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Eritema solare: cause, cure e rimedi naturali

L’eritema solare è una tipologia di dermatite che può manifestarsi durante le prime esposizioni solari soprattutto se l’esposizione si protrae troppo a lungo e specie se la pelle non è sufficientemente protetta. Come evitarlo e come curarlo

Bambini al sole in tutta sicurezza

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    Fateli bere
    Redazione PianetaMamma 13 giugno 2012
    di Beatrice Spinelli

    L’eritema solare è una tipologia di dermatite che può manifestarsi durante le prime esposizioni solari soprattutto se l’esposizione si protrae troppo a lungo e specie se la pelle non è sufficientemente protetta. Si tratta di un arrossamento della cute che può accompagnarsi a prurito e nei casi più gravi può provocare febbre, malessere generale e la comparsa di vere e proprie bolle piene di siero causate dallo scollamento dell’epidermide.
    L’eritema può presentarsi come una vera e propria ustione la cui gravità dipende direttamente dalla durata e dell’intensità dell’esposizione. La febbre e il malessere, qualora si presentino, sono una frequente reazione infiammatoria della cute all’ustione e generalmente tendono a risolversi completamente nel giro di 5-7 giorni, anche se per un certo periodo la pelle risulterà più esposta e vulnerabile a eventuali altre aggressioni esterne.


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    La comparsa e l’entità dei sintomi dipendono comunque da diversi fattori e in particolare sono collegate al tipo di pelle: ad esempio la pelle scura, ricca cioè di melanina, una sostanza che produce la pelle quando è esposta al sole riesce a tollerare meglio i raggi solari. Occorre comunque prestare attenzione perché anche un’esposizione considerata normale in termini di durata e intensità può provocare questo tipo di problemi alle pelli con basse difese naturali (concentrazione di melanina, spessore dell’epidermide).

    Ovviamente i bambini sono maggiormente esposti al rischio di eritema solare per via della loro pelle estremamente sensibile e delicata. I principali responsabili dell’insorgenza dell’eritema solare sono i raggi ultravioletti (UVA e UVB) che già dopo circa 20 minuti di esposizione solare provocano rossore cutaneo più o meno diffuso in conseguenza alla dilatazione dei piccoli vasi sanguigni della pelle.

    In condizioni normali la pelle si abbronza perché i raggi solari stimolano la produzione di melanina (melanogenesi), che come risposta difensiva conferisce alla pelle un colore più scuro.


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     Nello stesso tempo l’organismo sviluppa un’altra difesa cutanea rendendo lo strato corneo più spesso e resistente (ipercheratosi epidermica); questi processi fisiologici generalmente sono sufficienti a proteggere la pelle dalle infiammazioni eritematose. Nel caso di epidermide molto delicata e sensibile, come quella dei bambini, le reazioni dell’organismo alle radiazioni solari possono portare invece alla formazione degli eritemi, in forma più o meno grave: dall’arrossamento e prurito si può arrivare ad una forma più complicata, chiamata elastosi che provoca un ispessimento della pelle dalla superficie in profondità con la formazione di rughe assai marcate e zone molto arrossate specie sul viso e sulle mani. Questo fenomeno colpisce soprattutto i giovani (20-30 anni) ed è necessario curarlo subito per evitare ulteriori complicazioni.



    Fino a circa 10 anni fa si riteneva che soltanto i raggi UVB fossero nocivi, perché responsabili dell’insorgenza degli eritemi. Oggi è ormai risaputo che i raggi UVA sono ancora più pericolosi degli UVB perché sono presenti in maggiore quantità, (costituiscono infatti il 95,6 per cento della radiazione UV) e poiché la loro azione arriva fino al derma (lo strato intermedio della pelle), provocando danni permanenti come il fotoinvecchiamento. Inoltre, i raggi UV hanno un ruolo determinante nell’effetto cumulativo responsabile dell’insorgenza dei tumori cutanei (LEGGI). L’esposizione al sole comporta, infatti, un incremento della formazione di radicali liberi,  delle sostanze tossiche che, accumulandosi, provocano l’invecchiamento precoce della pelle.


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    Per proteggere i nostri bambini dal rischio di eritema (LEGGI) è importante usare dei filtri solari ad alto fattore di protezione che vanno applicati ogni 2-3 ore, specialmente dopo il bagno (LEGGI) se si è al mare o se il bimbo ha giocato molto e ha sudato, perchè il sudore lava via la crema. Le stesse precauzioni vanno prese anche in caso di cielo nuvoloso, perché sebbene la quantità di radiazioni solari sia minore la loro azione è analoga. È importante inoltre che l’esposizione al sole sia graduale e che si escludano le ore più calde della giornata (dalle 11 alle 15);
    è bene inoltre bere molta acqua per reintegrare i liquidi persi con la sudorazione. Attenzione anche ai luoghi di vacanza: infatti bisogna tenere presente che nelle zone esotiche e in generale nelle aree equatoriali l’energia solare risulta di tre volte superiore rispetto a quella delle nostre zone. Ciò è dovuto al fatto che i raggi solari sono perpendicolari e quindi più attivi.

    Non solo: il riflesso dell’acqua e della sabbia in questi luoghi è responsabile di un aumento di intensità delle radiazioni solari rispettivamente del 20 per cento e del 15-25 per cento. Le precauzioni nell’esposizioni al sole possono anche accompagnarsi ad alcuni comportamenti che permettono di prevenire il rischio di problemi alla pelle.



    La prima efficace forma di prevenzione che si può attuare contro il rischio di eritema deve iniziare qualche settimana prima della vacanza e riguarda gli alimenti (LEGGI). Infatti risulta molto utile assumere, nei 30-40 giorni precedenti all'esposizione solare, cibi ricchi di sostanze antiossidanti come la vitamina C, la vitamina E, lo zinco, il selenio, il beta-carotene. Queste sostanze sono contenute soprattutto negli agrumi, pomodori, peperoni, cavoli, broccoli, carote, spinaci, albicocche, mandorle, noci, nocciole, olio di oliva, germe di grano, yogurt e pane integrale.


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    2
    Commenti

    tinda giovedì, 14 giugno 2012

    che odio

    io li odio davvero!!!!

    n° 2
    monica domenica, 22 agosto 2010

    eritema

    eritema come sintomo di graavidanza è possibile!? è esteso su tutto il corpo e non è dovuto al sole...

    n° 1
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