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La sindrome di Munchausen o di Polle

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Esistono alcune sindromi provocate dai genitori, in particolare dalle madri che nutrono fortemente il desiderio di essere al centro dell'attenzione. E' il caso della sindrome di Munchausen

Sindrome di Munchausen

La sindrome di Munchausen o sindrome da ospedale richiama all’attenzione un soggetto che finge la malattia o un trauma psicologico al fine di attirare interesse su di sé.

La derivazione del suo nome è legata ad un barone vissuto nel diciannovesimo secolo che, al ritorno da un lungo viaggio, cominciò a raccontare avventure straordinarie e inverosimili che aveva affrontato.

E’ possibile comprendere se un soggetto è affetto da tale sindrome? In verità sì. I ricoveri ricorrenti e pregressi alla comparsa di una fantomatica malattia, la conoscenza di terapie e protocolli medici, il peggioramento dello stato di salute quando è in osservazione durante il ricovero o la cura.

Il soggetto simula una serie di comportamenti definibili patologici tali da sottoporsi a trattamenti invasivi e molto pericolosi, pertanto fare una diagnosi non è così semplice perché sembra che questi pazienti sappiano fingere bene anche sintomatologie molto gravi.

A tale disturbo è legato quello scoperto per la prima volta, nel 1977, da un pediatra Roy Meadow, la sindrome di Mounchausen per procura o di Polle, e che citò all’interno di un articolo: lo stesso riferiva la presenza di presunte o finte patologie che i genitori descrivevano nei loro bambini e per questo li sottoponevano ad una serie di accertamenti, esami e interventi che finivano per danneggiarli a vita o portarli alla morte. Anche tale malattia prende il nome da un caso, Polle, figlio del barone di M. morto in circostanze sospette.

Nell’attuale DSM V, la denominazione cambia, infatti si parla di disturbo fittizio provocato da altri.

Come si riconosce la Sindrome di Munchausen

  • Falsificazione di segni o sintomi fisici o psicologici, o induzione di un infortunio o di una malattia in un altro individuo, associato a un inganno accertato.
  • L'individuo presenta la ‘vittima’ agli altri come malata, lesa o ferita.
  • Il comportamento ingannevole è palese anche in assenza di evidenti vantaggi di qualsiasi tipo.
  • Il comportamento non è meglio spiegato da altri disturbi mentali

La realtà di tali vicende è il malessere indotto nel senso che sono proprio i genitori, nella maggior parte dei casi la mamma, a produrre condizioni tali da far stare male il proprio figlio. La motivazione è appunto quella di attrarre l’attenzione su di sé e di essere al centro di compassione e richiami da parte di tutti ma soprattutto dei medici. È con loro che la donna stabilisce un rapporto molto stretto e di continua frequentazione.

Esistono secondo la Karlin (1995) tre tipologie di donne che possono indurre tale sindrome nei loro bambini:

  • Incapaci di prendersi cura dei figli, soffrono di ansia e depressione, sono madri sole con gravi crisi coniugali e/o gravidanze inattese e sono dette le help seekers;
  • Ossessionate dal bisogno di cure mediche e assistenza per i propri figli e che devono riscontrare necessariamente una malattia in loro, pertanto sono diffidenti e sospettose e vengono dette le doctors addict;
  • Ansiose e depresse con tratti paranoidei e dissociazione degli affetti, inducono nei figli malattie in modo abbastanza incisivo, controllano i medici e si mostrano apprensive e ‘perfette’ e sono chiamate active inducers.

L’allontanamento e il conseguente miglioramento delle condizioni di salute del piccolo dalla madre o da chi lo accudisce sono gli indicatori più immediati per comprendere effettivamente quanto sia fittizia e indotta la malattia. Inoltre:

  • vi è una conoscenza medica specifica,
  • non lascia mai da solo il figlio anche se sotto controllo in ospedale,
  • ha un atteggiamento ipercontrollato e non manifesta particolare apprensione o preoccupazione anche in merito alla gravità della condizione del figlio,
  • le cure non hanno efficacia.

Il disturbo psichico presentato da tali donne è un’ipocondria molto grave tanto da riversare le parti malate di sé sul proprio figlio e, talune volte, il loro comportamento potrebbe divenire seriale allorquando coinvolge anche altri figli della donna e nei confronti dei quali attua le stesse strategie. Le metodiche utilizzate sono le più svariate come immettere del sangue nelle urine, il cui gruppo sanguigno con corrisponde, somministrazione di medicinali, droghe o sostanze nocive, sale o veleni.

In alcuni casi mettono in atto anche il soffocamento che porta alla morte.

Attacco di panico nei bambini: sintomi, cause e rimedi

La causa sottostante tale azione è dovuta ad un attacco nei confronti del partner assente o emotivamente distante tanto che il figlio diventa il train d’union tra i due e l’unico con il quale la donna può rivendicare l’assenza di attenzioni e amore. Tale comportamento è analogo a quello assunto dalla donne nella sindrome di Medea che ‘giustifica’ il suo accanimento nei confronti del bambino per vendetta nei confronti del proprio compagno. Il dislivello culturale, inoltre, tra i due, è un elemento importante che li distanzia.  L’uomo è oltremodo passivo e tutte le decisioni vengono prese da lei. In essa sono copresenti anche tratti sociopatici e paranoidei con una particolare propensione alla cultura medica attraverso lettura di riviste, giornali e visione di programmi TV.

I danni sui bambini

Le conseguenze sui piccoli sono di varia natura. Innanzitutto si può parlare di violenza psicologica che induce

  • incubi notturni,
  • difficoltà nell’apprendimento,
  • isolamento
  • assenza di relazioni sociali,
  • disturbi della sfera comportamentale

e violenza fisica con:

  • danneggiamenti agli organi interni,
  • in base all’età del piccolo anomalie nella crescita o handicap
  • morte.

Cosa si può fare?

Riconoscere i sintomi di una sindrome da disturbi fittizi indotti non è sempre facile anche e soprattutto quando la mamma cambia continuamente staff medico di riferimento, anche far segnalare il caso da un padre assente è oltremodo difficoltoso!

Bisogna in un certo qual modo sperare che il medico riconosca l’assenza di specifiche patologie e ponga particolare attenzione al comportamento artefatto della donna così da poter segnalare il sospetto.

Se i bambini arrivano a scuola significa che le lesioni e la sindrome manifesta non è particolarmente grave ma dal loro comportamento e dai segni che compaiono sul corpo gli insegnanti potrebbero domandarsi qual è l’origine di tutto ciò e poter intervenire per salvaguardare la vita di un esserino indifeso.

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