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Il bambino iperattivo: come comportarsi

L’iperattività è un disturbo dell’età evolutiva che colpisce circa il 4% dei bambini, risulta di non facile trattamento, e al contempo è molto diffuso e in aumento

/pictures/20090731/hyperactivity-disorder.jpeg Vedi le foto:

L’iperattività è un disturbo dell’età evolutiva che colpisce circa il 4% dei bambini, risulta di non facile trattamento, e al contempo è molto diffuso e in aumento. L’ADHD (Attention Deficit Hyperactivity Disorder) è una patologia a grossa componente genetica, quindi spesso ereditaria, caratterizzata da un disordine dei neurotrasmettitori cerebrali deputati al controllo dell’attenzione. In alcuni casi, quindi, può accompagnarsi ad una iperattività secondaria, dovuta al disordine mentale che affligge il bambino e gli impedisce di filtrare gli stimoli sensoriali che lo bombardano quotidianamente.
I bambini iperattivi presentano difficoltà di attenzione, sono disorganizzati, disordinati, hanno difficoltà di concentrazione, al punto tale che ogni stimolo li distrae.

Spesso non riescono a completare un compito e passano da un’attività ad un’altra senza portarne a termine alcuna. Questi bambini non sopportano di attendere il proprio turno ed interrompono continuamente, sono impulsivi, invadenti, sbadati, tendono a perdere spesso le proprie cose.
Vedi le foto: Primo giorno di scuola: cosa puoi fare per i tuoi figli Dal punto di vista motorio non riescono a star fermi e seduti, sembrano come “motorizzati” (ipercinetici), con disturbi paralleli di ansia e dell’umore.

Il DSM-IV (manuale diagnostico statistico dei disturbi della sfera mentale) nel descrivere il bambino iperattivo sottolinea che i sintomi devono comparire prima dei sette anni e interessare più aree. Esistono infatti diversi quadri clinici, più o meno complessi, dove spesso predomina il sesso maschile. E’ importante poter riconoscere e intervenire appropriatamente su tale disturbo per scongiurare future condotte antisociali e varie problematiche psicologiche: va detto , infatti, che, a dispetto delle difficoltà che l’adulto incontra a trattare queste “piccole pesti”, i bambini che mostrano tali difficoltà di comportamento vanno seguiti con amore, dedizione, attenzione, generosità e pazienza, nonché con grande competenza e, quando necessario, con l’ausilio di esperti psicologi e medici.

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Commenti

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Educatrice E. venerdì, 12 ottobre 2012

Caso di iperattività

Salve a tutti. Spero possiate aiutarmi con le vostre esperienze perchè pur avendo una discreta cultura teorica, non ho mai avuto esperienze così devastanti come quella che sto affrontando ultimamente. Vi sembrerò anche poco professionale, magari incompetente, ma mi sento profondamente frustrata dal profilo umano a causa di questa situazione che non so gestire. Più passa il tempo, più sento di cedere. Vi spiego. Seguo un bambino iperattivo con problemi di linguaggio e disagi familiari. "Seguo"... forse sarebbe meglio dire "cerco di seguire" perchè alla fine è lui che tiene le redini del gioco. E' assillante, stressante, presuntuoso, infantile a più non posso, capriccioso, disturba, provoca, e nonostante i miei buoni propsiti fallisco, cerco di essere quanto più comunicativa possibile, cerco di valorizzarlo, ma quando gli fornisco qualche semplice suggerimento (lasciamo stare la didattica perchè non è neanche approdato ai prerequisiti, non conosce nè i numeri, nè i colori, tutte le lettere per lui sono A e tutti i numeri sono 1), si rifiuta con enfasi strisciando per terra, dimenandosi, scalciando e togliendosi le scarpe e gli indumenti. Non fa solo questo ma una marea di azioni alle quali non riesco a tenere il passo. Mi distrae e mi mette ansia. Persino quando va a bere attua una serie di azioni che innevosirebbero chiunque: apre il rubinetto per bere e contemporaneamente ne apre un altro per lavarsi le mani, ma non è solo questo....le sue azioni si ripetono all'infinito. Pastrocchia tutto e ogni attività da lui è bocciata. Corre energicamente lungo il corridoio, tenta di bloccare gli altri bambini e spesso si avvia verso l'uscita (sempre a piedi nudi). Mi sento inappropriata, sembra che sia lui a dettare le regole della giornata, mi sento come in balìa del suo volere e quando propongo qualcosa dice "aspetta aspetta" e tocca tutto ciò che vede intorno, tutto, qualsiasi cosa (ha persino toccato la cacca!). Alle spalle ho parecchi anni di studio e formazione, ma quando sto con lui mi sento davvero inadeguata e incompetente. Ho tentato un approccio amorevole ma lui se ne infischia, essere autorevoli fa scattare la sua violenza. Ha tentato diverse volte di mordermi, ho avuto la prontezza di schivare i colpi e di chiarire con lui. Ma il suo umore è oscillante, potrebbe abbracciarmi e subito dopo tentare di aggredirmi. E' un bambino piccolo, non temo possa farmi fisicamente male, anche se è ben sviluppato, ma se dovesse accadere, non saprei come potrei passare ai suoi occhi. Sicuramente per una persona debole alla quale ha dato un morso. La famiglia è assente, ho comunicato alla madre il suo atteggiamento nei miei confronti, ma lei si è limitata a dirgli "Non si fa eh!", poi ha voltato i tacchi sorridendomi e salutandomi. Con i colleghi che l'hanno seguito in passato la situazione era parallela, magari loro per lui sono più familiari in quanto ho preso servizio con lui solo quest'anno. Durante i primi giorni di scuola tentava di togliersi il grembiule, sono stata decisa nel fargli seguire la regola che il grembiule va indossato.....dopo un paio di giorni la mia collega gli permise di toglierlo....quello che feci non servì a nulla. Magari sbaglio io....non so....sarei pronta anche a seguire le regole dettate dalla mia collega e mettermi in secondo piano mettendo in discussione il mio modo di fare. Non credo che sia il migliore....ma onestamente vedo che nessun metodo con lui sia valido. Scusate lo sfogo e la lunghezza di questo commento, ma davvero....mi sento profondamente scoraggiata! E.

