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Le più importanti visite mediche nel primo anno di vita

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Quali sono le visite da fare al neonato fino al primo anno di vita? La pediatra ci elenca i controlli obbligatori che vanno effettuati dalla nascita

Visite da fare al neonato

Il bebè è arrivato tra noi. Se è un secondogenito mamma e papà sanno cosa fare, se è il primo il panico può mandare in tilt i genitori. Calma e sangue freddo, dunque vediamo assieme cosa fare, cosa chiedere, e le visite da fare al neonato. Il bebè può sentir parlare, ma salterà a rumori rumorosi mentre sarà tranquillizzato dal suono dolce della voce della mamma, inoltre si concentrerà sul suo viso e questo è l’aggancio del suo sguardo, un dato importante che sia la madre sia il pediatra valuteranno sin dal primo mese di vita. 

Quante volte andare dal pediatra, dalla nascita fino ai 14 anni

Controlli da fare nel primo mese

  • Durante la visita del primo mese il pediatra valuta anche il timbro della voce che deve essere vigoroso anche se è solo per piangere! Toni diversi, gracchianti, striduli, strani devono essere rilevati e valutati dal pediatra in quanto possono essere collegati a una sindrome.
  • Vi sono dei comportamenti istintivi del neonato di un mese, dei riflessi neonatali primari che il pediatra apprezza e che non sono altro che l’azione conseguente dei tanti stimoli sensoriali che ricadono sul neonato al momento della nascita e che rispondono a specifiche richieste di sopravvivenza. I riflessi neonatali sono reazioni involontarie fisiologiche, sono dipendenti dal sistema di controllo dei muscoli del corpo seppur ancora immaturo. Si manifestano nei primi mesi di vita e tendono a scomparire successivamente, spontaneamente, al massimo entro il primo anno di vita. I riflessi primitivi sono:
  1. riflesso di Moro
  2. riflesso di raddrizzamento
  3. riflesso di deambulazione automatica
  4. grasping refle
  5. riflesso di suzione
  6. riflesso tonico asimmetrico del collo
  7. riflesso di Babinski
  8. riflesso di Galant
  9. Test di ricerca del riflesso rosso 
  • Il riflesso di Moro, o dell’abbraccio o riflesso di caduta o di pericolo, si manifesta quando il bebè reagisce a stimoli improvvisi, a rumori o quando viene posizionato bruscamente supino, per un soffio di aria fredda sul viso, per una luce abbagliante, aprendo le braccia, cercando in questo modo il contatto e la presa della madre. Il bebè estende le braccia verso l’esterno, in avanti, aprendo al massimo le dita delle mani per chiuderle successivamente poi in un pugno. Solitamente sospende il respiro temporaneamente e poi grida o piange. Il riflesso si può presentare durante il sonno o non. Il riflesso tende a scomparire entro il quarto mese, in alcuni bimbi è più tardivo, ma è importante che entro il primo anno di età, sia scomparso definitivamente. In caso contrario ci possono essere sofferenze neurologiche. Se il riflesso si manifesta spesso durante il sonno, disturbando il piccolo, si può fasciare delicatamente in una coperta, così che il bebè abbia la sensazione di un abbraccio e di tepore come nel ventre materno.
  • Riflesso di raddrizzamento, quando tenendo il neonato sostenuto verticalmente in modo che le piante dei piedi poggino su un piano, si manifesta un riflesso d’estensione e raddrizzamento di gambe e tronco. Con un effetto dal basso all’alto, come un’onda, sono interessate nell’ordine caviglia, ginocchio, anca, tronco, testa. Tende a scompare verso i 2-3 mesi.
  • Riflesso del rummage, o frugare, e del succhiare, quando il bebè si volge verso la mano, il collo, il viso di chi lo coccola e fruga alla ricerca di un capezzolo o di un dito, o della mano da succhiare.
  • Riflesso di prensione, quando, stimolando il palmo della piccola mano, si genera una reazione di presa a pugno senza la flessione del pollice così che avvolge le sue piccole dita intorno a una del pediatra. La presa può essere molto forte e tale da permettere al medico di sollevarlo completamente per alcuni secondi.
  • Riflesso della marcia, quando il bebè, tenuto in posizione verticale con le piante dei piedini su una superficie piana, muoverà le gambe in un movimento di camminata o marcia.
  • Riflesso tonico asimmetrico del collo, quando il neonato posto supino, con la rotazione laterale della testa, si determina una variazione del tono degli arti superiori con l’estensione dell’arto facciale e flessione di quello nucale. Dura solo nelle prime settimane.
  • Il riflesso di Babinski, quando il bambino sdraiato e piede rilassato, stimolando la pianta del piede le dita del neonato si distendono e l'alluce si alza. Scompare tra i 9 e i 12 mesi.
  • Il riflesso di Galant verifica la reazione di incurvamento del tronco. Il pediatra mette il bambino a pancia in giù e lo accarezza sulla colonna vertebrale dal collo fino al fondo schiena. Questo movimento provoca la curvatura della schiena verso il lato che si sta accarezzando.
  • Il Test di ricerca del riflesso rosso (Red Reflex) è essenziale per il precoce riconoscimento di patologie oculari potenzialmente pericolose per la visione o la vita, come la cataratta, il glaucoma, le anomalie retiniche, le malattie sistemiche con manifestazioni oculari e forti errori di rifrazione, il retinoblastoma.

