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Diabete nei bambini: come riconoscerlo e curarlo

Il diabete colpisce sempre di più i bambini con meno di cinque anni. Diagnosi precoce, alimentazione e terapia: così la vita di un bambino diabetico può scorrere normalmente, con l'aiuto dei genitori

Sempre più spesso il diabete colpisce i piccolissimi. La terapia esiste, l'importante è arrivare ad una diagnosi precoce ed avviare al più presto la cura e una corretta alimentazione. In questo modo anche i piccoli diabetici potranno condurre una vita normale ed abbassare i rischi di complicazioni immediate ma anche secondarie.
 


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Il diabete spesso è stato associato agli anziani. Un mito da sfatare. Soprattutto negli ultimi anni infatti questa malattia si sta diffondendo tra i più piccoli, con un'alta incidenza già a partire dai 2 anni di età. La maggior parte di questi piccoli pazienti è affetto da diabete di tipo 1 (mellito), ovvero il disturbo principale è creato da un'insufficienza del pancreas che non produce insulina, l'ormone che ci permette di utilizzare lo zucchero che assumiamo attraverso gli alimenti. Nel caso di diabete di tipo 2, invece, il pancreas produce l'insulina ma in quantità non sufficiente a tenere sotto controllo il livello del glucosio nel sangue. E' bene sapere che dal diabete non si può guarire ma una terapia su misura, associata a una dieta adatta e ad uno stile di vita sano, permette di conviverci tranquillamente.
 
SEGNALI CHE CI DEVONO FAR APRIRE GLI OCCHI
Quando il bimbo beve tanto e ha costantemente sete (polidipsia), quando fa la pipì molto frequentemente (poliuria), quando ha una fame eccessiva e di conseguenza mangia di più (polifagia), quando si sente sempre stanco anche senza aver fatto particolari sforzi, quando si verifica un improvviso dimagrimento, quando si manifestano dolori addominali senza che ci sia nessuna patologia è il caso di parlarne col pediatra. Egli ci consiglierà di effettuare esami del sangue e delle urine che permetteranno di arrivare a una diagnosi. Se dagli esami del sangue, infatti, emerge che la concentrazione di glucosio supera i 120 mg/dl a digiuno può trattarsi proprio di diabete. Per confermare la diagnosi poi basta affidarsi agli esiti dell'esame delle urine: se sono presenti acetone e glucosio significa che il bimbo è affetto da diabete, disturbo che non gli permette di utilizzare lo zucchero che introduce con il cibo e che lo costringe invece a bruciare i grassi per produrre energie.
 






I DIVERSI TIPI DI DIABETE
Il diabete di tipo 1 è ereditario, colpisce circa l'1/2 % dei piccoli che hanno genitori insulino-dipendenti ed è il più frequente. Essendo una malattia autoimmune l'organismo dei piccoli pazienti produce degli anticorpi che distruggono le cellule che producono l'insulina, poste nel pancreas, costringendo il bimbo ad assumere l'insulina per via esterna prima di ogni pasto (per questo sono detti insulino-dipendenti). Questo disturbo si manifesta su 1 bambino ogni 100.000. Pare che colpisca di più le femmine e che i bambini sardi abbiano un'incidenza di 4/5 volte maggiore rispetto al resto dell'Italia.

Il diabete di tipo 2 ad insorgenza in età pediatrica o giovanile (MODY) è meno frequente rispetto al primo, generalmente è conseguenza di obesità (LEGGI), i bimbi che ne sono affetti producono scarse quantità di insulina e per tenere sotto controllo il livello del glucosio assumono farmaci che ne abbassano costantemente il livello, senza però essere costretti alle iniezioni quotidiane. Altro tipo di diabete è quello neonatale, che si manifesta in alcuni bebè appena nati con una glicemia molto elevata sin dalle prime ore dopo il parto. Anche questa forma, piuttosto rara, colpisce un bimbo ogni 100.000/200.000 nati e si risolve entro qualche settimana. Nel frattempo il piccolo viene trattato somministrando insulina prima di ogni poppata.
 


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LA DIAGNOSI
Quando la diagnosi sarà certa, il pediatra farà ricoverare il piccolo in ospedale dove sarà seguito da uno psicologo, un diabetologo ed un dietista. Durante il ricovero verranno eseguiti diversi esami e verrà studiata la terapia idonea a seconda dell'età e delle caratteristiche del piccolo paziente, inoltre riceverà tramite via endovenosa, ovvero con la flebo, alcune sostanze: insulina e glucosio per avviare il metabolismo degli zuccheri, bicarbonato per correggere l'acidità del sangue, sali per sopperire ad un eventuale mancanza di sali minerali.
Nei piccolissimi di età compresa tra i 3 mesi e l'anno la terapia sarà atta a mantenere la glicemia entro i limiti ma sarà finalizzata anche a non farla scendere eccessivamente (l’ipoglicemia fa  mancare zucchero nel sangue e manderebbe in sofferenza i tessuti, compreso quello cerebrale). In questo caso l'insulina verrà somministrata prima di ogni poppata, per 5 volte: 4 a rilascio rapido e 1 a rilascio lento.



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UNA VOLTA A CASA?
Mamma e papà devono essere in grado di  gestire autonomamente la malattia (LEGGI) del proprio figlio. Ciò significa che devono imparare a saper misurare la glicemia e riconoscerne i valori e devono sapere come e quando intervenire. Per misurare la glicemia esistono delle macchinette dotate di pennino con ago pungidito e striscette raccogli-sangue che una volta inserite nella macchinetta permettono una lettura del valore, in base al quale si valuta la dose di insulina da somministrare. Questa rilevazione si esegue 4/5 volte al giorno prima dei pasti, inoltre almeno una volta al giorno si deve fare il controllo dell'acetone e del glucosio presenti nelle urine – si può fare anche a domicilio con gli stick acquistabili in farmacia - e  periodicamente, tramite prelievi di sangue venoso, l'emoglobina glicata.

Per quanto riguarda l'alimentazione il fattore più importante è che il bambino non salti mai i pasti principali né che rimanga molte ore senza mangiare rischiando di andare incontro a un eccessivo calo del livello della glicemia; è importante che assuma tutti i nutrienti fondamentali per una crescita sana ed equilibrata. La dieta ideale è composta da tre pasti principali - colazione, pranzo, cena - e tre spuntini, da consumare a metà mattina, a merenda e prima della nanna. Ecco alcune regole: preferire il consumo di frutta e verdura e carboidrati complessi, che si trovano in pane, pasta e riso, e limitare i grassi saturi. Zucchero semplice e miele sono da evitare, ma una barretta di cioccolato o una fetta di torta, purché consumati all'interno del pasto, sono concessi.
 
PERCHE' LA TERAPIA?
Oltre a permettere di svolgere una vita normale (LEGGI), la terapia consente di mantenere nei limiti corretti la glicemia, impedendo che essa salga (iperglicemia) o scenda (ipoglicemia) eccessivamente e che si verifichino problemi immediati (quali malessere, astenia, perdita di coscienza, coma, disidratazione, chetoacidasi) ma anche a lungo termine (problemi oculari con disturbi alla retina, complicazioni renali e malattie cardiovascolari con maggiore rischio di infarto).
 
Ingrid Busonera
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