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Nativity: incontro su 'Disturbi del comportamento: dall'iperattività all'autismo'

Il Palazzo dei Congressi dal 20 al 22 settembre ha ospitato Nativity, un viaggio nella salute, benessere e tutela del bambino. Ricco il programma degli incontri con gli specialisti e con le associazioni. Tra quelli della prima giornata siamo state a 'Disturbi del comportamento: dall'iperattività all'autismo'

Il Palazzo dei Congressi dal 20 al 22 settembre ha ospitato Nativity, un viaggio nella salute, benessere e tutela del bambino, insieme agli specialisti della Società Italiana di Pediatria. Tre giorni di incontri, convegni e workshop - tra visite gratuite e intrattenimento - per avvicinare le famiglie italiane ai progressi della medicina infantile. Ricco il programma degli incontri con gli specialisti e con le associazioni. Tra quelli della prima giornata siamo state a 'Genitori e vaccinazioni', 'Disturbi del comportamento: dall'iperattività all'autismo' e 'Perché mio figlio si distrae sempre in mille attività contemporanee senza portarne a termine nessuna?'.


La sindrome dell'autismo, come si manifesta


Il secondo convegno seguito è stato 'Disturbi del comportamento: dall'iperattività all'autismo'. Il professor Stefano Vicari ha spiegato come si riconosce un bambino che soffre del disturbo da deficit dell'attenzione e iperattività (adhd o ddai). "I bambini che soffrono di Adhd mantengono lo stesso comportamento a casa e a scuola - dichiara - Non sono solo un po' vivaci. In loro questo aspetto è esasperato. Gli altri li evitano. Bisogna intervenire nei bambini che non si controllano: un disturbo è tale quando condiziona la vita del bambino". Vicari spiega che da 0 a 6 anni in questi bambini prevale l'iperattività, quando vanno a scuola cambiano e prevale la disattenzione. Fanno fatica a leggere e scrivere perché sono disattenti. "Sono oppositivi e provocatori e disturbano in classe - spiega - Da adolescenti si deprimono o presentano disturbi di condotta. Hanno bisogno di emozioni forti (sostanze, gioco d'azzardo, corse in auto). A volte in famiglia c'è una storia di questo tipo. Anche la prematurità è tra i fattori di rischio. Sono intelligenti e l'aggressività può essere pianificata. E' l'evoluzione di pochi casi, ma gli Adhd non trattati possono diventare serial killer, ovviamente i casi non sono tantissimi. Si portano dietro l'incapacità di rispettare le regole, stanno ai margini".


Autismo nei bambini: novità dal mondo della ricerca


Vicari spiega che in alcuni si può avere prevalenza di iperattività, prevalenza di disattenzione, oppure mista. Questo cambia con lo sviluppo e rassicura su un fatto: "Quelli che hanno un'evoluzione negativa sono pochissimi". La cura c'è. Per la diagnosi i medici possono solo osservare il bambino. Non è che c'è una radiografia. Si basa molto sull'opinione. I bambini gestibili nessuno li medicalizza. Devono avere un danno, non basta che siano agitati. "L'iperattività è anche verbale, parlano tanto e sono impulsivi - sottolinea il professore - In età prescolare non si fa nulla. Solo parent training.

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Si punta sul rinforzo positivo, meglio non arrivare mai a muro contro muro. Le regole vanno date ai bambini con rinforzo negativo e con tabelle in cui ricevono punti positivi quando si comportano bene. In età scolare, se non è grave basta un trattamento psicologico cognitivo comportamentale + parent/teacher training. Se c'è sintomatologia grave si deve intervenire con trattamento farmacologico + psicologico + parent/teacher training. Il farmaco più prescritto è il Ritalin. Non è tossico, si fanno dei cicli e d'estate si toglie. Dopo due anni si sospende. Ha più probabilità di diventare tossicodipendente chi non lo usa. Gli effetti collaterali sono dimagrimento (toglie la fame) e mal di testa", conclude Vicari


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