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Vaccini sì o no, le storie di Amelia e Roberto

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Si trovano su versanti opposti nell'inesauribile dibattito sui vaccini, ecco le loro storie e le loro battaglie

Vaccini e genitori

Le vaccinazioni sono in calo e il dato è ben noto. I media danno spesso voce alle istituzioni e agli esperti che invitano senza sosta i genitori a vaccinare i propri figli per evitare la diffusione di malattie che si credeva ormai in qualche modo arginate proprio grazie ai vaccini offerti gratuitamente a tutti i bambini (è il caso dell’Haemophilus  Hb che nei mesi scorsi ha costretto al ricovero in gravi condizioni tre bambini molto piccoli a Roma).

Ma i media e soprattutto i social sono anche strumento di comunicazione per le tante voci di dissenso in questo ambito e dei genitori che sono contro i vaccini o che semplicemente sono preoccupanti per le possibili conseguenze negative ed effetti collaterali dei vaccini.

Il punto centrale è che tutti i genitori hanno a cuore la salute dei propri figli e tutti, sia chi sceglie di vaccinare che chi decide di non farlo, prendono una difficile decisione dopo essersi adeguatamente informati, dopo aver chiesto il parere del pediatra e dopo aver fatto lunghe riflessioni.

Lo hanno fatto certamente anche Amelia Vitiello e Roberto Mastalia, due genitori che oggi si trovano su versanti opposti del dibattito pro e contro vaccinazioni, e la cui testimonianza è stata raccolta da Vanity  Fair.

Entrambi,  dopo aver vissuto esperienze opposte, hanno deciso di impegnarsi attivamente per promuovere informazione e consapevolezza e di lottare per i propri valori.

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Amelia Vitiello è la presidente del Comitato Nazionale contro la Meningite e si batte strenuamente per invitare tutti i genitori a sottoporre i loro bambini alle vaccinazioni comprese quelle contro la meningite. Questo proprio perchè sua figlia, la sua piccola Alessia, è morta nel 2007 a soli 18 mesi a causa di una meningite fulminante di tipo B. Amelia era una mamma vaccinatrice, aveva fatto fare a sua figlia tutte le vaccinazioni tranne quella contro il meningococco di tipo B che all’epoca non era disponibile.

Avevo vaccinato Alessia  vaccinata contro tutte le malattie dalle quali era possibile proteggerla, purtroppo l’ha colpita un tipo di meningite per cui ancora non c’era vaccino. Se fosse esistito, oggi Alessia sarebbe qui, perché sicuramente gliel’avrei fatto, come le ho fatto gli altri

racconta Amelia. E proprio questo terribile batterio si è portata via il suo angelo da un giorno all’altro:

la sera Alessia aveva 37 e mezzo di febbre e la mattina dopo era morta

racconta Amelia ai giornali, alle trasmissioni televisive, sui siti internet. Per dare un contributo concreto alla battaglia in favore delle vaccinazioni per far capire a tutti che vaccinare i propri figli può significare salvargli la vita

Un grande studio dimostra: nesusn legame tra vaccini e autismo

Un dramma legato ai vaccini ha coinvolto anche Roberto Mastalia e la sua famiglia.

Oggi mio figlio ha 12 anni. È nato sano, è cresciuto in maniera precoce: a 8 mesi camminava, a un anno e un mese ha iniziato a parlare. Improvvisamente a 18 mesi, dieci giorni dopo la vaccinazione contro morbillo, rosolia e parotite, ha avuto una regressione, ha perso la parola, tutte le abilità che avevamo visto crescere in lui. Ed è diventato autistico. Era come un vegetale. Aveva perso la percezione del dolore: lo pizzicavamo per vedere se reagisse. Se gli avessimo messo la mano sul fuoco, l’avrebbe lasciata bruciare

Roberto è convinto che la sindrome autistica di suo figlio sia esplosa  a causa del vaccino. La scienza dice che l’autismo ha origini e cause ancora poco chiare, che esiste certamente una componente genetica e che probabilmente alcuni fattori ambientali possono favorirne la comparsa. Roberto, che ha altri due figli, uno più grande vaccinato e uno più figlio non vaccinato, è convinto che sia stato proprio il vaccino MPR ad aver innescato una specie di miccia in suo figlio.

Il vaccino causa l’autismo? Roberto non si spinge fino a tanto e infatti si batte perché vengano portati avanti studi più ampi sull’argomento per capire se davvero possa esistere l’ “encefalite da vaccino”, ma indubbiamente secondo lui questa vaccinazione ha favorito il manifestarsi della sindrome e resta da chiedersi cosa sarebbe accaduto a suo figlio se non l’avesse vaccinato.

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