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Chi decide se vaccinare o meno i figli?

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Genitori contrari ai vaccini: importante comunicare con le madri. A decidere sono loro

Vaccinare i bambini

E’ colpa dei genitori se si sta assistendo a un drastico e preoccupante calo delle vaccinazioni, e i bambini si ammalano di meningite causata da batteri che si credeva ormai scomparsi o se si assiste ad epidemie di morbillo e un aumento dei casi di morti per encefalite?

Un articolo firmato da Ruth Graham e apparso su Slate si pone la domanda “di chi è la responsabilità del calo delle vaccinazioni”? E parte dalla lettura di questo report dell’ American Academy of Arts and Sciences che non solo punta il dito contro la “negligenza etica dei genitori che si rifiutano di vaccinare i propri figli” ma va oltre e sembra mostrare in modo inequivocabile che la responsabilità non è dei genitori, ma delle madri.

Questo report ci dice chiaramente che è la madre la principale responsabile delle scelte sbagliate in fatto di vaccini. Una questione scomoda che però va affrontata: abbiamo un problema con i genitori che prendono decisioni sbagliate sui vaccini, o abbiamo un problema con le madri?

Partiamo dall’evidenza, suggerisce la Grahm: le donne rappresentano nella stragrande maggioranza dei casi le responsabili delle decisioni in materia di assistenza sanitaria per i loro figli. Sono le madri che scelgono che il pediatra, portano i figli dal dottore, scelgono i farmaci e gestiscono le terapie mediche dei bambini.

Anche supponendo che la maggior parte delle coppie discutano sulle decisioni mediche della famiglia, è indubbio che siano le donne a dirigere e mettere in atto tali decisioni

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Tuttavia, quando si parla di vaccini  le donne hanno maggiori probabilità rispetto agli uomini di riporre la propria fiducia in fonti di informazione sbagliate: un interessante studio apparso su Pediatrics nel 2011 mostrò che le madri erano più inclini rispetto ai padri a riporre fiducia nelle informazioni sui vaccini derivanti da programmi televisivi e riviste o addirittura dalle celebrità.

Gary Freed, primo autore dello studio, ci tiene a sottolineare che le donne in generale sono ancora molto propense a fidarsi dei pediatri e infatti sia padri che madri ripongono una certa fiducia nel vaccino morbillo-parotite-rosolia.

Quindi è importante precisare solo un piccolo sottogruppo di madri guardano con fiducia alle informazioni provenienti da riviste o programmi tv

Tuttavia, uno studio del 2011 mostrò anche che proprio le madri erano più propense a riporre fiducia nelle storie di altri genitori che sostenevano che i propri figli erano stati danneggiati dai vaccini.

In generale la ricerca suggerisce che le donne sono più esposte al rischio di credere nella pseudoscienza rispetto agli uomini:

le donne sono più propense rispetto agli uomini a credere nella medicina alternativa e sembrano avere un 30% di probabilità in più di fare affidamento sull’aneddotica e sulle informazioni sanitarie su Internet

E d’altronde,  rileva la giornalista, la maggior parte delle discussioni presenti su internet o sui social network riguardati i vaccini vedono come voci protagoniste soprattutto le donne. Non è un caso che in un’intervista rilasciata al Los Angeles Times la storica Elena Conis rimandi ad un rapporto del 1982 intitolato “Vaccine Roulette”

tutte le madri parlavano degli effetti dannosi dei vaccini, mentre i medici, tutti di sesso maschile, ribadivano che i vaccini era sicuri e che le madri non sapevano di cosa parlavano

La Conis è certa di trovare l’origine della comunità anti-vaccini nei movimenti di salute femministi degli anni Sessanta e Settanta.

Vaccini scagionati: non causano l'autismo

Certamente esistono anche alcune figure maschili che giocano un ruolo importante nello sviluppo e nella “tenuta” dei movimenti anti-vaccini. Il ricercatore che argomentò il legame tra vaccino e autismo – ripetutamente smentito dagli studi scientifici successivi - era un uomo. Così come ci sono anche molti padri di bambini autistici che combattono attivamente per sostenere la tesi del legame tra vaccino e autismo. ma quando si tratta di presunti pericoli dei vaccini tutte le prove che abbiamo indicano le donne come guida del dibattito.

Il fulcro di tutta questa riflessione è che forse, per gestire il calo delle vaccinazioni, una delle più preoccupanti questioni di salute pubblica del momento, non bisogna comunicare con i genitori, ma con chi prende decisioni in merito: le mamme.

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