Plagiocefalia posturale o "testa piatta": come prevenirla
Comunemente detta "testa piatta", la plagiocefalia posturale è una deformazione craneofacciale che in alcuni casi può essere prevenuta con una corretta posizione durante la nanna. Ecco come comportarsi
Le cause
La plagiocefalia posturale può trovare le basi già dalla vita nel pancione, sopratutto se il feto ha manifestato segni di macrosomia fetale ovvero è bambino molto grande rispetto all'epoca gestazionale, e quindi ha trovato uno spazio rispetto in utero ed è stato costretto ad assumere una posizione stabile per parecchio tempo. Questa posizione, complice la malleabilità delle ossa craniche, ne ha determinato la deformazione. Lo stesso rischio si corre in caso di gravidanza multipla, di malformazioni o anomalie uterine, di un'ipertonia della parete muscolare dell'utero o ancora di un bacino materno troppo stretto e di una rapida discesa nel canale del parto.
Altri fattori che ne possono determinare la comparsa sono i parti strumentali con l'uso di forcipe, ventosa, parti podalici e comunque condizionati da eventi meccanici che hanno interessato il periodo espulsivo del parto. Infine la posizione in cui il neonato dorme: se, come prescritto dalla AAP, viene sistemato in posizione supina e sempre in decubito verso lo stesso lato, spesso ciò determina un"appiattimento" della parte interessata e va corretto quanto prima, variando spesso la posizione in cui il piccolo dorme e viene messo a riposare e sopratutto, se il grado è interessante, con fisioterapia adeguata e le protesi.
Vedi le foto: Bambini che dormono
La diagnosi
Per diagnosticare una deformazione craneofacciale dovuta a plagiocefalia posturale servono visite accurate. Se un genitore si accorge che la testolina del proprio bimbo è anormale, la cosa migliore è farlo controllare quanto prima dal pediatra che stabilirà se sottoporlo ad altre indagini cliniche che confermano o negano l'ipotesi; generalmente anche il pediatra è in grado di dare una chiara e immediata risposta alle prime visite.
Il trattamento
Una volta diagnosticato il problema è indispensabile attuare subito la terapia, con l'ausilio di terapie casalinghe e fisioterapia o con l'intervento di protesi nei casi di deformazioni più gravi e avanzate. In qualunque caso sarà consigliato tenere spesso il piccolo in braccio, con il petto verso il petto della mamma e con la parte della testolina che appare più schiacciata rivolta verso l'alto. Verranno insegnati gli esercizi per il collo da far effettuare al piccolo e verrà insegnato come coricarlo, anche per la nanna, possibilmente in posizione prona e senza esercitare pressione nella parte interessata.
A seconda dalla gravità della deformazione verso i 3/4 mesi di vita può rivelarsi utile ed efficace utilizzare delle bende ortopediche, fino al compimento del primo anno di età circa, mentre si rivela inutile se applicato dopo i due anni quando si interviene chirurgicamente.
Prima saranno attuati gli esercizi, la fisioterapia e l'ausilio delle protesi, e migliore sarà il risultato, riducendo tra l'altro le possibilità che il bimbo in futuro abbia problemi neurologici/psichici legati all'handicap della deformazione.
Per maggiori informazioni è possibile collegarsi al sito www.plagfiocefalia.com,dal quale son state tratte alcune notizie.
Ingrid Busonera
