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SIDS: sindrome della morte improvvisa del lattante

La "morte in culla" è uno degli incubi più grandi di tutti i neo-genitori. Ecco le regole fondamentali per ridurre al minimo di rischio di SIDS, la Sindrome della morte improvvisa del lattante

Morte in culla

La SIDS, conosciuta comunemente come "morte in culla", è la morte improvvisa ed inaspettata di un lattante apparentemente sano.

Questo è un altro modo per dire che in realtà non si sa perché questi bambini muoiano. La SIDS è più frequente tra i due e i quattro mesi e colpisce i bambini, sia maschi che femmine (ma tra i bambini che muoiono circa il 60% sono maschietti).

I bambini deceduti per SIDS sono morti sia di giorno che di notte, tipicamente durante il sonno, il più delle volte senza chiari segni premonitori, sia in culla che nel passeggino, sia nel seggiolino della macchina che in braccio ai genitori.

Molti studi epidemiologici hanno portato all’identificazione di norme comportamentali grazie alle quali il rischio può essere significativamente ridotto. E laddove queste regole sono state diffuse l’incidenza si è drasticamente ridotta.

Cinque raccomandazioni

  • Innanzitutto fare dormire il bambino sulla schiena. La regola, ormai assodata, è stata identificata nel 1988, quando l’adozione della posizione prona non solo era di uso comune, ma addirittura raccomandata per evitare che un neonato potesse inalare il rigurgito e il vomito.

L’ideale sarebbe utilizzare un materasso rigido e senza il cuscino tradizionale.

  • La seconda regola è quella di tenere il neonato al fresco, senza coprirlo troppo e senza avvolgerlo stretto nelle coperte. La temperatura ambientale ideale è di 18-20°.
  • Terza regola consolidata è quella di astenersi dal fumo in gravidanza e in presenza del bambino. Queste sono le regole ormai acquisite anche a livello di comportamenti pratici.
  • A queste  si sono aggiunti altri due aspetti, riconosciuti recentemente dalla comunità scientifica. Il primo è di evitare di fare dormire il neonato nel letto con i genitori, in considerazione del rischio di sviluppare eccessivo calore.
  • L’ultima in ordine di tempo è quella di usare il succhiotto, che dovrebbe essere adottato quando l’allattamento materno è ormai stabilmente avviato.

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Uso del ciuccio

Come si è arrivati a proporre l’uso del succhiotto per prevenire la SIDS?

In pratica in alcuni neonati la respirazione attraverso la bocca è seguita da episodi di ostruzione completa dell’orofaringe per la caduta indietro della lingua.

Vari studi hanno concluso che l’uso del succhiotto riduce il rischio di SIDS e persino l’influenza dei fattori di rischio noti nell’ambiente in cui si dorme. L’idea è che possa agire come “air way” evitando l’ostruzione funzionale della faringe da glossoptosi (la caduta indietro della lingua).

Il succhiotto peraltro non andrebbe tenuto in bocca per più di 15 minuti, ma l’avanzamento della mandibola che provoca persiste anche dopo che viene tolto.

In ogni caso il succhietto andrebbe proposto dopo il mese di vita (per non interferire con l’inizio dell’allattamento al seno) e sospeso possibilmente entro l’anno di vita (per evitare che disturbi il buon sviluppo dei denti).

Un’ipotesi convincente al punto che la sua efficacia è paragonabile a quella del dormire a pancia in su e che oggi l’American Academy of Pediatrics ha incluso come raccomandazione nelle sue linee guida per la prevenzione della SIDS.

SIDS italia: associazione per la riduzione del rischio

 

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