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Di cosa hanno bisogno i bambini autistici e le loro famiglie?

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La campagna a sostegno dei bambini con autismo “Mio piccolo principe, non sarai più solo!” della Fondazione Renato Piatti vuole sostenere programmi di intervento per migliorare la qualità della vita dei bambini

Campagna a sostegno dei bambini con autismo

Quando si parla di autismo si rischia sempre di creare molta confusione e di dar seguito a radicati pregiudizi e disinformazione. Esistono varie forme di autismo che si manifestano in modi diversi. Crescere ed imparare per un bambino autistico non è mai semplice e immediato: indicare un oggetto con il dito, prenderlo in mano, fare gesti che noi diamo per scontati sono piccole, grandi sfide quotidiane per i bambini autistici e per i loro genitori. E proprio per dare una mano a queste famiglie e per creare nuove risposte ai loro bisogni ed offrire supporto concreto, attraverso qualificati programmi di intervento, è partita la campagna a sostegno dei bambini con autismoMio piccolo principe, non sarai più solo!” realizzata e promossa dalla Fondazione Renato Piatti onlus.

E' possibile contribuire alla campagna con un SMS o con una chiamata da rete fissa al 45524 dal 10 al 27 febbraio 2017.

La Fondazione Renato Piatti onlus

Da molti anni la Fondazione si occupa di sostenere i bambini con autismo e le loro famiglie. Come spiega Cesarina Del Vecchio, Presidente di Fondazione Renato Piatti onlus:

Grazie al sostegno ricevuto nel 2016 con la prima campagna “Mio piccolo principe, non sarai più solo!”, da settembre è operativo a Varese un nuovo centro semiresidenziale che offre accoglienza e interventi mirati ai piccoli con autismo. Nei due centri specializzati di Milano e Varese ci prendiamo cura di oltre 100 bambini e la nostra missione è fare ancora di più, con l’aiuto di tutti. Siamo impegnati anche sul fronte culturale e della ricerca

Di cosa hanno bisogno le famiglie con bambini con autismo?

Nel corso di una recente Giornata di Studi nazionale organizzata lo scorso novembre sono stati presentati i risultati di un'indagine condotta online per un periodo di quattro mesi che ha portato in luce quali siano i reali bisogni dei bambini autistici e delle loro famiglie: il tema centrale degli interventi auspicati riguarda il miglioramento della qualità della vita di questi bambini.

In altre parole, ci viene chiesto di puntare a trattamenti e percorsi che non si accontentino di migliorare le competenze dei bambini con autismo ma che tengano conto della qualità della vita del bimbo e di tutta la sua famiglia

sottolinea Cesarina Del vecchio. E la campagna 2017 di “Mio piccolo principe, non sarai più solo!” punterà proprio a questo: studiare e mettere in atto interventi personalizzati, precoci e intensivi che permettono di migliorare le aree di sviluppo dei bambini con autismo, coinvolgendo direttamente i genitori, la scuola e la società, al fine di migliorare la qualità della loro vita.

A 18 anni non si è più autistici

“Mio piccolo principe, non sarai più solo!”, la campagna 2017

E' possibile sostenere la campagna “Mio piccolo principe, non sarai più solo!” di Fondazione Renato Piatti onlus dal 10 al 27 febbraio mandando un SMS o chiamando da rete fissa il 45524 per aiutare tanti “piccoli principi” e per sostenere la creazione di nuovi servizi per minori specificamente dedicati all’autismo, cui possa accedere un numero sempre maggiore di bambini.

Il testimone della campagna è Paolo, un ex ospite del centro per l'autismo di Milano, che guarda il cielo stellato e come il piccolo principe aspetta un segnale che possa dare inizio ad un vero cambiamento nella sua vita.

Il racconto di Sara, mamma di Andrea

Prima di Andrea non sapevo cosa fosse l’autismo e probabilmente non mi interessava neanche. Tutt’ora, dopo 4 anni e mezzo dalla diagnosi, stento ancora a spiegarlo a chi me lo chiede.

Per me l’autismo è Andrea. E’ la forza delle famiglie che cercano di comprendere e aiutare i loro bambini; sono i fratelli e le sorelle che chiedono come poter giocare con loro e se mai guariranno o mai parleranno; è lo sguardo di chi non capisce, di chi pensa che tuo figlio sia maleducato; sono le notti insonni; è l’inventarsi ricette per fargli mangiare qualcosa di salutare; sono morsi e calci, ma anche tante coccole e amore; sono i pianti e le risate isteriche nel cuore della notte; è la paura del futuro e di quello che sarà dopo di me.

L’autismo per me è gioire delle piccole cose. È una lente di ingrandimento che ti fa vedere particolari che prima davi per scontati. Dal punto di vista personale, l’ostacolo più grande siamo noi stessi. L’autismo è dover cambiare il nostro modo di concepire il mondo intorno e cercare di guardarlo come lo vede Andrea, senza tante parole, senza troppe sfumature, senza troppo rumore. Andrea mi ha insegnato che l’amore non ha bisogno di parole. Basta un fugace sguardo dritto negli occhi, basta un abbraccio, basta una sillaba, basta saperlo vedere.

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