire meglio. Solo tu e i Minions.

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