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Vaccinazioni anti rotavirus, il virus che colpisce i neonati e i bambini sotto i cinque anni

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A Milano sono stati presentati i risultati di una ricerca sul virus Rotavirus in Italia: un'indagine su 500 famiglie di bambini finiti in ospedale. Quasi 8 genitori su 10 non sa neanche che esiste un vaccino anti rotavirus orale protettivo

Vaccino anti rotavirus

Il rotavirus è un virus diffuso in tutto il mondo, considerato un'emergenza sanitaria nelle aree più povere del mondo dove provoca ogni anno la morte per diarrea di almeno 600 mila bambini, secono le stime dell'Organizzazione mondiale della sanità. Si tratta in effetti di un virus che colpisce soprattutto i neonati e i bambini sotto i cinque anni. E' molto contagioso e si trasmette con molta facilità non solo per via oro-fecale, ma anche per via respiratoria. Il virus è diffuso anche nei Paesi avanzati per l'impatto che queste infezioni ricorrenti hanno sulle famiglie e sui sistemi sanitari. In Europa si contano 231 decessi ogni anno e 87 mila ospedalizzazioni.

E nel nostro paese ogni ora 2 bambini (molti sotto i 2 anni di vita) sono ricoverati per diarrea da rotavirus, soprattutto durante l'inverno, tra novembre e marzo. I numeri parlano da soli: più di 14 mila ospedalizzazioni legate alla patologia ogni anno, oltre 50 mila gli accessi al pronto soccorso, 80 mila le visite mediche. E secondo una stima globale sarebbero più di 400 mila i bambini che si ammalano di gastroenteriti acute da rotavirus ogni anno.

Grazie ad un incontro promosso da Gsk a Milano sono stati presentati i risultati di una ricerca sul virus in Italia; un'indagine su 500 famiglie di bambini finiti in ospedale. Il ricorso alle vaccinazioni resta limitato: solo Sicilia e Calabria l'hanno implementata, e secondo un'indagine condotta da Datanalysis quasi 8 genitori su 10 non sa neanche che esiste un vaccino orale protettivo anti rotavirus. Inoltre fra i genitori che conoscevano il vaccino, circa uno su tre non lo ha considerato "importante" perché non obbligatorio. Uno su 4 ha confessato di aver "paura" dei vaccini, mentre per il 27% il freno sarebbe stato di carattere economico: il vaccino era disponibile solo a pagamento. Poi l'esperienza del ricovero ha ribaltato le prospettive e 9 intervistati su 10, dopo aver vissuto l'esperienza di vedere il loro bebè in ospedale, spossato dai sintomi dell'infezione, dichiarano che consiglierebbero la vaccinazione a un altro genitore.

L'indagine fotografa l'impatto emotivo ed economico di questi ricoveri, le ansie vissute dai genitori (tutti riferiscono un alto grado di preoccupazione per i sintomi e la situazione, un 67,2% parla di disagio elevato). La corsa in ospedale è scattata nel 47,2% dei casi perché il bambino presentava diarrea acuta, nel 29,1% grave debilitazione e disidratazione, nel 13,4% vomito insistente. Il 91,8% dei bimbi non era stato vaccinato contro il rotavirus. E nei mesi invernali gli studi dei pediatri, gli ospedali sono affollati di casi. Nidi e asili sono decimati dalle assenze di bambini colpiti dal virus.

Tutte le famiglie finiscono per avere a che fare con quella che possiamo definire una malattia 'obbligatoria' per i bambini più piccoli, e spesso ripetuta - osserva Giorgio Conforti, pediatra di famiglia di Genova - L'impegno assistenziale è rilevante: i genitori devono assentarsi dal lavoro e spendere per terapie reidratanti e cure, i nonni vengono arruolati per accudire i piccoli. Per questo motivo possiamo dire che il vaccino si auto-paga sia per i costi diretti che indiretti prevenuti

Il vaccino anti rotavirus

Il vaccino anti-Rv "che si somministra per via orale in due dosi può essere offerto alle stesse epoche in cui si fa la vaccinazione esavalente e per il pneumococco", entro i 6 mesi di vita, spiega Paolo Bonanni, ordinario di Igiene nel Dipartimento di Scienze della salute dell'università degli Studi di Firenze.

Si tratta di vaccini estremamente efficaci e sicuri che permettono di prevenire una malattia importante anche se spesso sottovalutata. Confidiamo che questa forma di prevenzione possa essere presto estesa a tutte le regioni italiane

Trasmissione del virus

Il virus si trasmette molto facilmente e anche per via intra-ospedaliera, pur mettendo in atto tutte le misure protettive possibili, spiega Susanna Esposito direttore della Clinica pediatrica I della Fondazione Policlinico di Milano. Il rotavirus si trasmette per via oro-fecale, ma anche per via respiratoria, per contatto. Sul fronte ospedaliero si stima che siano 8 mila le infezioni nosocomiali ogni anno, che complicano e prolungano il decorso dei bambini ricoverati per altre patologie.

Di recente ci è capitato un caso di un bimbo di 10 mesi che ha contratto l'infezione dal fratellino, a sua volta contagiato al nido. Il paziente - racconta la specialista - presentava un importante quadro di disidratazione che richiedeva un riequilibrio molto lento per evitare problematiche come le convulsioni. E' stata una situazione molto delicata e lunga da gestire ed è culminata nella trasmissione del virus al bambino ricoverato nella stanza accanto con un'infezione respiratoria, il quale era già sottoposto a ventilazione non invasiva domiciliare e ha presentato un decorso ancora più complicato. C'è da considerare poi che oggi abbiamo un numero sempre più alto di neonati prematuri o con patologie croniche, per i quali la perdita di peso e la disidratazione legata all'infezione da rotavirus può essere devastante

A fronte di tutto questo, conclude Esposito, la vaccinazione anti-Rv ha "un rapporto costo-efficacia assolutamente favorevole e va raccomandata. Dovrebbe essere offerta gratuitamente e attivamente, l'ideale sarebbe per esempio farla eseguire a opera dei pediatri di famiglia in occasione dei primi bilanci di salute. L'impatto positivo sul numero di casi e sull'assistenza sarebbe enorme".

Fonte | Adnkronos

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