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Meningite, cos'è e come ci si può difendere

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Sentiamo spesso parlare della meningite. Tutto quel che c'è da sapere sulla malattia, dai sintomi ai vaccini

Le meningite

Spesso i mass media ci rimandano notizie allarmanti circa la meningite, una malattia molto seria, in qualche caso fatale, che può essere prevenuta con un vaccino. Vediamo cos'è la meningite, quali sono i sintomi e come si cura.

Meningite, le cause

La meningite è un’infiammazione delle meningi, le membrane che avvolgono midollo spinale ed encefalo. Come spiega l’Istituto Superiore di Sanità a causare la meningite sono diversi agenti patogeni, soprattutto di natura virale o batterica.

Fra i virus più comuni che causano la meningite ci sono quelli che si trovano nell'intestino e quindi anche nelle feci e nelle acque nere. La meningite virale può anche svilupparsi come complicanza dell'infezione da herpes simplex, dell'influenza, della varicella, della poliomelite e del morbillo. Mentre la meningite virale solitamente si risolve senza conseguenze e non è contagiosa, la meningite batterica può essere molto pericolosa.

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La meningite di natura batterica è causata, nella maggior parte dei casi, dal meningococco - B e C - lo pneumococco e l'hemophilus influenzae di tipo B.

  • La meningite da meningococco

è quella più contagiosa e pericolosa perché può portare a vere e proprie epidemie, soprattutto nella fascia di popolazione pediatrica e nei giovani adulti, fino a 40 anni. Il meningococco, o Neisseria meningitidis, è un batterio insidioso, colpisce anche persone che sono in buona salute e con un buon funzionamento delle difese immunitarie. Nella famiglia dei meningococchi si evidenziano diversi gruppi in base alle caratteristiche della parete batterica e sono indicati con le lettere dell'alfabeto (A, B, C, Y, W).

Il meningococco si trova generalmente nel naso e nella gola. Nella maggior parte dei casi non dà sintomi: infatti il 20-30% dei bambini sani è normalmente portatore del meningococco. Solo in alcuni casi il batterio supera le difese immunitarie, entra nel sangue dando luogo alla malattia.

Il contagio da un individuo all'altro avviene sempre per via diretta, attraverso le microscopiche gocce di saliva emesse con la tosse, gli starnuti o scambiate con il bacio. Sopravvive per breve tempo nell'ambiente e l'incidenza maggiore si ha in inverno e primavera, in concomitanza o in seguito della stagione influenzale.

  • La meningite da pneumococco

è causata da un batterio responsabile di un gran numero di infezioni come polmoniti, otiti, e infezioni alle prime vie respiratorie E l’agente più comune di malattia batterica invasiva. Oltre alla meningite, può causare quadri clinici di sepsi (generalmente con una sintomatologia di febbre alta, con una forma non così severa come la spesi meningococcica) polmonite o infezioni delle prime vie respiratorie, come l’otite. Come il meningococco, si trasmette per via respiratoria ma lo stato di portatore è assolutamente comune (5-70% della popolazione adulta). Esistono più di 90 tipi diversi di pneumococco. Le meningiti e le sepsi da pneumococco si presentano in forma sporadica, e non è indicata la profilassi antibiotica per chi è stato in contatto con un caso poiché non si verificano focolai epidemici.

  • Haemophilus influenzae b

fino alla fine degli anni Novanta era la causa più comune di meningite nei bambini fino a 5 anni. Con l’introduzione della vaccinazione con l’uso del vaccino esavalente i casi di meningite causati da questo batterio si sono ridotti moltissimo, tuttavia la resistenza da parte di molti genitori a sottoporre alla vaccinazione esavalente i propri figli ha portato negli ultimi mesi ad un aumento dei casi di meningite da HiB per una malattia che ormai si credeva essere in via di estinzione.

Meningite, come avviene il contagio

La meningite da meningococco si trasmette da persona a persona attraverso le secrezioni respiratorie. Il meningococco è un batterio che fuori dell’organismo sopravvive solo per pochi minuti. La principale causa di contagio è rappresentata dai portatori sani del batterio: solo nello 0,5% dei casi la malattia è trasmessa da persone affette dalla malattia. Tuttavia per evitare la diffusione di un’epidemia è importante che i contatti stretti dei malati effettuino una profilassi con antibiotici.
La meningite da pneumococco invece raramente porta a focolai epidemici quindi non è indicata la profilassi antibiotica per chi è stato in contatto con il malato, cosa che invece è raccomandata per chi entra in contatto con un malato di meningite da HiB.

