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Trapianti in Italia: quanto si aspetta e come donare

Aumentano i donatori in Italia: un scelta coraggiosa che "moltiplica la vita"

Bambini in ospedale

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    Bambini in ospedale
    Redazione PianetaMamma 31 maggio 2012
    Nei primi quattro mesi del 2012 sono aumentati sia il numero di donatori di organi che il numero di trapianti effettuati. Un dato importante, contenuto nell'ultimo rapporto sull'attività di donazione e trapianto nel nostro Paese presentato in occasione della recente Giornata Nazionale per la Donazione e trapianto di organi. (LEGGI)

    Se nel 2011 i donatori per milione di abitanti sono stati 21,9, nel primo quadrimestre del 2012 sono saliti a 23,7.
    Si tratta del numero più alto mai registrato in Italia e nettamente superiore rispetto alla media europea, con 16,9 donatori per milione di abitanti.


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    Restano stabili i tempi di attesa: sono iscritti nelle liste di attesa 8731 pazienti, di cui  6542 aspettano un rene, 1000 un trapianto di fegato, 733 un cuore, 382 un polmone, 236 il pancreas e 23 l’intestino.
    I dati confermano che l'Italia si colloca ai primi posti in Europa per centri di eccellenza e l'attività di donazione e trapianto italiana è riconosciuta a livello internazionale al punto che la Commissione Europea ha affidato proprio al Centro Nazionale Trapianti il coordinamento di 9 progetti europei sulla qualità dei trapianti su 18.

    Proprio in occasione nella Giornata Nazionale per la Donazione degli organi è stata lanciata la campagna "Moltiplica la vita", volta a informare i cittadini sulla donazione degli organi e su quanto sia importante donare affinchè da una tragedia possa rinascere una vita nuova. Le campagne di sensibilizzazione (LEGGI) sembrano funzionare visto che la percentuale di opposizione nei primi 4 mesi del 2012 è diminuita del 2,1%.

    Ma come si può manifestare la propria volontà di donare gli organi
    ?
    La legge numero 91 del 1999 fissava nel principio di "silenzio assenso" la modalità con la quale manifestare la propria volontà di donare gli organi.
    Tuttavia questo principio non viene ancora applicato perchè il Servizio Sanitario Nazionale non ha ancora costituito un'anagrafe informatizzata in grado di raccogliere le dichiarazioni di volontà dei cittadini. Quindi vale il principio del consenso o dissenso esplicito.



    Come dichiarare che si intende donare i propri organi?
    Esistono dei moduli (disponibili sia presso le Asl territoriali che presso il centro Nazionale Trapianti) nei quali si sottoscrive una dichiarazione di volontà alla donazione di organi e tessuti. Si può anche scrivere su un foglio bianco una dichiarazione di volontà alla donazione di organi e tessuti scritta riportando nome, cognome, data e luogo di nascita, data e firma. Infine se ci si iscrive all'AIDO (Associazione italiana donatori d'organi) si può portare sempre con sè la tessera che vale come dichiarazione esplicita alla donazione. In assenza di tali manifestazioni esplicite a decidere, in caso di accertamento di morte, saranno i familiari (coniuge non separato, convivente more uxorio, figli maggiorenni o genitori).

    I trapianti sui bambini

    Ospedali Riuniti di Bergamo, Ismett di Palermo, Molinette di Torino, Centro Trapianti di Padova e Ospedale Bambin Gesù di Roma. sono questi i centri di eccellenza italiani per i trapianti pediatrici.
    Per i bambini esiste una lista di attesa unica, che raccoglie tutti i piccoli pazienti in attesa di un organo nuovo, che mostra come i tempi di attesa per i bambini siano meno della metà degli adulti. La maggior parte dei bambini ha bisogno di un fegato, di un rene o di un cuore.


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    Le difficoltà principali nell'affrontare un trapianto pediatrico riguarda le dimensioni dell'organo donato e naturalmente del'organismo del bambino ricevente. Un piccolo organo donato da un altro bambino regala grandi soddisfazioni, perchè cresce insieme al ricevente e gli regala una straordinaria possibilità di vivere una vita normale. Ma le nuove tecniche in materia di trapianti offrono anche incredibili opportunità che sembrano quasi fantascienza.

    Un fegato, ad esempio, può essere diviso in due parti, con una tecnica chiamata split liver, e salvare la vita di due pazienti, e i nuovi organi artificiali (LEGGI) possono fare la differenza tra la vita e la morte. Spesso, in attesa che arrivi un organo vero e proprio, i chirurghi impiantato degli organi artificiali che servono a garantire la sopravvivenza del bambino fino al trapianto.

    Mentre è di pochi giorni fa la notizia di un bambino di 16 mesi, affetto da una gravissima malformazione cardiaca (LEGGI), nel quale è stato impiantato il più piccolo cuore artificiale del mondo. I medici del Bambin Gesù di Roma hanno dovuto richiedere autorizzazioni speciali a livello internazionale per poter utilizzare, per la prima volta in assoluto,  questo minuscolo cuoricino artificiale 

    Per approfondire:

    AIDO

    Moltiplica la Vita

    Centro Nazionale Trapianti



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