n° 16
Davide domenica, 14 ottobre 2012

R: Caso di iperattività

Capisco il tuo stato d'animo.
Credo anche che non sia facile seguire un bambino come quello che descrivi.
Ci sono alcuni dettagli che mi fanno pensare che spesso tu pensi che "quello che sto facendo è il meglio per lui" perchè è così
in quel momento ci sei solo tu rispetto a nulla tu stai facendo la differenza.
Non è faccile vedere il cambiamento ma così come un seme non germina in una notte il tuo cambiamento non avverrà in poco tempo.
Scegli la "tua" linea e portala avanti agisci con coscienza e coinvolgi gli altri insegnanti e i genitori nella tua linea educativa e otterrai ciò che desideri per il suo futuro.
Lui è certamente un bimbo fuori dalle regole e per questo motivo dovrai trovare nuove regole e uscire anche tu dagli schemi vedrai che ci riuscirai
una abbraccio Davide

Liliana Dima mercoledì, 11 aprile 2012

Quale fonti?!

Pazzesco, non c'è al mondo una sola fonte scientifica che l'iperattività sia una patologia, nè tanto meno che abbia una componente genetica ereditaria, mi chiedo se chiunque possa scrivere un'opinione spacciandola per fatto! A che titolo pubblica quest'articolo? L'iperattività è un fattore complesso di situazioni di disagio che vive un bambino plusdotato e creativo in un ambiente statico e conformato. Sono 10 anni che lavoro con bambini normalissimi sanissimi intelligenti e sensibili considerati "iperattivi" e la nostra psicoterapia è risultata efficace nel 100% dei casi. Importante: alla terapia non si sottopongono i bambini ma i loro genitori.. L'argomento è davvero troppo complesso per scriverne approssimatamente vorrei però lasciare due dati giusto per riflettere: concentrazione percentuale dei bambini affetti da ADHD in Italia: Lombardia 17%, Veneto 10%......Basilicata e Molise 0,2%.. Vi dice qualcosa? E questo vi dice qualcosa? http://www.disinformazione.it/DSMV.htm Per altre fonti (non opinioni) resto a disposizione.

n° 15
Maria Cristina venerdì, 5 ottobre 2012

R: Quale fonti?!

Mi interessa sapere che tipo di lavoro svolge con i bambini definiti iperattivi. Grazie per l'attenzione che vorrà dara alla presente.
Cordiali Saluti
Maria Cristina

manu martedì, 14 agosto 2012

R: Quale fonti?!

Ciao,ho apprezzato cio' che hai detto e lo condivido , per questo ti chiedo sei hai consigli da darmi ...il mio piccolo di 4 anni e' un dolcissimo spartacus, se non fosse per le sue manifestazioni di affetto sarebbe veramente insopportabile.Spacca tutto quello che trova,continua a saltare, gioca in modo aggressivo,istiga tutti e' pericoloso nelle sue azioni es: mi ha tagliato i capelli mentre dormivo , ha messo la diavolina sul divano per appicare il fuoco,ha scavalcato la cancellata di 2mt ed e' scappato sulla strada ecc. eta' 2 e mezzo...sta mettendo a dura prova i miei nervi, eppure io e suo papa' siamo felicemente sposati lo riempiamo di coccole e baci siamo con lui tutto il giorno perche' il nostro lavoro lo consente e gli abbiamo attrezzato un area verde per farlo sfogare con giochi vari eppure sembra sempre insoddisfatto deve sempre mollare quello che fa per qualcosa d'altro. Ci vorrebbero tre persone per gestirlo, in palestra mi hanno restituito i soldi pur di tenermelo, i nonni ci vengono a trovare 5 min e poi via...coda devo fare???

