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Racconti: quanto tuo figlio è sotto i ferri

La paura, la sofferenza e la preoccupazione di due mamme che hanno dovuto affrontare la triste esperienza dell'intervento chirurgico, non su sè stesse ma sui propri bambini. Per dare forza ad altre mamme nella stessa situazione

La paura, la sofferenza e la preoccupazione di due mamme che hanno dovuto affrontare la triste esperienza dell'intervento chirurgico, non su sè stesse ma sui propri bambini, e che per incoraggiare le mamme che si trovano a vivere la stessa avventura si raccontano, come un libro aperto, con i loro sentimenti, le loro sensazioni e il loro coraggio.
Un grande ringraziamento alle mamme che son state disponibili a raccontare la loro storie, Momy74 della community di Pianetamamma e Linda, un'altra amica virtuale

Sapere che il proprio bimbo deve affrontare un intervento chirurgico non dev'essere affatto facile per una mamma, quali sono i primi sentimenti e pensieri che nascono quando si realizza che l'intervento chirurgico sarà fondamentale per migliorare il tenore di vita del proprio bimbo e quindi indispensabile?


R:Linda: i sentimenti sono inspiegabili, i pensieri tantissimi sia positivi che negativi .Poi penso che dipenda anche dall'intervento che il piccolo dovra' affrontare. Nel mio caso ero spaventatissima che aprendosi quella porta mi davano una brutta notizia, invece il mio bambino e' stato fortissimo.

bambino-con-doudouR: Momy74: non è stato facile ma la parte più difficile è stata senz'altro preparare il mio bimbo, che nonostante tutto, ha accettato la situazione e si è compotato da vero ometto.

Ci racconti che tipo di disturbo ha avuto il tuo bambino e come hai affrontato tutto, da prima dell'intervento al post operatorio, quindi quando il bimbo ha ripreso le sue normali attività quotidiane?


R:Linda: il mio bimbo è nato con un div al cuore, un difetto interventricolare e in poche parole aveva un buco, che non permetteva al sangue di purificarsi e poi passare tra ventricolo destro e quindi sinistro, passava a diritto e si sentiva anche a orecchio nudo e il cuore che pulsava a mille. Io ho saputo di questa cosa quando lo avevo ancora in pancia, e cosi' anche se i dottori e dottoresse dicevano che poteva nascere con parto naturale io ho scelto il parto cesareo e sono strafelice per questa mia scelta, sono orgogliosa di avere la cicatrice. Il mio bambino fin da piccolissimo aveva sempre il fiatone ma non si fermava mai, l'intervento l'avrebbero voluto fare già al terzo mese di vita ma poi dall'ospedale ci hanno mandato in un altro ospedale e così da un ospedale all'altro, il bimbo ha compiuto due anni, finchè non è stata decisa la data dell'intervento, stavolta non per tappare il buco ma per rimuovere la pellicola che si era formata naturalmente, come per chiudere il buco. Così una volta in sala operatoria hanno rimosso questa pellicola che stava otturando la vena polmonaria e anche se hanno trovato una valvola ovale, visto che non interferiva con la normale vita, hanno deciso di non toccarla, e l'intervento si è concluso con la rimozione della pellicola.



La ripresa è stata buona, il bimbo già dal terzo giorno dopo l'intervento non è mai stato un solo secondo fermo, e da quando gli avevano tolto il drenaggio correva in su e in giu, proprio per questo purtroppo gli si era riaperta la ferita ed io per la paura e lo spavento, al vederlo così con tutto quel sangue, stavo morendo letteralmente dalla paura, per fortuna dopo che son stati rimessi i cerotti il sangue è finito e il piccolo è ripartito alla carica.
E' stato brutto anche il momento della nanna perchè il bimbo, benchè i medici mi avevano assicurato che non si sarebbe ricordato niente dell'intervento, ricordava tutto,le luci del lettino della sala operatoria e i medici, e aveva paura che coricandosi, avrebbe rivissuto le stesse cose così mi ci è voluto un pò per tranquillizzarlo e rassicurarlo.

