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Crisi convulsive: come riconoscerle e affrontarle

Le convulsioni febbrili sono un fenomeno frequente nei bambini e, anche se causano parecchio spavento nei genitori, nella maggioranza dei casi sono innocue e senza conseguenze

Le crisi convulsive, tuttora dalle cause parzialmente sconosciute e più frequenti nei bambini predisposti per ereditarietà, si possono presentare a partire dai sei mesi di vita fino al quinto anno, con un picco d'incidenza intorno ai due anni. Sono degli episodi in cui il bambino, spesso a causa delle alte temperature corporee superiori ai 38° raggiunte in seguito di un'infezione, mal di gola ecc., è vittima di una sorta di corto circuito del sistema nervoso che reagisce con contratture muscolari involontarie e irrigidimento di tutto il corpo.
La causa spesso, a parte l'alta temperatura corporea, è anche la velocità con cui questa sale.
 

Conoscere le crisi
Per saper distinguere quando un bambino è sotto l'effetto di una crisi convulsiva, e quindi sapere come comportarsi e quali precauzioni attuare, bisogna sapere come si manifestano. Quando il bambino è sotto crisi convulsiva, durante la prima fase di brevissima durata, il viso appare pallido, gli occhi guardano in alto, il corpo comincia a irrigidirsi e il respiro e la frequenza cardiaca diventano irregolari. Immediatamente dopo questa fase, il corpo del piccolo è invaso da piccole scosse che causano la contrattura involontaria della muscolatura e che fanno muovere a ritmo regolare braccia e gambe; poi lentamente il viso riprende colorito e il respiro diventa regolare. In genere durano dai 2 ai 3 minuti ma sono stati registrati alcuni casi che arrivano fino a 10 o addirittura 15 minuti senza che abbiano per questo causato lesioni al sistema nervoso del bambino e considerate quindi convulsioni accettabili.

Se all'episodio convulsivo non ne seguono altri nelle 24 ore successive, e non sono seguiti disturbi neurologici, le convulsioni vengono considerate semplici e benigne, poiché non comportano rischi per lo sviluppo del bambino, né compromettono il sistema nervoso. La cosa più importante quando si verificano questi episodi è mantenere la calma e cercare di non agitarsi, tagliare o togliere i vestiti stretti, pulire la bocca da saliva e residui alimentari per favorire la respirazione, porre il bimbo di fianco su un letto per agevolare la respirazione possibilmente dove non possa cadere in terra e non fare niente per limitarne i movimenti involontari, né strattonarlo, chiamarlo e tantomeno dargli degli schiaffetti  perché, se è vero che tenendolo fermo non gli facciamo del male, certo è che non gli faremo neanche del bene. Una volta che la crisi è finita, probabilmente il bambino sarà molto stanco e si addormenterà, quindi scopriamolo e tamponiamo la fronte con delle spugnature tiepide per favorire l'abbassamento della temperatura e appena possibile facciamo visitare il bimbo dal pediatra anche per confermare che la crisi sia stata effettivamente causata da un rialzamento della temperatura e per escludere che sia legata ad una manifestazione di infezione meningococcica.
 

Alcuni chiarimenti
I genitori dei bimbi colpiti da episodi convulsivi devono sapere che il fatto che il bimbo abbia avuto uno o più episodi di convulsioni febbrili non significa che il bimbo abbia dei problemi neurologici o che sia malato; durante la visita il pediatra valuterà tutto e in base alle condizioni generali del bambino e al racconto del o degli episodi e potrà dire con certezza se il bimbo è sano o se le convulsioni sono la spia di qualche altro problema, tranquillizzando i genitori. In linea di massima quando le convulsioni si verificano a seguito di un forte rialzamento della temperatura consistono in un episodio isolato che non causa disturbi neurologici nel bimbo. Un fattore che può causare le convulsioni è l'infezione da meningite e per escluderla esiste uno specifico esame che si effettua in alcuni casi particolari.
 
Per escludere la meningite
A volte il pediatra o il medico di pronto soccorso, se abbiamo portato il bimbo in ospedale, dopo una crisi convulsiva, può decidere di sottoporre il bambino a puntura lombare per escludere un legame con la meningite; soprattutto se ha meno di un anno infatti potrebbe essere una conseguenza della temuta infezione che colpisce le membrane che avvolgono il cervello e il midollo spinale. Tale puntura, chiamata puntura lombare rachicentesi, perché si effettua tra la quarta e la quinta vertebra, consiste nell'estrazione del liquor per poterlo esaminare; l'analisi del liquor è l'unico mezzo per escludere o confermare la meningite.
 
Se è recidivo
Per evitare che il bimbo al successivo episodio febbrile soffra nuovamente di convulsioni è bene attuare alcune precauzioni:
- scoprire il corpo ed evitare indumenti pesanti e costrittivi;
- somministrare paracetamolo appena la febbre accenna a salire sopra i 37.5° C;
- applicare spugnature tiepide sulla fronte;
- somministrare un microclistere di diazepan se il pediatra alla prima crisi ce l'ha consigliato;
- portare il bimbo in pronto soccorso se la crisi non passa dopo 2/3 minuti o ne subentrano altre durante lo stesso episodio febbrile.
 
Ingrid Busonera
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