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La presenza della mamma allevia il dolore del bambino

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La presenza e il contatto con la mamma allevia il dolore in un piccolo che sta soffrendo. La pediatra ci spiega il perchè

Contatto mamma e neonato

Recentemente la New York University Medical Center ha pubblicato un lavoro che conferma quanto le Medicine Naturali (CAM) da sempre affermano: è possibile aiutare i bambini che soffrono senza ricorrere a medicine potenzialmente pericolose, perché non c'è nulla di più dolce di una mamma per alleviare il dolore e lo stare male dei propri figli.

L'esperimento ha analizzato l'attività dei geni nel cervello di ratti appena nati in presenza e in assenza della loro mamma. I ricercatori hanno scoperto che diverse centinaia di geni erano più o meno attivi nei ratti neonati mentre provavano un dolore rispetto a ratti neonati che non lo manifestavano. Nello specifico lo studio ha messo in evidenza che in presenza delle loro madri i geni attivi dei ratti neonati valutati erano meno di 100.

Il contatto con la mamma diminuisce lo stress della nascita

Tutto questo avviene perché si altera l'attività dei geni nella parte del cervello che gestisce le emozioni. Il dolore è un’esperienza sgradevole sensoriale ed emotiva, associata ad un danno tessutale reale o potenziale. Ogni individuo impara l’applicazione della parola dolore per il tramite delle esperienze correlate ai traumatismi della prima infanzia. A partire dalla fine degli anni ’80 i medici sanno che si devono occupare del dolore nel neonato perché, nato a termine o prematuro, può percepire il dolore. Oggi sappiamo che il dolore acuto e ripetuto, in particolare nel neonato pretermine, causa alterazioni fisiologiche, ormonali , comportamentali, che possono generare problemi anche per un lungo periodo.

Ecco allora che si integrano interventi di carattere ambientale, con i farmaci, con il succhiotto con saccarosio, allattamento e tecniche di distrazione (comprese le carezze e il seno della mamma), per cercare di ottenere un effetto sinergico sul controllo del dolore e sullo stress.

Il massaggio per aiutare il neonato a rilassarsi, video

Il sistema nervoso centrale del neonato è funzionalmente e anatomicamente preparato per percepire il dolore: ha un apparato sensoriale per la nocicezione che funziona, ma non sa mettere in atto meccanismi fisiologici di difesa anche semplici (come facciamo quando sfreghiamo la parte dolorante dopo aver preso una botta).

Stimolazioni diverse da quelle dolorose possono attenuare la percezione del dolore, e questo è il principio su cui si fondano le tecniche non farmacologiche di controllo del dolore: distrazione o altri stimoli in competizione con quelli dolorosi nel raggiungere la corteccia cerebrale.

Un esempio è la semplice, piccolissima e banale, per noi adulti, puntura del tallone per lo screening metabolico per le malattie ereditarie, che quasi tutti i neogenitori hanno avuto e hanno modo di sperimentare, che serve a ottenere un piccolo campione di sangue da analizzare e quando possibile alla mamma il personale sanitario preposto al prelievo chiede di attaccare il piccolo al seno, un sistema efficace per la singola procedura, meno se si deve ripetere lo stimolo doloroso.

Il bambino sa farsi capire benissimo con chi sa osservarlo e dare misura e valutazione alla sofferenza è il primo passo per contrastarla. Regina Sullivan, ricercatrice e neurobiologa, nella prima ricerca che mostra gli effetti a breve termine delle cure materne sul cervello di un neonato che sta soffrendo afferma che “ Lo studio dimostra che una madre quando conforta il suo bambino che sta provando dolore non si limita a suscitare una risposta comportamentale, ma anche modifica i circuiti neurali coinvolti nello sviluppo del cervello". Questa ricerca è importante perché a un piccolo che soffre i farmaci che si possono usare, in base all'intensità e al tipo del dolore, sono il paracetamolo, gli antinfiammatori non steroidei (FANS) con particolari cautele visto che si tratta di bambini e neonati, mentre non si possono dare farmaci oppiacei, troppo pericolosi a causa delle loro proprietà di dipendenza ed è quindi fondamentale trovare sistemi alternativi e uno di questi può essere la presenza materna o altri segnali della sua presenza come l'odore della mamma.

La Sullivan avverte che la presenza forte e rassicurante della mamma oltre ad avere un beneficio a breve termine nei momenti di dolore dei piccoli, ha anche dei benefici importanti sul lungo termine. La ricercatrice prosegue affermando che

Più impariamo a conoscere come cresce il cervello di un bambino durante l'infanzia, più saremo preparati ad affrontare a lungo termine i problemi che derivano dolore e da esperienze di abusi fisici e mentali durante l'infanzia

Le tecniche non farmacologiche nel trattamento del dolore pediatrico si possono suddividere in cognitive, comportamentali e fisiche, e il confine tra loro non è mai netto. I più grandi tendono ad adeguarsi ai genitori, pertanto di fronte al dolore è bene che gli adulti siano il più possibile ottimisti, tranquilli al fine di infondergli serenità e tranquillità.

Se per i bambini le bolle di spone, le respirazione profonda, lo yoga, il rilassamento, l’immaginazione guidata, i racconti, la musica hanno i loro effetti positivi, per il più piccolo il massaggio più o meno profondo, la pressione esercitata su una parte dolente è la regola.

Massaggio infantile: benessere per il tuo bambino

La pressione esercitata dal bacio della mamma sulla “bua” da che mondo è mondo ha il suo effetto magico di fare passare il dolore e di facilitare il rilassamento e la distrazione specie se è corredato da un abbraccio rassicurante. La scienza ha confermato che carezze, baci e coccole sono alla pari degli analgesici per il vostro bambino, e una ricerca suggerisce che un abbraccio speciale, della mamma, del papà o di un altro caregiver, può essere una risorsa alternativa se l’uso di analgesici è controindicato o complicato. Appare chiaro che la presenza della madre non è assolutamente banale, è un parametro importante.

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