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I genitali dei maschietti: tutti i problemi più comuni

Capita alla nascita, o quando il bambino è più grandicello, che ci siano problemi ai genitali e si debba intervenire, a volte anche chirurgicamente, per risolvere il problema ed evitare complicazioni

di Ingrid Busonera

Capita alla nascita, o quando il bambino è più grandicello, che ci siano problemi ai genitali e si debba intervenire, a volte anche chirurgicamente, per risolvere il problema ed evitare complicazioni


Gli organi genitali sono tra i piu' delicati nei nostri bambini e purtroppo spesso è proprio li' che si presentano problemi, alla nascita o man mano che crescono e spesso si deve intervenire proprio chirurgicamente. Nei maschietti i problemi piu' frequenti interessano i testicoli.

Nei bimbi nati pretermine o sottopeso che non hanno quindi terminato il processo di maturazione puo' verificarsi che uno o entrambi i testicoli non siano discesi nella loro sede ovvero nella sacca scrotale: questo infatti avviene verso l'8° /9° mese di gestazione. Questo si chiama CRIPTORCHIDISMO e colpisce un bambino su 200.

 

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Nell'80% dei casi si risolve spontaneamente entro il 5°/6° mese di vita. Se a quell'epoca il pediatra, dopo aver verificato che il testicolo sia palpabile e quindi semplicemente “nascosto” vede che non si è risolto niente, prescrive una terapia ormonale a base di gonadotropina o nel caso piu' frequente, un intervento mini-invasivo da eseguirsi in anestesia combinata e in day-hospital: si incide a livello scroto-inguinale e si riposiziona il testicolo nella sua sede, consigliato tra i 9 e 12 mesi e non piu' tardi dei 2/3 anni perchè il ritardo potrebbe compromettere la fertilita'.


Capita anche che il testicolo, anzichè essere nascosto, non si sia formato o sia atrofizzato a causa di un mancato afflusso di sangue verso l'organo. Si parla di AGENESIA e ATROFIA. Nell'agenesia, se manca un solo testicolo, non si interviene ma la fertilita' non è compromessa; in caso di atrofia si interviene in laparoscopia, con una sonda ottica si esplora l'addome attraverso l'ombelico e il testicolo viene asportato poiché non piu' vitale.


Altro caso quando il testicolo è RETRATTILE, cioè non è posizionato nella sua sede ma manualmente si riesce a spostarlo, solo che dopo breve tempo, questo tende a risalire. In genere la situazione migliora fino a risolversi man mano che il bimbo cresce perchè l'aumento del peso aiuta il testicolo a scendere in basso, ma nei casi piu' gravi in cui non si riesce a riposizionarlo, potrebbe essere necessario intervenire chirurgicamente e fissare il testicolo con due punti dietro lo scroto.

 

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Se il bimbo avverte un dolore forte e improvviso e la zona scrotale e inguino-scrotale appare gonfia e arrossata, potrebbe trattarsi di una TORSIONE del testicolo: il bimbo va portato immediatamente in ospedale per liberare chirurgicamente la strozzatura,  infatti il funicolo che conduce i vasi sanguigni al testicolo si è avvolto su sè stesso ostruendo i vasi stessi e il testicolo rischia di andare in necrosi.

Altro caso di dolore meno forte di quello appena descritto ma sempre accompagnato da genitali gonfi e arrossati, potrebbe essere l'ORCHITE: qui bastera' una terapia antibiotica prescritta dal pediatra, in questo caso infatti si tratta solo di un'infiammazione dell'organo e dei tessuti circostanti e non serve intervenire chirurgicamente.


Se l'apertura del prepuzio (l'involucro che avvolge la punta del pene) è stretta e l'ultima parte rimane chiusa tranne nel punto in cui esce la pipi', si tratta di FIMOSI; nei neonati è fisiologica, durante la pulizia quotidiana la mamma deve cercare di abbassare la pelle delicatamente senza fare manovre di “scollatura” soltanto per garantire che non rimangano residui di urina che possano portare ad infezioni, senza forzare le mucose manualmente: queste infatti si scollano spontaneamente nel corso del 1°/2° anno di vita facendo si' che il prepuzio si apra spontaneamente. Quando il pediatra vede che il prepuzio resta chiuso puo' prescrivere cicli di pomata a base di cortisone e nei casi più resistenti e se persiste oltre i 3 anni di eta', si vede necessario l'intervento chirurgico.

fimosi


Se i genitali, nello specifico il pene, appaiono arrossati e si notano secrezioni giallastre e il bimbo avverte bruciore,f orse dsi tratta di BALANITE, un'infiammazione della mucosa fra glande e prepuzio causata da germi che ristagnano in quella zona. Se questa coinvolge anche l'esterno del prepuzio si tratta di BALANOPOSTITE. Questo disturbo spesso si accompagna alla fimosi ed anzi è proprio quello a scatenarne l'infezione con il ristagno di urina all'interno del prepuzio e l'impossibilita' di pulire bene questa parte proprio a causa della chiusura del prepuzio. Il pediatra potra' prescrivere terapia con pomate a base di cortisone o antibatteriche ed associarle a delle lavande con acqua e bicarbonato.


Puo' anche capitare che l'apertura dell'uretra, che normalmente dev'essere sulla sommita' del glande, si trovi sotto il glande, sotto o lungo il pene o addirittura a meta' dello scroto: questo difetto si chiama IPOSPADIA e si interviene a seconda della gravita' e del tipo di apertura che si presenta; se necessario, l'intervento va eseguito entro il 1° anno di eta'.

 

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Se il sacco scrotale è pieno di liquido, abbiamo l'IDROCELE. Questo si verifica a causa di una mancata chiusura di un canalino che collega l'addome con lo scroto. Spesso si presenta alla nascita e scompare nel giro di qualche mese; se non scompare o si riforma verso il 1° anno di eta' è necessario intervenire chirurgicamente per scongiurare una possibile ernia inguinale


(immagine tratta da androweb/andrologia/videodigital/profnatali)

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