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Problemi alla vista dei bambini: mai sottovalutarli

Esperti a confronto per fare il punto sulle nuove indicazioni per controllare gli occhi dei più piccoli. Perchè a volte gli occhiali non bastano

Quando il bambino ha mal di testa, strizza gli occhi, ha gli occhi rossi è indispensabile una visita oculistica (LEGGI).
E nella maggior parte dei casi viene diagnosticata una miopia o un problema di astigmatismo che vengono risolti prontamente con la prescrizione degli occhiali.


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Ma gli occhiali non risolvono il problema, non lo curano e in qualche caso i disturbi alla vista possono celare problemi più seri che non vanno sottovalutati.
Ne hanno discusso gli esperti riuniti in questi giorni a Bologna in occasione di un congresso promosso e organizzato dall'Istituto ottica e optometria Benigno Zaccagnini.
E' bene sapere, infatti, che alcuni problemi alla vista (LEGGI) possono essere il segnale che qualcos'altro non va.

Un esempio? L'astigmatismo che cambia con il passare del tempo può indicare la presenza di un difetto della cornea chiamato cheratono che porta al progressivo assottigliamento della parte centrale della cornea; mentre una forte miopia o ipermetropia possono essere la spia di anomalie genetiche che coinvolgono anche gli occhi.


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Paolo Nucci, direttore della Clinica oculistica universitaria dell’Ospedale San Giuseppe di Milano e relatore al congresso, ha spiegato che negli Stati Uniti hanno attivato programmi di screening destinati espressamente ai bambini di età prescolare. E questo grazie all'introduzione di nuovi e più sofisticati metodi di indagine e diagnostica, che permettono di scoprire problemi anche seri sin dai primi anni di vita.

Per questo, gli esperti dell'American Association for Pediatric Ophthalmology and Strabismus hanno dato precise indicazioni per eseguire gli screening sui bambini a seconda delle diverse età.



Ad esempio, per i bambini con meno di 3 anni può essere efficace il fotoscreening, un esame che analizza il tipico riflesso rosso dell'occhio quando si scatta una fotografia (LEGGI) e se non può certamente diagnosticare malattie o disturbi, può senz'altro dire se l'occhio è perfetto. Insomma, può essere un efficace strumento iniziale per valutare lo stato di salute dell'occhio del bambino e in caso di problemi spingere il medico ad approfondire con esami più specifici.

Dopo i 3 anni, si possono cominciare ad usare le tavole ottotipiche ed eventualmente l’autorefrattometro, lo strumento che misura il potere refrattivo dell'occhio


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