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Interventi chirurgici ai bambini: come affrontarli senza traumi

Capita che un bambino di pochi anni debba subire un intervento chirurgico e i genitori si trovino impreparati su come prepararlo al meglio. Ecco come farglieli affrontare senza traumi nel pre e post operazione anche grazie alla terapia del 'sorriso'

Quando un bambino nasce con malformazioni congenite o viene colpito da patologie che richiedono un intervento chirurgico è sempre difficile per i genitori non farsi prendere dall'ansia e dallo sconforto. Spesso questi stati d'animo si accompagnano ad un senso di confusione e disorientamento rispetto ai comportamenti più idonei da assumere nei confronti del piccolo, per minimizzare il rischio di traumi e di ripercussioni psicologiche che possano segnarlo negativamente.
A questo scopo è molto importante preparare il bambino che deve sottoporsi all'intervento con comportamenti e atteggiamenti che lo aiutino ad affrontare questa esperienza nel modo più sereno possibile. Anzitutto c'è da dire che un bambino che deve sottoporsi ad un ricovero in ospedale perde la maggior parte dei suoi punti di riferimento venendo in contatto con un ambiente che spesso non lo accoglie nel modo giusto.
Quando un bimbo deve affrontare un ricovero e un intervento chirurgico non è mai facile, nè per i genitori che spesso non sanno come rapportarsi al bimbo e come spiegargli la situazione, nè per il bimbo stesso che, nella maggior parte dei casi, si trova dentro ad una situazione triste che mette paura e talvolta fa provare dolore fisico, senza capirne pienamente il motivo.

In queste situazioni,il bimbo che affronta la malattia, soprattutto se ha tra i quattro e cinque anni puo' pensare che questa situazione che sta vivendo sia una sorta di castigo o punizione nei suoi confronti, perchè magari non è stato buono e obbediente con i genitori, per questo sara' compito di mamma e papa' tranquillizzarlo e fargli capire che la malattia e l'intervento chirurgico che si subira' non sono colpa di nessuno e sara' bene incoraggiarlo ad esternare tutte le sue emozioni, sia che si tratti di paura, tristezza o rabbia, purchè riesca a tirarle fuori e a capire che cio' che avverra' non è per colpa sua nè dei genitori.
doctor_kid_talkingPotra' aiutarlo a rasserenarsi e a vivere meglio il momento avere vicino il suo peluche preferito o un oggetto a cui è particolarmente affezionato e la mamma e il papa', che inizieranno a parlare dell'imminente intervento dai tre ai cinque giorni prima, davanti alle domande e alla curiosita' del bimbo dovranno stare attenti a dare le giuste informazioni dosando i dettagli dell'intervento, magari aiutandolo a capire di piu' attraverso libri specifici che trattano la malattia e il ricovero.

Per i bimbi piu' piccoli, tra uno e tre anni, che non hanno ben chiaro il concetto del tempo, se ne puo' parlare sempre con un linguaggio adatto a loro e molto tranquillamente, senza trasemettere paura e ansia, uno o due giorni prima dell'intervento; anche per lui sara' d'aiuto avere accanto un oggetto su cui poter contare e spiegare con calma e serenita' facendolo sentire protetto, lo aiutera' ad essere meno nervoso e agitato.

Se il bimbo ha tra i sei e dodici anni, anche per lui si' all'oggetto preferito che lo aiutera' a non sentirsi abbandonato e solo, e in questo caso sara' meglio che i genitori inizino a parlarne gia' una o due settimane prima, tranquillizandolo e spiegando come avverra' l'intervento, nei limiti delle facolta' comprensive del bimbo e in base all'eta' stessa, facendo ben presente che il dottore che si occuperà dell'intervento farà in modo che non senta niente durante l'intervento, tranquillizzandolo e cercando di stare tranquilli in primis.

In una situazione dove il bimbo è protagonista della malattia e là dove il piccolo paziente debba trovarsi nella condizione di subire visite mediche, esami specialistici e interventi chirurgici, è fondamentale da parte dei genitori e sempre in base all'eta' del piccolo e dalla sua capacita' di poter capire cio' che succede, che gli venga spiegato in termini adatti a lui, cio' che si trovera' a vivere, facendo presenti le sensazioni di paura ed eventualmente di dolore affinchè il bimbo non si trovi in mezzo a brutte sorprese ma che sia più o meno seppur vagamente, psicologicamente pronto ad affrontare la situazione, per reagire meglio all'anestesia e all'intervento chirurgico stesso.

