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Mononucleosi nei bambini: contagio, rischi e cure

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Un periodo di eccessiva stanchezza, inappetenza, sommati ai classici sintomi di un' influenza che si trascinano a lungo, possono nascondere la mononucleosi nei bambini

Mononucleosi nei bambini

La mononucleosi è una malattia infettiva di natura virale che colpisce soprattutto i bambini piccoli ed è trasmessa attraverso la saliva.
Scopriamo tutto sui sintomi, le modalità di contagio e incubazione, la cura della mononucleosi.

Cos'è la mononucleosi

Tutti la conosciamo come la "malattia del bacio" e ci sembra impossibile che possa venire ad un bimbo piccino che frequenta la scuola materna o addirittura l'asilo nido! Strano a dirsi eppure questa malattia interessa soprattutto la fascia infantile tra i due e i sei anni.

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La mononucleosi è una malattia infettiva virale, causata da un virus della famiglia dell'Herpes Viridae, l'Epstein-Barr Virus (EBV); si può contrarre ovunque e in qualunque periodo dell'anno, per modo diretto o indiretto, non è facile diagnosticarla e soprattutto non esiste un vaccino nè una cura specifica.
Per diagnosticarla, vista la sintomatologia molto simile all'influenza, è indispensabile fare degli specifici esami del sangue che ne confermano l'avvenuto contagio. Malattia di natura benigna, fortunatamente solo raramente può causare serie complicazioni.

I sintomi della mononucleosi

La mononucleosi interessa principalmente la gola, il naso e le ghiandole salivari. Spesso si confonde con un semplice raffreddore o con un'influenza. Il primo periodo ovvero dell'incubazione, che dura una o due settimane, può dare sensazione di stanchezza, malessere generale, cefalea intensa, febbre anche elevata (fino a 39° e 40° C) e mal di gola. Talvolta presenta episodi di vomito e diarrea. Successivamente nella fase acuta può verificarsi anche un'eruzione cutanea che si espande a tutto il corpo, facendo facilmente confondere la malattia per qualche malattia esantematica, la gola appare molto arrossata e gonfia e potrebbero venire le "placche", le tonsille possono apparire ingrossate e biancastre, la gola è infiammata con ingrossamento dei linfonodi anche sulle ascelle e nella nuca.

Complicazioni della mononucleosi

Proprio a causa dell'ingrossamento dei linfonodi il bambino potrebbe avere delle difficoltà respiratorie e per questo motivo potrebbe essere ospedalizzato; anche in caso di eccessivo ingrossamento della milza è indispensabile il ricovero in ospedale poichè potrebbe avvenire una rottura dello stesso organo. In alcuni casi si presenta anemia emolitica con distruzione dei globuli rossi e paralisi (temporanea) di Bell, che immobilizza alcuni muscoli facciali.

Come si cura

Nella maggior parte dei casi la malattia guarisce da sola; in quei casi basterà stare a riposo a letto fino ad un giorno dopo dalla scomparsa della febbre, malessere e astenia, assummere antipiretici e antinfiammatori al bisogno, bere tanti liquidi per evitare la disidratazione ed assummere cibi ricchi di zuccheri semplici (frutta), evitare di fare sforzi e astenersi dall'attività sportiva anche per i successivi due mesi dopo la scomparsa dei sintomi, per scongiurare il rischio di rottura della milza.
In alcuni casi dove si presentano le complicazioni citate sopra è necessaria l'ospedalizzazione con relativa terapia mentre in altri casi, circa nel 20% delle infezioni, si verifica una tonsillite da streptococco emolittico e la terapia in questo caso è antibiotica, da evitare se non si presentano valide motivazioni perchè in quel caso può provocare addirittura effetti nocivi

Come prevenire la mononucleosi

La prevenzione è l'unico modo per evitare di essere contagiati, ma come? Innanzitutto evitare, quando si è al corrente che qualcuno ha questa malattia, di avere "scambi " di saliva, con baci e starnuti in primis ma anche evitando di utilizzare gli stessi utensili come posate, piatti e bicchieri e non condividendo i cibi. Nei bambini piccoli, evitare che si scambino i giocattoli, che porteranno probabilmente alla bocca, facendo così avvenire il contagio.

Mononucleosi in gravidanza

Se contratta in gravidanza, sebbene sia un'infezione virale, non costituisce un pericolo nè per la mamma nè per il bambino; piuttosto potrebbe essere il campanello di un infezione più grave legata al Citomegalovirus, è quindi il caso di indagare se la donna ha contratto quel virus, molto pericoloso in gravidanza, o se ha contratto la mononucleosi in altre situazioni

 



 

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