Meningite, i sintomi per riconoscerla

La maggior parte dei sintomi della meningite sono comuni nei vari tipi di malattie, indipendentemente dal tipo di agente patogeno che l’ha provocata. I sintomi più tipici sono:

  • irrigidimento della parte posteriore del collo (rigidità nucale)
  •  febbre alta
  •  mal di testa
  •  vomito o nausea
  •  alterazione del livello di coscienza
  • convulsioni.

Il periodo di incubazione è mediamente di 3-4 giorni. I sintomi possono variare da semplici infezioni delle prime vie respiratorie come riniti, faringiti, congiuntiviti (che possono anche guarire spontaneamente) alla malattia invasiva vera e propria che si manifesta in 2 forme cliniche:

  • la meningite meningococcica con rigidità del collo, febbre alta e mal di testa. E' l'infiammazione delle meningi, le membrane che rivestono il cervello. Rappresenta circa il 35% di tutte le meningite batteriche del bambini, nel 10% dei casi può essere mortale. Inoltre dopo la guarigione si possono riscontrare postumi gravi come sordità, paralisi dei nervi cranici e deficit mentale.
  • la sepsi meningococcica con dolori alle gambe, mani e piedi freddi e colorito anomalo della pelle. E' l'invasione da parte del meningococco di tutti gli organi attraverso il sangue. In questa forma sono frequenti a livello cutaneo piccole macchie rosso vinaccia, quasi sempre segno di malattia grave. La mortalità per collasso cardiocircolatorio, 20% circa, è dovuta ai gravi danni che si verificano in tutti gli organi interessati. Nei neonati, alcuni di questi sintomi non sono evidenti. Si possono però manifestare febbre, convulsioni, un pianto continuo, irritabilità, sonnolenza e scarso appetito.

La diagnosi viene fatta con un’analisi del campione di liquido cerebrospinale o di sangue.

Il decalogo antibufala sui vaccini

Meningite, come si cura

La meningite di natura batterica si cura con una terapia antibiotica, che a volte viene associata a del cortisone. Il malato va ricoverato in terapia intensiva e trattato tempestivamente perché la malattia si evolve molto rapidamente. Se la terapia funziona il malato si riprende nell’arco di 72 ore.

Quindi, se il medico sospetta una meningite batterica o una setticemia richiede l'immediato ricovero in ospedale. Prima vengono somministrate le cure, maggiore è la probabilità di guarigione completa. Trattandosi di una malattia infettiva il paziente viene mantenuto in regime di isolamento fino a quando il pericolo di contagio passerà.

Meningite, come prevenirla

Chiunque può contrarre la meningite da meningococco. Esistono però fasce di popolazione più a rischio. I dati raccolti dal SIMI (Sistema Informatizzato Malattie Infettive del Ministero della Salute) rivelano che sono maggiormente a rischio da meningococco C i nuovi nati (0-12 mesi), i bambini, gli adolescenti e i giovani adulti.

Come per qualunque malattia infettiva, ci si può difendere evitando i luoghi in cui essa si diffonde (anche se spesso difficilmente attuabile) e adottando una buona igiene personale. Ma l'unica misura di prevenzione veramente efficace è la vaccinazione.

Nei bambini molto piccoli all’interno del cosiddetto esavalente è compreso anche il vaccino contro l’Haemophilus influenzae b, un vaccino che viene somministrato in tre dosi. Contestualmente alla prima dose di HiB si può fare anche il vaccino contro lo pneumococco, che protegge dunque non solo dalla meningite ma da tutte le infezioni causate da questo batterio.

E’ disponibile anche il vaccino contro il Menigococco di tipo C, offerto gratuitamente , ed è stato introdotto recentemente anche il vaccino contro il meningococco di tipo B. Si tratta di vaccini composti da  polisaccaridi, che non contengono quindi virus o batteri inattivi, e sono ben tollerati ed efficaci. Gli unici effetti collaterali possono essere un po’ di gonfiore, dolenza nella zona dell’iniezione e in casi sporadici qualche linea di febbre.

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