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Rientro a scuola: le visite mediche

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La fine delle vacanze è il periodo ideale per realizzare un check up medico del bambino. La pediatra di PianetaMamma vi segnala le visite da fare per iniziare l'anno scolastico in forma e senza stress

Visite mediche per il ritorno a scuola

A breve le porte delle scuole si apriranno nuovamente, chi per la prima volta, chi per la seconda, terza… volta. Le vacanze giorno dopo giorno stanno andando via ed è il momento di infondere quel sano entusiasmo per far sentire la voglia di iniziare o tornare tra i banchi di scuola. Il ritorno a scuola non deve essere un momento di stress per bambini grandi e piccini dopo la fine del riposo estivo, ma curiosità e giusta passione, mettendo da parte paure e angosce.  Ecco i consigli per affrontare l'inizio dell'anno scolastico e le visite mediche da fare.

In vacanza tutti facciamo le ore piccole e scardiniamo gli orari del dormire, del pranzo e della cena, quindi, già a fine agosto mettiamo a letto i bambini mezz'ora prima, svegliandoli, allo stesso modo, mezz'ora prima. Inoltre verifichiamo che i compiti delle vacanze proposte dall’insegnante siano completi, questo rimette in moto il cervello e favorisce il ritorno a scuola. Questo è il momento per incoraggiare i nostri figli all'autonomia, sia nel vestirsi che nel nutrirsi, a preparare la cartella, e il materiale scolastico.

  • Riprendiamo la corretta alimentazione

Colazione abbondante adeguata all’età e alle caratteristiche dei nostri figli, una merenda a metà mattina leggera, di modo che il bambino possa, una volta sedutosi a tavola per il pranzo, mangiare con appetito.

  • Visite mediche da fare prima del ritorno a scuola

Importante è prendere l’appuntamento dal Pediatra per un check-up, per verificare il benessere generale del bambino. Il Pediatra senza ombra di dubbio valuterà la crescita del vostro bimbo, analizzerà se le vacanze in piscina o sulla sabbia possano aver permesso la comparsa di micosi o del fastidioso mollusco contagioso, nel qual caso la terapia è d’obbligo. In estate si cresce più velocemente e la valutazione della statura e dei piedi va valutata: una attenta podoscopia, scoliometrica, visita oculistica, valutazione dell’udito, ecc., devono essere la prassi.

  • Podoscopia

è un esame che si fa con il podoscopio, o plantoscopio, uno strumento che permette di visualizzare l’arco plantare di un individuo che stia fermo in posizione eretta e che poggi il suo peso su entrambe i piedi. L’immagine della pianta del piede che si ottiene con un podoscopio a luce polarizzata è molto più definita. Si possono evidenziare infatti le zone di maggiore o minore carico, determinate dalle variazioni di colorazione che assume la pianta del piede. Un piede normale in età pediatrica si può definire quel piede con una forma non correlata a nessun tipo di disturbo. Ma il piede non è disgiunto dal resto del corpo e va considerata la valutazione con la postura: il piede piatto è coesistente a una postura rilassata, fiacca, "sciamanica" nella quale anche la posizione conseguente del capo induce una malocclusione dentaria. Questo bambino va stimolato a una maggiore attività fisica che migliori la muscolatura.

  • Scoliometria

si esegue utilizzando due strumenti, lo scoliometro e il gibbometro che permettono di quantificare i gradi del dislivello fra i due lati della colonna vertebrale, indice indiretto della deviazione della colonna. L’esame serve a vedere e valutare se il rachide, ovvero la colonna vertebrale, è in asse. Quando il bimbo cresce velocemente è possibile che si manifesti una deviazione che non necessariamente è indice di patologia, ma che comunque va valutata anche nel tempo. Ricordiamoci di richiedere il certificato sportivo in quanto sia per la scuola, sia per l’attività sportiva privata questo serve e ha valore annuale. Il Pediatra potrebbe anche richiedere l’ECG, pertanto verifichiamo cosa dobbiamo far fare a nostro figlio.

Se il bambino ha delle esigenze particolari alimentari, se ha intolleranze o allergie per qualche alimento e se mangia nella mensa della scuola, ricordiamoci di richiedere il certificato medico.

  • La visita degli occhi

Si tratta di un esame di routine. Possono far sospettare un problema visivo e potrebbero richiedere un controllo tempestivo da parte di un medico oculista questi fastidi agli occhi:

  • Posizione anomala degli occhi (strabismo);
  • Se vede le righe storte o sdoppiate;
  • Se chiude male le palpebre;
  • Se si stropiccia spesso gli occhi;
  • Se avvicina molto gli oggetti;
  • Se ha avuto in vacanza un trauma cranico e facciale;
  • Bruciore e lacrimazione intensa;
  • Cefalea;
  • Se riferisce di veder male;
  • Occhio rosso;
  • Difficoltà nell’attenzione;
  • Riflesso strano dell’occhio (anomalo riflesso rosso in fotografia);
  • Capo inclinato da una parte;
  • Movimenti anomali degli occhi;
  • Convergenza verso il naso degli occhi;
  • Calo improvviso della vista.