Cosa valuta il pediatra durante la visita del primo mese

I neonati sono dotati di una serie di caratteristiche insolite che il pediatra valuta durante la visita del primo mese:

  • l’ombelico: quando il cordone ombelicale cade è necessario mantenere pulita e asciutta l’area in quanto è soggetta ad infezione, se appare un rigonfiamento, un rossore (granuloma), se il bebè sembra infastidito, il pediatra provvederà a risolvere il problema;
  • le teste dei neonati sono spesso un schiacciate o allungate dal loro impegno nel canale del parto.

Se il parto è stato distocico per l’uso di ventosa, è possibile notare segni o rigonfiamenti temporanei che vanno tenuti d’occhio da parte del pediatra. Alla stessa stregua il pediatra controllerà la fontanella anteriore e posteriore, la pulsazione, l’avvallamento o rigonfiamento e seguirà nei mesi a venire che la chiusura avvenga fisiologicamente.

  • Gli occhi del neonato spesso appaiono strabici. Nulla di preoccupante, questo avviene perché i neonati non possono ancora controllare i muscoli dei loro occhi. Possono manifestare secrezione, possono avere la sclera giallata o arrossata che il pediatra saprà trattare.
  • La pelle: i neonati hanno una pelle sensibile, ma anche secca e desquamata, con presenza di grani di miglio, macchie che sono molto comuni, come angiomi che l’attenta valutazione del pediatra deciderà se affidarlo alle cure del dermatologo o rimanere in attesa.
  • Anche i capezzoli e i genitali sono oggetto di disamina da parte del pediatra in quanto possono apparire temporaneamente gonfi, per azione degli ormoni materni. Similmente la presenza di sangue in un pannolino di neonata, o nel caso di un maschietto uno o entrambi i suoi testicoli possono essere ritenuti e non apprezzabili alla palpazione dello scroto, oppure si può apprezzare la presenza di una sacca scrotale gonfia, a volte tesa, generalmente non dolente e ripiena di liquido: questo è l’idrocele. Le dimensioni dell’idrocele possono variare nell’arco della giornata: minori al mattino, in quanto la posizione sdraiata mantenuta durante il sonno permette al liquido di refluire nell’addome, e maggiori alla sera per effetto della forza di gravità. Solitamente non si interviene in quanto la risoluzione è spontanea entro il primo anno di età.

Visite obbligatorie da fare

Le visite pediatriche di controllo o visite obbligatorie o visite filtro sono i così detti bilanci di salute (BDS) ovvero dei controlli periodici che il pediatra di base, scelto dai genitori per seguire il proprio figlio, esegue per controllare lo stato generale di salute, la crescita psico-fisica del bambino. Queste visite sono programmate e cadenzate secondo un calendario predisposto dalle autorità sanitarie regionali, quasi simili in tutta Italia, affinchè il pediatra possa seguire step by step la crescita, lo sviluppo psicomotorio, lo stato di salute del bambino assieme ai genitori.

Durante queste visite il pediatra si mette a disposizione dei genitori per rispondere alle loro domande, ai loro dubbi, per decidere assieme quale sia la migliore soluzione da adottare per fare star bene il piccolo, mentre la procedura della visita del bambino è caratterizzata da:

  • visita generale;
  • misurazione dell’altezza, peso, circonferenza cranica del neonato e del bambino;
  • controllo di vista e udito;
  • discutere con la madre di allattamento e dei problemi legati all’alimentazione con i genitori;
  • raccomandare di seguire il calendario vaccinale e parlare dei vaccini stessi;
  • valutare lo sviluppo psico-motorio del bimbo;
  • acquisire notizie sul comportamento di vita del bambino in famiglia e con i coetanei;
  • fornire informazioni di educazione sanitaria e di sicurezza in casa;
  • eseguire alcuni screening per determinate malattie che, se individuate in tempo, possono essere curate con successo. •

Quando fare la prima visita pediatrica

Si effettua tra la dimissione dall’ospedale e il 30-35° giorno di vita, vale a dire a 15 giorni e poi al compimento del primo mese.

