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Ipospadia: cos'è e perchè va operata

L'ipospadia è un'animalia congenita che riguarda gli organi genitali maschili e va operata in tenera età. É causata da uno sviluppo incompleto dell'uretra

L'ipospadia è un'animalia congenita che riguarda gli organi genitali maschili e va operata in tenera età. É causata da uno sviluppo incompleto dell'uretra (il canale da cui fuoriesce l'urina) il cui sbocco (meato) non è situato all'apice del pene ma sulla zona ventrale o nei casi più gravi, nello scroto o nel perineo. Il meato può essere anche ristretto e ciò ostacola la fuoriuscita dell'urina. Si tratta di una malformazione rara che si origina nella vita embrionale con una frequenza che si attesta su otto casi ogni mille neonati maschi. É possibile distinguere tre tipi di ipospadia, a seconda della distanza dello sbocco uretrale dall'apice del pene:

* ipospadia anteriore, quando il meato si trova verso la punta del pene; è la tipologia più frequente (si presenta nel 70% dei casi) ed è anche la meno grave;
* ipospadia media, quando il meato si trova nella parte media del pene; il pene presenta anche un incurvamento,questa tipologia si presenta ne 10 % dei casi
* ipospadia posteriore, quando il meato si trova alla base del pene, nello scroto o nella zona perineale; è la forma più grave e si presenta nel 20% dei casi. Il pene in questi casi può presentare una curvatura più accentuata.

Le forme più gravi di ipospadia, se non valutate correttamente, possono portare ad una errata attribuzione del sesso alla nascita. In questi casi vengono coinvolte figure come il genetista, l'endocrinologo e lo psicologo e viene spesso eseguita una mappa cromosomica per stabilire in modo certo il sesso del nascituro.
Alcune ricerche hanno messo in luce il fattore della familiarità come causa di questa malformazione, infatti sembra che se in una famiglia ci sono stati casi di ipospadia esiste il 20% di possibilità che la malformazione si ripresenti in un altro membro della famiglia stessa (padre, figlio, fratello, etc).

ipospadia1Oltre alla familiarità, esistono altri fattori che potrebbero essere all'origine di questa anomalia. Tra questi un deficit dell'ormone testosterone, alcuni malattie virali, l'azione incontrollata di radiazioni ionizzanti o una carenza di sostanze vitaminiche in gravidanza.

La terapia prevede l'intervento chirurgico che permette di risolvere, al contempo, sia l'aspetto funzionale del problema che quello estetico. Per quanto riguarda l'aspetto funzionale c'è da dire che l'ipospadia, specie se il meato è ristretto, rende difficoltosa la minzione, alla quale si associa spesso dolore. Nella maggior parte dei casi il bambino non può urinare in piedi.
L'intervento chirurgico è necessario anche per fattori che riguarderanno la vita sociale e sessuale del bambino una volta raggiunta l'età adulta. L'ipospadia determina una curvatura del pene e ciò, una volta raggiunta la maturità sessuale, può ostacolare la penetrazione e l'eiaculazione specie nei casi in cui il meato si trova in una posizione anomala.
C'è da considerare infine l'aspetto estetico che può essere causa di problemi psicologici a partire dall'età dell'adoloscenza. I disturbi della sfera psichica riguardano i comprensibili disagi che l’adolescente affetto da ipospadia prova nella vita di relazione e, più tardi, nei confronti dell’altro sesso. Il disagio legato a questa malformazione può innescare stati di ansia o depressione e difficoltà nei rapporti interpersonali.

Attraverso l'intervento chirurgico è possibile correggere la curvatura del pene, portare il meato all'apice del pene e ricostruire l'uretra in modo da risolvere i problemi funzionali e sessuali ma anche quelli estetici. Con la ricostruzione infatti si cerca di ottenere un aspetto estetico quanto più possibile normale, in modo da prevenire l'insorgenza di problemi di natura psichica.

C'è da dire che fino a poco tempo fa gli aspetti psicologico ed estetico del problema spesso venivano sottovalutati. Mentre in passato l'approccio medico prevalente era quello di intervenire solo nelle forme più gravi di ipospadia sottovalutando le forme più lievi, gli esperti oggi sono concordi nel ritenere che l'intervento chirurgico è necessario a correggere tutte le forme di ipospadia, anche i casi di ipospadia anteriore (quella meno grave), e che l'intervento deve essere effettuato entro il 2° anno di vita del bambino, possibilmente in un unico tempo operatorio. Secondo alcuni è possibile operare anche intorno ai 5/6 anni mentre è sconsigliato il periodo che va dai 2 e i 4 anni. In questo caso infatti c'è il rischio che nel bambino restino ricordi spiacevoli e traumatici dell'intervento e ciò determinerebbe non pochi problemi nel decorso post-operatorio.

Generalmente il bambino operato viene dimesso dopo tre-cinque giorni dall’intervento. Durante la convalescenza è importante che eviti attività e giochi che possano sottoporlo a traumi fisici, come andare in bicicletta o giocare a pallone (nel caso di bambini più grandi), mentre può camminare in casa cercando di non stare troppo tempo in piedi. Nel periodo post-operatorio il piccolo può essere lavato normalmente con doccia tiepida, usando per il risciacquo un sapone disinfettante.
In genere vengono prescritte pomate antibiotiche da applicare localmente per altri dieci giorni, due volte al giorno, dopo la doccia.
In seguito all'intervento possono insorgere delle complicanze che possono essere immediate, quando si verificano durante il decorso post-operatorio, oppure tardive, quando avvengono a distanza di mesi o anni. Le complicanze immediate, che in genere non sono gravi e vengono curate con terapie fisiche e/o farmacologiche, possono essere spasmi vescicali, perdita urinaria, ematomi e infezioni.
Le complicanze tardive possono essere più gravi e comprendono fistole uretro-cutanee e stenosi (restringimento) dell'uretra o del meato. La complicazione più grave è costituita dalla stenosi uretrale che, in qualche caso, può essere causata da una tecnica chirurgica inadeguata. Si tratta di complicanze che possono essere corrette solo con un ulteriore intervento chirurgico. C'è da dire che negli ultimi anni si è assistito ad una notevole riduzione del rischio di complicanze, grazie alle tecniche uretroplastiche mini- invasive, al graduale disuso del catetere e al progredire della qualità delle medicazioni

Beatrice Spinelli

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