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Vaccini scagionati: non causano l'autismo

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La Corte di Appello di Bologna ribalta la sentenza di Rimini: il vaccino contro il morbillo non causa l'autismo

Vaccini e autismo

Non esistono evidenze che il vaccino trivalente MPR (morbillo-parotite-roslia) provochi l’autismo. Nel 2012 suscitò grande clamore la sentenza del giudice del lavoro di Rimini che aveva riconosciuto un risarcimento ad una coppia romagnola il cui bambino era stato vaccinato presso la Asl nel 2002 e poi era diventato autistico.

Una sentenza che non solo divenne punto di riferimento per altre cause civili che vennero intentate nei mesi successivi ma anche un sostanziale contributo alle campagne contro i vaccini che ha indubbiamente contribuito a ridurre la copertura vaccinale contro molte malattie (morbillo in primis).

Adesso, però, la Corte d'Appello di Bologna ha ribaltato la sentenza di Rimini. Il processo era iniziato su appello del Ministero della Salute. Decisiva la perizia tecnica del dottor Lodi che ha esaminato la perizia che era stata svolta nel procedimento di primo grado "segnalando in modo minuzioso la non pertinenza e la non rilevanza degli studi in essa citati".

I consulenti della famiglia nel primo processo avevano, infatti, fatto riferimento alle ricerche di Andrew Wakefield autore di un discusso articolo su Lancet sui collegamenti tra vaccini e autismo, che poi venne ritirato. Anche in questo caso il Ctu ha sottolineato "l’irrilevanza degli studi del medico inglese Wakefield, smentito dalla comunità scientifica".

Non solo, è anche emerso che

non c'è una effettiva correlazione temporale tra la progressiva comparsa dei disturbi della sfera autistica e il vaccino Mpr, vi è solo il fatto che i due eventi avvengono uno prima e uno dopo, ma come dimostrato in precedenza, ciò non è sufficiente a mettere in relazione i due eventi

In primo grado il giudice aveva concluso che in assenza di altre cause evidenti, l’autismo era stato causato dal vaccino ma in realtà, spiegano i giudici, affermare che la sindrome non ha altre cause note e quindi sicuramente la causa è colpa dell'Mpr non ha senso logico; anzi, spiegano gli esperti del Ministero della Salute, recenti studi avanzano l’ipotesi che la sindrome potrebbe essere dovuta a una predisposizione genetica

Sul sito VaccinarSì, Portale di informazione medica e scientifica sulle vaccinazioni a cura della SITI - Società Italiana di Igiene, patrocinato dal Ministero della Salute,  Paolo Bonanni scrive

Si è tentato di fare credere che la vaccinazione contro il morbillo, parotite e rosolia fosse inutile e pericolosa, che vi fosse qualche connessione con l’autismo (disconoscendo almeno 25 studi che dimostrano esattamente il contrario), propagando il dubbio che la vaccinazione venisse fatta solo per un complotto organizzato di tutta la comunità scientifica, ad esclusivo interesse delle "multinazionali del farmaco". Purtroppo la natura si incarica di svelare, prima o poi, l’assurdità e i danni che conseguono al dare credito a indimostrate teorie anti-scientifiche.

Vaccini e autismo, la richiesta di intervento del Ministero della Salute

Perché non si può dire che il vaccino causi l’autismo

I genitori dei bambini affetti da autismo meritano tutta la nostra solidarietà e vicinanza umana, ed anche concreti aiuti economici e strutture di sussidio al loro grave problema; ma non è incolpando le vaccinazioni che si risolve la questione, anzi: così facendo si crea un grave pericolo.

spiega Bonanni, che precisa che solo perché a qualcuno viene diagnosticato l’autismo qualche mese dopo aver fatto il vaccino non vuol dire che il responsabile dell’autismo sia il vaccino stesso

è come affermare che fare colazione al mattino con caffè e biscotti è la causa degli incidenti stradali che si verificheranno durante la giornata, solo perché la colazione (fatta dal 90% degli automobilisti) è precedente temporalmente all’incidente che qualcuno tra i conducenti avrà inevitabilmente (è un fatto legato alla probabilità statistica). Ci vuole una verifica di almeno altri 5 criteri (devono essere tutti contemporaneamente presenti), oltre a quello temporale, per accertare l’eventuale rapporto causa-effetto ra due eventi.

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