Francy giovedì, 1 marzo 2012

Lo è

Mio figlio ha 11 anni e ancora non ho stabilito se è iperattivo ma leggendo questo articolo ho tirato le mie conclusioni: lo è.. Non riesce mai a stare fermo, mentre mangia si alza, si agita, chiacchiera in continuazione.. Quando fa i compiti(quelle poche volte in cui lo riesco a costringere) si distrae continuamente..devo richiamarlo più volte.. In classe fa lo stesso, non scrive i compiti,si alza dal banco senza permesso.. Non rispetta le regole e se lo fa è sempre dopo che io l'ho sgridato.. Disordinato, confusionario...distratto... Naturalmente tutto ciò gli crea ripercussioni in tutto.. A scuola va male e i compagni lo tengono a distanza..le insegnanti si arrabbiano...e lui non vuole andare a scuola.. A casa litighiamo continuamente perché da un lato capisco il suo problema e non riesco ad aiutarlo e dall'altro mi fa arrabbiare perché le cose più semplici per lui sono impossibili... C'è sempre un clima teso e nervoso... Forse la colpa è anche mia che non so come gestirlo... In più io e suo padre siamo separati ed il padre vive all'estero...lo vede un paio di volte l'anno...ma comunque è sempre stato un padre assente..
Ora mi sono rivolta ad una neuropsichiatra e ad una psicologa per aiutarlo...soffro troppo a vederlo vivere ingabbiato in questa situazione... Sto aspettando di avere l'appuntamento con lui..io già ci ho parlato con loro... Mi auguro mi aiutino...

n° 14
Liliana Dima venerdì, 13 aprile 2012

R: Lo è

Cara Francy, il primo passo da fare non è rivolgersi ad un neuropsichiatra, questa figura è privo dei fondamenti per comprendere eventuali disagi nelle dinamiche familiari, e questi sono causa di una gigantesca gamma di problemi corpontamentali specie se il bambino è particolarmente intelligente e sensibile; e dato che la figura paterna è assente e che tu probabilmente per questo sei sottoposta a maggiore stress io non la sottovaluterei. Il verbo che hai scelto per indicare come aiuti tuo figlio a studiare ("costringere") non indica atteggiamenti sereni e collaborativi ma mostra uno scenario negativo e probabilmente sfiancato. Ti consiglierei prima un incontro con un professionista della psicologia dello sviluppo, specie se il bambino non è stato seguito in tal senso al momento della separazione dei genitori, (a volte non ci rendiamo conto di quanto più emotivi e sensibili siano i bimbi in confronto a noi adulti) potrà darti delle utili e pratiche indicazioni su come migliorare la comunicazione e il rapporto con tuo figlio. è necessario fare prima autocritica e non è facile ma la grandezza dei bambini è anche quella di darci la forza per diventare persone migliori per loro e per noi stessi. Un grosso in bocca al lupo.

giulmacc venerdì, 4 novembre 2011

E Iperattiva?

mia figlia ha 3 anni ed è al suo primo anno di materna la maestra mi dice che ha un ritardo nel linguaggio io le fisso un appuntamento con il neuropsichiatra.La maestra mi prospetta anche una iperattivita ora devo solo aspettare di fare la visita ma leggendo quali sono i sintomi di una iperattivita è altamente probabile che lei ce l'abbia.
Vorrei sapere se oltre una terapia psicodinamica e altro a qualcuna di voi sono stati consigliati dei farmaci perchè questo un po mi spaventa.
Certo è che per il bene di mia figlia faro qualunque cosa purche lei sia serena e felice avendo io sofferto tanto a causa di una dislessia mal curata
non permettero a niente e nessuno di mettersi tra la felicita e mia figlia

n° 13
Liliana Dima venerdì, 13 aprile 2012

R: E Iperattiva?

In assensa di esami di laboratorio che dimostrino una componente lesiva nella sfera neuro-celebrare la PRIMA COSA DA FARE è rivolgersi ad uno psicologo dell'età dello sviluppo che possa comprendere eventuali disagi nella sfera emotiva della bimba. La felicità di tua figlia dipende prima di tutto dalla sua serenità in casa e all'asilo. Ricorda che anche una semplice derisione o critica velata se ripetute sono sufficienti per attivare atteggiamenti di regressione e che il ritardo nel linguaggio lo deve diagnosticare un logopedista NON una maestra d'asilo.

Clara venerdì, 13 gennaio 2012

R: E Iperattiva?