  • Durante questo bilancio di salute, il pediatra esegue il controllo auxologico, ovvero controlla l’altezza, il peso, le proporzioni del corpo, la circonferenza cranica e le dimensioni della fontanella anteriore; valuta la cute, il cavo orale, il cuore, i polmoni, l’addome ed i genitali. Alla neo mamma dà consigli sull’allattamento, a papà e mamma alla posizione da far mantenere in culla durante il sonno per scongiurare un possibile soffocamento, e alla sicurezza in auto.
  • Esegue il Test del Riflesso Rosso, la Manovra di Ortolani per la diagnosi di lussazione congenita dell’anca che nel caso di positività consiglia di eseguire un’ecografia delle anche. Discute con i genitori dei danni del fumo passivo.

Gli esami da fare ai neonati nei primi mesi

  • Screening audiologico: viene effettuato nei primi giorni di vita del bimbo, in ospedale, mediante emissioni otoacustiche. Si tratta di un esame non invasivo, breve che consente di fornire importanti elementi di esclusione per quanto riguarda condizioni di sordità congenita o ipoacusia. Se questo test per qualche motivo non è effettuato alla nascita e il pediatra ha dei sospetti, lo si invia subito per questa indagine audiologica entro i primi 6 mesi di vita.
  • Visita otorinolaringoiatrica: è capace di discriminare tra le possibili cause di problemi: respiratori, uditivi, flogosi ricorrenti. La diagnosi precoce di un problema uditivo è fondamentale per un corretto sviluppo del linguaggio e quindi per lo sviluppo della personalità e delle capacità intellettive del piccolo.
  • Screening elettrocardiografico: la cosiddetta morte improvvisa colpisce 5 casi su 100 mila all’anno, eseguendo uno screening elettrocardiografico su bimbi molto piccoli si cerca di prevenire eventuali patologie cardiache e di avvicinarli alla prevenzione come mezzo di assistenza e cura.
  • Visita oculistica: prescritta da un medico neonatologo serve a individuare patologie o malformazioni e la diagnosi precoce ne migliora la prognosi. Lo strabismo, occhio deviato, per quanto sia fisiologico fino ai 13-15 mesi, può essere segno di patologie più gravi e più spesso è segnale di un deficit visivo. Se precocemente individuato si può scongiurare un trattamento chirurgico. La prima visita oculistica per un bimbo nato senza problemi e con una gravidanza nella norma, è consigliata ad 1 anno di età.  

Visite obbligatorie da fare al neonato dal primo al dodicesimo mese

  • La prima visita è prevista al primo mese. Il pediatra valuta peso, lunghezza, circonferenza cranica del bambino, l'assenza di lussazione congenita dell'anca, l'assenza di asimmetria cranica e torcicollo posturale, e attraverso domande mirate al genitore il ritmo sonno-veglia del bebè, il sorriso, la consolabilità. Esegue manovre utili a valutare lo sviluppo e la reattività dell'occhio (riflesso rosso), profilassi con la vitamina D da proseguire fino ai 12 mesi.
  • La seconda visita è prevista al terzo mese di vita del neonato. Il pediatra effettua il controllo auxologico, valuta lo sviluppo psicomotorio e sensoriale ed esegue il Red Reflex. Viene anche valutata l’eventuale necessità di integrare l’allattamento al seno con quello artificiale nel caso in cui la curva di crescita non sia ottimale o ci siano dei problemi legati alla suzione e all’attaccamento del bebè alla mammella. Si informa sul ritmo sonno-veglia, il sorriso, la reazione ai rumori, la capacità di tenere la testa eretta (anche con specifiche domande al genitore). Durante questa visita, poiché sarà arrivata a casa la prima convocazione per l’inizio del calendario vaccinale da parte del Servizio Vaccinazioni, il pediatra presenta i vaccini obbligatori e quelli raccomandati.
  • La terza visita è prevista tra il quinto e sesto mese. Il pediatra ripete i controlli di routine degli altri bilanci di salute, osserva i progressi legati alla risposta agli stimoli vocali, valuta se il bimbo tende o sta seduto, come afferra gli oggetti e valuta la relazione con la madre. Inoltre durante questa visita il pediatra fornisce i primi consigli sullo svezzamento e su come prevenire gli incidenti domestici e si informa se il bebè fa il rotolone, dà informazioni sulla fluoroprofilassi.
  • La quarta visita è prevista all’ottavo mese di vita. Oltre ai dati auxologici il pediatra effettua il Boel test di verifica della capacità uditiva del bebè, verifica se è iniziata la lallazione, si informa se l’alimentazione solida procede positivamente e introduce nuovi alimenti nel menù del bambino, se ama gattonare o se è pigro.
  • La quinta visita è programmata al compimento del primo anno, si basa sempre su un controllo auxologico con l’aggiunta di una più accurata valutazione sensoriale per verificare quanto il bambino capisce e quanto parla. Il pediatra osserva come il bambino si relaziona con l’ambiente, le persone che non conosce e ne valuta lo sviluppo psico-motorio. Dà ulteriori consigli sulla corretta alimentazione, suggerisce ai genitori il tipo di calzature più adatte per i primi passi e dà informazioni sull’igiene orale.
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