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Tubercolosi a scuola: già 10 bambini contagiati a Roma

Un'insegnante e nove alunni di una scuola elementare di Roma sono risultati positivi al bacillo della tubercolosi. A contrarre per prima la malattia sarebbe stata proprio la maestra. Ma la tubercolosi non era una malattia ormai debellata?

Un'insegnante e 10 alunni di una scuola elementare in via al Sesto Miglio, zona Cassia, sono risultati positivi al bacillo della tubercolosi (detta anche tisi o tbc). A contrarre per prima la malattia sarebbe stata proprio la maestra. Icontrolli clinici saranno ultimati entro 10 giorni al fine di garantire agli alunni e agli insegnanti della scuola interventi adeguati nella massima sicurezza.
I controlli che hanno evidenziato i primi 10 contagi hanno infatto evidenziato la positività di più dell’80% dei bambini analizzati.

A contagiare i bimbi potrebbe stata la maestra risultata malata. Da quattro mesi, riferiscono i genitori, non stava bene: non le era stata diagnosticata però la Tbc, temeva di avere un’altra malattia. Prima della diagnosi che ha confermato la tubercolosi era rientrata a scuola, con regolare certificato medico che ne consentiva il ritorno a lavoro. I genitori lamentano un ritardo nella comunicazione del focolaio di Tbc.
tubercolosiChi risulta positivo deve seguire una profilassi antibiotica di 6 mesi, gli altri dovranno ripetere il test dopo due mesi ma non è necessaria la disinfestazione della scuola e i piccoli continueranno ad andare a lezione.

Non è la prima volta che si verifica un caso simile: nel febbraio 2009  quasi venti bambini risultarono positivi al test sulla Tbc effettuato all’ospedale Pertini sempre a Roma. Erano tutti compagni di classe alla scuola materna di Morena.
Ad infettarli una giovane suora filippina che faceva l’assistente all’insegnante. In questi giorni sono stati registrati casi di tubercolosi polmonare anche a Correggio (Reggio Emilia); si trattas empre di studenti.

COS'E' LA TUBERCOLOSI, NON ERA UNA MALATTIA ORMAI DEBELLATA IN EUROPA?
E' una malattia determinata dal Mycobacterium tuberculosis (bacillo di Koch). I germi della tubercolosi possono penetrare nell'organismo attraverso le mucose (respiratoria, orale, intestinale) o attraverso la cute. Il decorso e le modalità evolutive della tubercolosi sono molto varie in rapporto soprattutto con la reattività e sensibilità dell'ospite verso l'infezione e con la via di contagio e diffusione del microrganismo.
Nonostante i miglioramenti nella gestione della tubercolosi ci sono ancora troppi morti nel mondo, 1,8 milioni l'anno. Avanza inoltre il pericolo della diffusione di ceppi resistenti ai farmaci: 440.000 casi di tuberculosi multi-resistente (MDR TBC) nel mondo nel 2008 (il 3,6% di tutti i casi), solo il 7% dei quali sono stati trattati. Sono alcuni dei dati emersi dalla rivista Lancet che questa settimana è dedicata alla tubercolosi.

Sintomi
La sintomatologia della TB è caratterizzata da: tosse, perdita di peso, dolore toracico, febbre e sudorazioni; si può verificare anche la presenza di sangue nell’espettorato, cioè tossire sangue. Il metodo diagnostico più diffuso, per accertare la malattia, è il test della tubercolina (Mantoux). La reazione positiva a questo test, indica che il sistema immunitario è già venuto a contatto con il batterio della tubercolosi.
Inoltre, per accertare che non ci sia un’infezione in atto, si esegue una radiografia del torace che svela la presenza dell’infezione e/o della malattia nei polmoni; un importante metodo diagnostico, più approfondito, è l’esame diretto dell’espettorato

74997_393647_sf01000000_736Come si cura
La TB è una malattia infettiva curabile e può essere sconfitta con le cure appropriate, ma soprattutto con la diagnosi precoce dei soggetti malati, cioè dei soggetti con TB attiva e quindi infettiva. Una diagnosi precoce consente di adottare gli opportuni interventi terapeutici e di ottenere la guarigione. Poiché la durata delle cure per la tubercolosi è molto lunga, può accadere più facilmente che i soggetti affetti dalla malattia non assumano i farmaci per tutto il periodo necessario alla guarigione e in modo corretto.
L’uso non corretto degli antibiotici (rispetto alle dosi, al numero di somministrazioni, ai tempi necessari per la guarigione), può causare l’adattamento dei batteri ai farmaci e lo sviluppo di una vera e propria “resistenza” agli stessi.
La terapia dovrebbe essere iniziata presso gli ambulatori specialistici o in regime di ricovero ospedaliero, per i casi più complessi o più gravi. E’ necessario che il paziente resti in contatto con la struttura, che ha prescritto la terapia, per i successivi controlli.
La terapia può durare da 6 mesi a 18-24 mesi. Per evitare che si instauri una resistenza ai farmaci antitubercolari, l’OMS e le Associazioni scientifiche hanno studiato una strategia chiamata DOT (Directly Observed Therapy), dalle lettere iniziali delle parole inglesi che significano Terapia Osservata Direttamente, ossia un regime di terapia, con cui il sanitario si assicura che il paziente assuma la sua dose di farmaci ogni giorno. Con questo tipo di trattamento terapeutico, seguito “diligentemente”, il periodo di cura della TB si riduce a circa 6-8 mesi. Introdotta negli anni ’90, la DOT è considerata, attualmente, uno dei metodi più efficaci per curare la TB e per evitare l’insorgenza della resistenza agli antibiotici. Consulta La terapia antitubercolare: perché, come, quando, per quanto?

Fonti:
Ansa
http://www.thelancet.com/series/tuberculosis
Ministero della salute
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