Attenzione! Non somministrare psicofarmaci ai bambini iperattivi! In America molti bambini stanno morendo per il Ritalin e simili.
Purtroppo nelle scuole c'è troppa incompetenza e le maestre la maggior parte delle volte non sopportano questi bambini, a loro interessa solo avere l'insegnante di sostegno per allergerire il proprio lavoro. Vi nvitano ad una consulenza neurologica per il bene del bambino, e una volta etichettato vi assillano per avere l'assistenza comunale (ca. 8 ore a settimana) e poi si lamentano perchè questa è poco presente e vi spingono a somministrare psicofarmaci.
Attenzione!!! Molti genitori in America hanno sulla coscienza la morte dei propri figli!!!

Educatrice G. venerdì, 16 novembre 2012

R: R: E Iperattiva?

Sono un'insegnanta in una scuola dell'infanzia, con un bambino in classe, che presenta tutti i sintomi dell'ADHD. Personalmente non ho mai consigliato ai genitori di rivolgersi al neuropsichiatra, nè sono favorevole alla somministrazione di farmaci per ovviare il problema. Ammetto di essere inadeguata a gestire da sola la situazione, non ho la pretesa di avere tutte le soluzioni in tasca, pertanto personalmente e anche il mio team mdi lavoro, ci siamo affidate al consulto di vari psicopedagogisti, che attraverso le loro competenze sappiano indicarci una strategia efficace.Non voglio fare sterili polemiche, ma dire che nella scuola molte maestre sono disinformate, o lasciar intuire una negligenza affermando che l'obiettivo di un'insegnante sia di alleggerire il proprio carico di lavoro, credo sia poco corretto, non fosse per altro per coloro che invece si portano il problema anche a casa, alla ricerca di una soluzione,oltre ad essere un'affermazione lesiva della figura professionale dell'insegnante, che si trova, purtroppo, sempre più spesso a rivendicare un'autorità che le compete e che abitualmente si vede negata, non solo dai genitori, ma persino dai bambini.

Alice giovedì, 22 settembre 2011

Laciate perdere i giochi di squadra!

Sono mamma di un bambino iperattivo di quasi 9 anni. Ve lo dico per esperienza: lasciate perdere i giochi di squadra! La scarsa capacità di controllarsi e la difficoltà a concentrarsi, renderanno quasi impossibile per vostro figlio 'relazionarsi' in modo efficiente con una squadra. Finirà con essere la pedina debole, quello che sbaglia sempre, che fa perdere i punti. Finirà con l'essere quello 'difficile'. Gli allenatori diranno che non è adatto, vi descriveranno il suo comportamento in campo come eccentrico e fuorviante per gli altri. I compagni lo emargineranno. Di conseguenza lui attuerà tutta una serie di comportamenti che peggioreranno ancora di più la situazione: scapperà, non aspetterà il suo turno, ruberà gli attrezzi, darà fastidio a tutti ecc. ecc. Alla fine lo dovrete ritirare dagli allenamenti. E quel che è peggio: dovrete convincerlo che non è 'incapace e cattivo' come gli hanno detto!

Tutto questo, se non avete la fortuna di incontrare allenatori preparati e che abbiano veramente voglia di esplorare le effettive capacità atletiche di vostro figlio, dandogli la fiducia necessaria a sentirsi tranquillo e benvoluto. in quel caso la situazione potrebbe ribaltarsi. Ma è raro, trovare gente così.

In bocca al lupo.

n° 12
mara venerdì, 15 novembre 2013

R: Laciate perdere i giochi di squadra!

ciao ho letto il tuo commento e credo di avere anche io una bambina iper attiva poichè ha tutti i sintomi descritti e viene allontanata dai compagni e le insegnanti si lamentano del'atteggiamento e dell rendimento sempre più in discesa. l'unica cosa che aveva dei risultati soddisfacenti era il pattinaggio artistico dove si è sempre dedicata con volontà e impegno tanto da avere ottimi risultati e piazzamenti al 1° e 2° posto in tutte le gare. ma ultimamente anche li ci sono problemi: infastidisce le compagne e cerca sempre di attirare l'attenzione mettendo i pericolo se stessa e il gruppo. allora vorrei sapere qual'è lo sport che più fa bene e non crea problemi ad un bambino iperattivo?io credevo che il gioco di squadra fosse un buon esercizio per farli sentire parte di un progetto comune ma a questo punto non so più che pensare ne che fare.....

CRY sabato, 16 marzo 2013

R: Laciate perdere i giochi di squadra!

Condivido in pieno quello che dici...oggi sono qua a casa avvilita per come è andata la giornata con mio figlio dopo averlo visto giocare....a volte ti senti impotente e non credi di essere all'altezza e credi di aver sbagliato qualcosa...

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