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Disturbi alimentari nei bambini, come riconoscerli?

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Durante il recente 71° Congresso della Società italiana di Pediatria, si è parlato di Anoressia e Bulimia nei minori. I dati riportati non lasciano dubbi: i disturbi alimentari sono in costante aumento, e da qui scatta l’allarme da parte dei Pediatri

Disturbi alimentari bambini

Secondo la società italiana di pediatra sarebbero due milioni gli adolescenti italiani che soffrono di un qualche disturbo alimentare. Anoressia, bulimia, ma anche nuovi disordini come la disfagia e la "food avoidance" che colpiscono fasce di età inferiori, interessando anche bambini di otto anni. Cosa sono l’anoressia e la bulimia?

Anoressia

L’anoressia è conseguente al rifiuto ad assumere cibo, determinato da una intensa paura di acquistare peso o diventare grassi, anche quando si è sottopeso. Spesso, una persona anoressica comincia con l’evitare tutti i cibi ritenuti grassi e a concentrarsi su alimenti sani e poco calorici, con una attenzione ossessiva alla composizione dei cibi, al contenuto calorico, alla bilancia. I pasti vengono evitati o consumati con estrema lentezza, rimuginando a lungo su ogni boccone ingerito. Il corpo è percepito e vissuto in modo alterato, con un eccesso di attenzione alla forma e con il rifiuto frequente ad ammettere la gravità della attuale condizione di sottopeso. Diagnosticare l’anoressia non è sempre semplice in soggetti molto giovani, perché i cambiamenti fisici che accompagnano l’adolescenza e che comportano squilibri di peso e altezza possono mascherarne le prime fasi.

Regole alimentari per le diverse fasce di età

Se nelle ragazze, uno dei sintomi classici è l’interruzione del ciclo mestruale per almeno tre mesi successivi, sintomo che però non si applica a giovani adolescenti che ancora non abbiano avuto il menarca o, al contrario, alle ragazze che prendono la pillola anticoncezionale, nei bambini, è più comune che l’anoressia si manifesti attraverso altri sintomi, come la nausea, il sentimento di non fame, grande tristezza, apatia, disinteresse per ogni cosa, modificazione dell’umore.

L’anoressia si manifesta in due modi:

  • con restrizioni, determinata dalla riduzione costante della quantità di alimenti ingeriti;
  • con abbuffate e successiva eliminazione: alimentazione compulsiva seguita da vomito autoindotto, uso inappropriato di pillole lassative e diuretiche, iper-attività fisica per perdere peso.

La persona anoressica diventa così ossessionata dal cibo che la propria vita finisce con l’essere totalmente incentrata sulla questione alimentare, impedendo di provare interesse e entusiasmo verso qualsiasi altra cosa.

Bulimia

Il bulimico si abbuffa in modo diverso da quello che avviene quando normalmente si mangia troppo. Le caratteristiche tipiche del comportamento bulimico sono:

  • ingestione, di nascosto da altri, di una quantità eccessiva di cibo, diverse migliaia di calorie, in un arco di tempo ristretto, esempio una-due ore;
  • la sensazione di non poter smettere di mangiare e di non poter controllare il proprio comportamento
  • l’abbuffata è preceduta e seguita da uno stress emotivo molto forte

Ma dopo aver mangiato in modo così eccessivo, il bulimico si sente in colpa e si punisce vomitando, ingerendo diuretici e lassativi con l’intento di dimagrire. Se questo comportamento diventa ripetitivo, ad esempio si manifesta due volte alla settimana per tre mesi, si è di fronte a un chiaro segnale di disordine alimentare. A lungo andare, un soggetto bulimico entra in una fase di depressione e di disgusto verso se stesso e cerca di nascondere il proprio comportamento agli altri, anche se la propria forma e apparenza fisica finiscono con il diventare una ossessione permanente e con l’avere forti ripercussioni sulla propria autostima.

Cosa riconoscere i disturbi alimentari nei bambini?

Genitori, potete percepire dei segnali che vi permettono di intuire e capire il problema per poter di conseguenza intervenire. Per prima cosa il genitore deve osservare, tenere d’occhio i propri figli proprio nell’età definita del sospetto, ovvero tra gli 8 e i 10 anni. I figli ci inviano dei messaggi che noi genitori dobbiamo saper cogliere quanto prima e poi parlarne con il Pediatra di fiducia.

Al centro del disordine alimentare, che si manifesta come malattia complessa, risultante dall’interazione di molteplici fattori biologici, genetici, ambientali, sociali, psicologici e psichiatrici, c’è da parte del ragazzino una sopra valutazione dell’importanza della propria forma fisica, del proprio peso e corpo e una necessità di stabilire un controllo su di esso. Tra le ragioni che portano allo sviluppo di comportamenti anoressici e bulimici, si evidenziano, oltre a una componente di familiarità, l’influenza negativa da parte di altri componenti familiari e sociali, la sensazione di essere sottoposti a un eccesso di pressione e di aspettativa, o al contrario di essere fortemente trascurati dai propri genitori, il sentirsi oggetto di derisione per la propria forma fisica, per gli insuccessi scolastici, per essere un dislessico o di non poter raggiungere i risultati desiderati per problemi di peso e apparenza, di avere una scarsa autostima.

L’anoressia e la bulimia possono però anche dipendere dal fatto che il soggetto subisca situazioni particolarmente traumatiche, come ad esempio violenze sessuali, drammi familiari, comportamenti abusivi da parte di familiari o di persone esterne, difficoltà ad essere accettati socialmente e nella propria famiglia o la necessità di corrispondere a un canone estetico che premia la magrezza, anche nei suoi eccessi. Le avvisaglie che ogni genitore non dovrebbe sottovalutare sono la modificazione del comportamento del proprio figlio, ovvero se tende a chiudersi in se stesso, se si isola, se manifesta ansia, se nasconde le cose che fa, se compaiono segni ed episodi di autolesionismo, se modifica il modo di mangiare spezzettando il cibo in piccolissimi pezzetti che sono consumati lentissimamente, se inizia ad escludere uno dopo l’altro gli alimenti, se ingerisce molta acqua, se evacua spesso e specie dopo aver mangiato, se diventa un patito della attività fisica.

Ma una cosa ancora è importante: genitori e figli devono parlare tra loro, devono sedere a tavola assieme senza stress e godere di questi momenti intimi per rinsaldare quanto più è possibile il loro rapporto di fiducia, di amore e collaborazione mutualistica . Credo che questo sia uno dei modi per comprendere l’altro e appianare dubbi e insicurezze.

 

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