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Invasione di meduse nei nostri mari: rimedi e precauzioni

Se si va in vacanza con bimbi piccoli è molto importante prestare attenzione alle insidie del mare. Ad esempio i nostri piccoli, durante i giochi in acqua potrebbero fare spiacevoli incontri...con le meduse!

Con l'arrivo dell'estate si ripropongono le piccole disavventure che possono capitare solitamente durante le vacanze al mare. Soprattutto con bimbi piccoli è molto importante prestare attenzione alle insidie del mare. Ad esempio i nostri bambini, durante i giochi in acqua potrebbero fare spiacevoli incontri...con le meduse! Da qualche anno questa eventualità è diventata molto comune, data l'elevata quantità di meduse che raggiungono le nostre coste. É soprattutto il mare Mediterraneo a dover affrontare questo problema che si ripresenta ormai da circa sette anni e sembra essere in costante aumento.



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Gli esperti sostengono che la causa principale è da rintracciare nell'innalzamento delle temperature delle acque marine che crea condizioni climatiche favorevoli alla proliferazione di quei tipi di meduse che prediligono le acque molto calde. Anche l'aumento della salinità dei mari costieri per via del minore apporto di acque dolci da parte dei fiumi è uno dei fattori che contribuiscono all'incremento del numero di meduse nelle nostre coste.

C'è di buono che la presenza delle meduse nei nostri mari è indice di un ambiente marino in buone condizioni. Gli avvistamenti recenti di meduse sono stati particolarmente frequenti nella costa della Liguria, in Friuli, nell’isola d’Elba, in Sardegna, in Sicilia, in Calabria e in Puglia.

Ecco quli sono i fattori che sembrano far proliferare queste specie: il riscaldamento globale, che fa aumentare la temperatura dell'acqua, la pesca eccessiva, che rimuove i predatori, e alcuni interventi umani sulle coste che favoriscono la crescita delle larve. Le meduse più comuni nei nostri mari sono: Pelagia noctiluca, Cotylorhiza tuberculata e Rhizostoma pulmo



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Tra gli esemplari innocui c'è Aurelia, bella da guardare, mentre tra le più pericolose c'è la Physalia, detta anche “caravella portoghese”, non una vera e propria medusa ma un sifonoforo galleggiante a cui è preferibile non avvicinarsi. Alcuni esemplari infatti hanno dei tentacoli estremamente urticanti lunghi fino a venti metri che possono agire anche a distanza dal corpo principale provocando fastidiose irritazioni.
Questo tipo di medusa urticante era considerato una rarità del Mar Mediterraneo, perchè comparsa sporadicamente negli anni scorsi nelle zone della Corsica e della Toscana, mentre negli ultimi anni è sempre più presente nelle nostre coste.


Secondo uno studio condotto da ricercatori australiani su una specie molto pericolosa di medusa, la Box jellifish, il colore rosso allontana le meduse, ma a parte il consiglio di evitare di fare il bagno se si avvistano sciami di meduse, cosa bisogna fare in caso di contatto?
Anzitutto occorre evitare di ricorrere ai “rimedi della nonna”, come quelli che prevedono l'uso di succo di limone, aceto o ammoniaca sui cui benefici la medicina moderna ha avanzato numerosi dubbi.
Ecco in generale cos'altro è sconsigliato:

* lavare la zona irritata con acqua dolce perchè ciò potrebbe favorire la produzione di neurotossine pericolose per il sistema nervoso centrale;
* utilizzare acqua fredda o ghiaccio;
* grattate o strofinare la parte irritata, perchè servirebbe solo a mettere in circolo più velocemente la sostanza tossica;
* usare alcol, perchè potrebbe stimolare l'apertura dei nematocisti, le cellule urticanti delle meduse;
* rimuovere i frammenti dei tentacoli della medusa con pinzette, perchè la lacerazione dei tessuti provocherebbe la fuoriuscita delle tossine dannose

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Un rimedio istantaneo in caso di incontro ravvicinato con una medusa urticante è quello di spargere sabbia bollente sulla puntura e togliere gli eventuali tentacoli con una carta di credito usandola come se fosse un rasoio. Può essere utile anche lavare la parte colpita con acqua di mare e disinfettarla con bicarbonato. Se si rende necessario ricorrere ai farmaci, sono consigliate le pomate cortisoniche che tuttavia non sono utili nella fase acuta; infatti non agiscono immediatamente ma solo dopo mezz'ora dall'applicazione.
Le pomate antistaminiche possono dare dei benefici ma c'è il rischio di incorrere in problemi di fotosensibilizzazione, per cui è bene evitare di esporsi al sole dopo l'applicazione.



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Il rimedio migliore in caso di contatto con i tentacoli delle meduse è l'applicazione di un gel astringente al cloruro d'alluminio (utile anche per le punture di zanzara) che ha un'immediata azione antiprurito e blocca la diffusione delle tossine. In ogni caso prima di ricorrere a creme e pomate è sempre bene chiedere consiglio ad un medico.

Beatrice Spinelli
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