R:Momy74: il mio bimbo, già dai primi tempi in cui ha iniziato ad andare al nido, ha iniziato a star male, aveva continuamente malanni e praticamente ogni mese passava una settimana a casa tormentato da febbre, tosse e mal di gola. La pediatra però ci disse di avere pazienza che erano malanni "fisiologici" dovuti all'ingresso nella comunità e quindi al contatto con gli altri bambini, quindi siamo andati avanti con i nostri malanni. Una volta che è iniziato l'asilo è ricominciato il calvario e dopo tante visite specialistiche giungiamo alla conclusione che il problema del mio bimbo erano le adenoidi, così la pediatra decise di metterlo in lista per l'intervento.

Come hai accettato l'idea e dove hai trovato la forza e il coraggio per affrontare tutto?

R:Linda: io non accetterò mai tutto quello che ha passato mio figlio, ma almeno tanto dolore, è servito per farlo stare meglio. Le paure sono tantissime, anche perchè quando ti trovi a parlare con l'anestesista e con il chirurgo, ti fanno cascare il mondo addosso, specialmente quando ti dicono che sottoponendo il bimbo a questo tipo di intervento il rischio di morte è medio, così come il rischio che corre se dovesse rimanere un po' di tempo senza ossigeno al cervello, avendo dei danni irreversibili e non essendo più un bimbo "normale", sicche' una volta  che il bimbo ha ripreso i sensi tutte le domande possibili e immaginabili erano le sue. La Fede mi ha aiutata tanto, il Signore ha ascoltato le mie preghiere.

R:Momy74: la cosa più importante era che mio figlio stesse meglio, non sopportavo più di vederlo star male e fare tappa da un pediatra all'altro inutilmente.

Come hai affrontato la fase della preparazione psicologica del bambino, se lui era in un'età in cui le spiegazioni e le risposte sono d'obbligo?

R:Linda: ricordo che prima dell'intervento il problema non è stato tanto il preparare lui prima quanto il lavoro di preparazione psicologica che ho dovuto fare su me stessa, per lui il problema sarebbe stato il post operatorio e infatti, come immaginavo, era molto spaventato dall'enome cerotto che aveva attaccato sul petto, io non potevo toccarlo nè spogliarlo e anche quando la ferita è guarita e abbiamo potuto ricominciare a fare il bagnetto è stata una vera tragedia per entrambi

R:Momy74:
spiegare al mio bimbo quello che sarebbe successo mi spaventava molto, ma ho preferito la via più giusta e cioè la verità, dicendogli che sarebbe sì stato in ospedale ma che quello sarebbe servito per farlo stare meglio tanto che lui, prima dell'intervento mi chiedeva impaziente quando avrebbe dovuto fare l'intervento che lo avrebbe fatto stare meglio.

Come hai affrontato l'intervento chirurgico in sè, l'attesa fuori dalla sala operatoria? Paure, pensieri e sentimenti di MAMMA.

R:Linda: una volta che il bimbo era sotto i ferri l'attesa era snervante, piangevo e piangevo ancora, non mangiavo da giorni, e con i parenti ero fuori dall'ospedale e parlavo del mio cucciolo, delle cose che diceva, di come parlava.Qualsiasi cosa pur di non pensare al peggio e distogliere il pensiero dalle cose brutte che potevano succedere.
A TUTTE LE MAMME CHE DOVRANNO AFFRONTARE UN INTERVENTO DEL PROPRIO CUCCIOLO, POSSO SOLO DIRE DI ESSERE FORTI E CORAGGIOSE E CHE IL TUTTO SI RISOLVERA' NEL MIGLIORE DEI MODI. Uun bacio a tutte le mamme che hanno gia' affrontato come me questa fase.
    
R:Momy74: il timore che non andasse tutto come previsto e la speranza che il mio piccolino potesse stare veramente meglio, dopo l'ìintervento. Ho deciso di partecipare a questa intervista per tranquillizzare coloro che un domani dovessero affrontare la mia stessa esperienza

Ingrid Busonera grazie Linda & Momy74
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