Capita spesso che piu' il bimbo è grande e piu' viene difficile trovare la maniera per spiegare cosa sta sucedendo; ormai sono tanti gli interventi chirurgici che per routine si svongono in regime di Day Hospital e cioè il bimbo viene ricoverato, operato e dimesso entro 12 ore, salvo naturalmente complicazioni. Questo regime si applica per diversi rami di Dipartimento di Chirurgia Pediatrica (Chirurgia Pediatrica, Otorinolaringoiatria, Oculistica, Ortopedia) oltre alla Dermatologia. Alcune patologie pediatriche tra le piu' trattate in regime di Day Hospital sono :

- del canale inguinale come l'ernia inguinale non strozzata, l'idrocele, cisti del funicolo spermatico, etc.;
- degli organi genitali maschili come la criptorchidia, la fimosi, il varicocele, le cisti dell'epididimo, etc.;
- diverse varieta' di  patologie minori della cute e del tessuto sottocutaneo.

Prima dell'intervento durante il colloquio, il chirurgo esporra' ai genitori le diverse fasi, spiegando come si svolgera', che tipo di anestesia si adoperera' ecc, mostrando gli eventuali pericoli dell'intervento e cercando di tranquillizzare il piu' possibile genitori e bimbo al fine di farli arrivare al meglio psicologicamente all'intervento vero e proprio;
all'Ospedale Bambino Gesu' di Roma, gli assistenti ludici presenti in reparto hanno creato un personaggio per spiegare con parole semplici e simpatiche vignette animate cos'è l'anestesia e cos'è e come si svogera' l'intervento: questo semplice filmato animato da "Anestesio" spieghera' ai bimbi tutto cio' in cui incorreranno cercando di rasserenarli il piu' possibile.
 
Già il ricovero perciò può diventare un evento traumatico: la camera di degenza spesso è fredda e anonima, il piccolo non ha con sé i suoi giochi e gli orari e gli eventi che scandiscono la sua giornata lo disorientano. A ciò si aggiunge il pensiero dell'anestesia o dell'intervento che fanno paura al bambino e possono creargli stress e ansia nel periodo preoperatorio. In ambito medico-psicologico è ormai accertato che cercare di mitigare questo disagio è molto importante per ridurre anche gli eventuali disturbi post-operatori. Non a caso sono in continuo aumento in numerosi ospedali le sperimentazioni sugli effetti del gioco e del “sorriso” sul decorso ospedaliero dei piccoli pazienti. In particolare le ricerche riguardano la metodologia professionale di lavoro dei cosiddetti “clown in corsia” o “clown dottori” che ha dimostrato di essere molto efficace nel ridurre l'ansia nei bambini sottoposti a interventi chirurgici, sia nel periodo pre-operatorio che in quello post-operatorio.
Numerosi studi ed esperimenti hanno dimostrato che la figura del clown dottore nei reparti pediatrici migliora la qualità della degenza dei bambini ricoverati, facilitando le cure ospedaliere e restituendo al bambino ospedalizzato una parte del suo mondo.

Sembra inoltre che la presenza dei clown dottori contribuisca al miglioramento clinico dei piccoli pazienti, con una riduzione dei giorni di degenza e delle complicanze. Attraverso il “sorriso” si opera anche il contrasto del dolore e si può ridurre l'assunzione di farmaci analgesici. A dimostrarlo è una ricerca realizzata a livello internazionale dall'Ospedale pediatrico Meyer di Firenze e pubblicata sulla prestigiosa rivista scientifica statunitense “Pediatrics”. La ricerca ha preso in esame i comportamenti di 40 bambini dai 5 ai 12 anni che dovevano sottoporsi a piccoli interventi chirurgici. La metà dei bambini, selezionati casualmente, è stata accompagnata in sala preoperatoria da due professionisti di clown in corsia e da un genitore mentre l'altra metà, come avviene di solito, è entrata accompagnata solo da un genitore.
Attraverso test psicologici specifici è stato possibile quantificare il livello di ansia dei bambini e dei genitori coinvolti in questo esperimento. I risultati hanno mostrato una riduzione del 50% dell'ansia nei bambini intrattenuti dai dottori clown. Gli effetti benefici hanno riguardato anche i genitori, distratti e rasserenati dalla presenza allegra dei dottori clown.
doctorLa “terapia del sorriso” viene applicata anche nella sala operatoria di alcuni ospedali in cui i bambini, in attesa dell'anestesia, vengono intrattenuti con giochi idonei alla loro età. É chiaro quindi che l'ambiente può condizionare in modo decisivo lo stato d'animo di un bambino che deve affrontare un intervento chirurgico. Un clima sereno e rilassato può aiutare a ridurre l'ansia e la paura che, se non controllate, a loro volta potrebbero influire negativamente sull'esito delle cure ospadaliere.

Questi atteggiamenti possono aiutare a ridurre i disturbi comportamentali, l'aggressività e l'ansia che potrebbero presentarsi in seguito all'intervento. Dal punto di vista clinico in generale i medici provvedono ad istruire i genitori sui comportamenti da adottare nel decorso post-operatorio, in modo da affrontare nel modo migliore i fenomeni che potrebbero insorgere una volta tornati a casa, quali

Beatrice Spinelli e Ingrid Busonera
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