È importante valutare se un bimbo ha ancora una visione limitata alla percezione di forme sfumate e delle luci, sia perché ipermetropi, sia perché non possiedono una valida coordinazione dei muscoli oculari. Miopia, ipermetropia , astigmatismo, sono eredofamiliari. Questi difetti di refrazione, al pari di altre alterazioni dello sviluppo oculare, possono comportare disarmonia, ritardo o riduzione della fisiologica acuità visiva e vanno precocemente riconosciuti e trattati, perché possono essere responsabili di affaticamento visivo (astenopia accomodativa) caratterizzata essenzialmente da cefalea, a volte associata bruciore agli occhi, frequente ammiccamento e facile esauribilità alla lettura. Una visita oculistica al momento di andare a scuola è d’obbligo.

A 6 anni infatti il sistema visivo è completamente maturato e si possono valutare anche modesti vizi rifrattivi che possono determinare affaticamenti visivi e lieve ambliopie. La frequenza scolastica rappresenta, per il nostro bambino, un’esperienza nuova, dove deve imparare tante cose nuove e dove la funzione visiva è particolarmente utilizzata (per esempio, imparare a leggere comporta un affaticamento ed una concentrazione non precedentemente sperimentate dal bimbo) e dove si possono evidenziare problemi alla vista o alla motilità oculare. L’oculista deve essere informato della condizione di salute generale del bambino, se ci sono state complicazioni durante la gestazione o alla nascita, se la crescita e lo sviluppo procedono regolarmente.

L’oculista chiederà se il bambino ha avuto cure con medicinali, se ha subito interventi chirurgici, se soffre di allergie, se è stato sottoposto a trattamenti oculistici particolari, se porta gli occhiali, o se ci sono altri disturbi etc. Prosegue con domande sul comportamento del piccolo, se assume posizioni o atteggiamenti inusuali (posizione anomala della testa, strizzare gli occhi, tendenza ad avvicinarsi alla TV, stropicciarsi frequentemente le palpebre, scrivere in maniera distorta, a scuola valutare la distanza del banco dalla lavagna, etc.), oppure indagare su una sintomatologia riferita dal bambino (stanchezza nella lettura, mal di testa, bruciore agli occhi, appannamento visivo), nonché aspetti non naturali della posizione degli occhi. È utile inoltre avere un diretto contatto con il pediatra, che visita il bambino più frequentemente che l’oculista, in modo che tale scambio possa evidenziare all’insorgenza eventuali patologie.  Nell’ambito della visita, l’oculista dopo la valutazione dell’acuità visiva e della refrazione in cicloplegia, può richiedere, soprattutto nei bambini, la valutazione dell’ortottista per approfondire eventuali problemi inerenti l’equilibrio muscolare degli occhi come la ricerca di eventuali ambliopie, di alterazioni della motilità oculare, di strabismo ed infine di squilibri sensoriali.

Il video su come diagnosticare l'occhio pigro

L’ortottista (dal greco orthos=diritto optein=vedere), mediante particolari esami è in grado infatti di determinare eventuali alterazioni funzionali dell’equilibrio dei movimenti oculari.

Adottiamo un atteggiamento positivo che infonda entusiasmo nei nostri figli al fine di affrontare positivamente la ripresa scolastica: ad esempio facciamo loro percepire la gioia nel ritrovare i compagni, nel riprendere le attività ludiche e ricreative, le piacevoli gite. Questo vuol dire anche prendersi cura degli aspetti della socializzazione, pertanto organizziamo degli incontri con i compagni, se il bambino frequentava già la scuola, oppure cerchiamo di inserire il bambino nel gruppo, facendogli frequentare i luoghi di aggregazione come l’oratorio, i centri estivi, i corsi di attività sportiva. Ricordiamoci di informarci prima dell’inizio se la scuola ha fatto dei cambiamenti di orari, in modo da poterli comunicare adeguatamente al bambino e per saperci organizzare con il nostro lavoro.. Se è la prima volta che il bambino va a scuola può essere utile fargli fare una visita alla scuola, o nei dintorni, per rendergli famigliare l'ambiente. Inoltre è importante che il nostro studente si apra a noi genitori e ci comunichi il suo stato d’animo, la sua preoccupazione, specie se fa la pipì a letto, se fa brutti sogni. Per ridurre ansia e stress da ora in poi e per tutto l’anno scolastico è corretto organizzarsi la sera prima preparando, insieme al bambino, lo zainetto, gli abiti da indossare, il grembiule. Ne consegue che specie per il primo giorno è importante svegliarsi prima del dovuto per non rischiare di fare tutto frettolosamente, innervosendosi, facilitando il mal di pancia, il salto della colazione per arrivare a scuola con l' emozione del primo giorno e l' ansia di non essere pronti. Per il primo giorno è una buona scelta accompagnare i figli a scuola, lasciando scegliere ai più grandicelli se questo è di loro gradimento, perché potrebbero aver voglia di dimostrarsi autonomi e “grandi” di fronte ai compagni.

Le indicazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e il lettore. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti. Disclaimer»
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