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Pet Therapy per assistere bambini ricoverati in terapia intensiva

Elena Garoni e Sabrina Stradiotti, le operatrici del pediatrico Buzzi, raccontantano a Visto il primo e unico esperimento in Italia in cui due quattrozampe sono utilizzati per assistere bambini ricoverati in terapia intensiva, uno dei reparti più difficili

Si è ormai diffusa anche nel nostro paese la pet therapy (LEGGI), cioè la cura di alcune malattie tramite un animale da compagnia. Oggi questo tipo di terapia dolce, che affianca quelle tradizionali, viene utilizzata non solo negli ospedali, ma anche nelle case di riposo e nelle comunità di recupero. Elena Garoni e Sabrina Stradiotti, le operatrici del pediatrico Buzzi, raccontano e parlano a Visto del primo e unico esperimento in Italia in cui due quattrozampe sono utilizzati per assistere bambini ricoverati in terapia intensiva, uno dei reparti più difficili.



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La pet therapy, in italiano zooterapia, viene praticata per la prima volta in America dallo psichiatra infantile Boris Levinson. Il medico aveva infatti scoperto che la compagnia degli animali domestici ha effetti benefici sui pazienti. Ed è quello che succede ogni lunedì pomeriggio nell'ospedale milanese Buzzi dove Brie-Brie e Olivia, una coppia di cani (LEGGI) davvero speciale, per 50 minuti si dedicano ai bambini ricoverati. E' un fatto unico al momento e come spiega il Dottor Maurizio Bernoni, promotore dell'iniziativa e responsabile del "Comitato senza dolore" dell'Ospedale: "L'obiettivo è di valurare l'impatto della pet therapy non solo sui nostri piccoli pazienti, ma anche sulla famiglia."



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Per entrare nell'ospedale (LEGGI) e svolgere la propria attività i due cani "dottori" hanno dovuto seguire una formazione di circa 6 mesi. Hanno imparato ad ubbidire ai comandi di un operatore, a non abbaiare davanti ai malati, a muoversi con cautela nelle stanze ospedaliere. Come spiega la dottoressa Elena Garoni, medico veterinario e consulente di zooantropologia applicata gli amici a quattrozampe prendono una sorta di patentino. Sabrina Stradiotti, educatore cinofilo e operatore di pet therapy, aggiunge che prima di entrare devono seguire un rituale ben preciso che comprende il cambio di guinzaglio e pettorina, poi vengono spazzolati e muso e zampe vengono passati con un panno umido. In questo modo i cani capiscono che stanno per entrare nel reparto di terapia intensiva dove inizieranno a visitare i malati.





E da parte dei bambini ricoverati (LEGGI) c'è grande attesa per l'arrivo di Brie-Brie e Olivia ogni lunedì. La presenza del cane li distrae e allieva la noia e il fastidio delle lunghe ore passate a letto. Le operatrici raccontano sempre una storia, un aneddoto sui Brie-Brie e Olivia per mettere i bambini a proprio agio. Per ogni bambino c'è un approccio diverso con la coppia di cani, perchè molto dipende dallo stato di salute. Per alcuni l'arrivo dei cani è un momento per rilassarsi e tranquilizzarsi, una fonte di benessere, per altri Olivia e Brie-Brie rappresentano un momento di gioco. " Se i bambini sono più grandicelli, come nel caso di Andrea, li coinvolgiamo" dice la dottoressa Garoni " e senza timori, dal momento che questi animali non hanno scatti aggressivi".



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Il progetto è iniziato lo scorso Natale e durerà fino a dicembre. Le due operatrici per il momento hanno avuto come sponsor una benefattrice che ha fatto una donazione e ha reso possibile questo esperimento, ma sperano in altri aiuti per continuare a far sorridere questi bambini con i due amici a quattrozampe

Fonte Credits| Visto N.31