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Calcolosi pediatrica, cos'è e perché sta diventando un problema

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Cos'è la calcolosi pediatrica e perché le cattive abitudini alimentari stanno contribuendo alla sua diffusione

Calcolosi pediatrica

Con l'aumento dei flussi migratori provenienti da Paesi lontani verso l'Italia nasce l'esigenza da parte degli ospedali e dei servizi sanitari di studiare strategie efficaci per fronteggiare malattie endemiche in altri Paesi che non sempre sono conosciute in Italia. E' il caso della calcolosi pediatrica, una malattia endemica in posti come l'India, il Pakistan, la Turchia.

Si tratta di un disturbo provocato essenzialmente dalla scarsità d'acqua potabile e dalla malnutrizione: nei Paesi occidentali è un'evenienza rara anche se si sta assistendo ad un aumento della sua incidenza anche in questa parte del mondo.
Si stima che in media in Europa sono affetti da calcolosi renale 1-2 bambini ogni 100 mila nati (in Italia la percentuale è tra le più alte d'Europa con 2 bambini ogni 100mila nati).

Le cause della calcolosi in età pediatrica

Come dicevamo la calcolosi pediatrica è causata soprattutto da malnutrizione e scarsità di acqua ma può essere collegata anche a:

  • cistinuria:una malattia genetica che provoca un accumulo di calcoli di cisteina nel rene, nella vescica e nell'uretere;
  • eccessivo consumo di junk food: il cibo spazzatura può essere corresponsabile di un aumento dell'incidenza di disturbi metabolici e si trasforma praticamente in minuscoli sassolini che danneggiano i reni.

Proprio il cibo spazzatura sembra essere tra le principali cause dell'aumento dell'incidenza della calcolosi renale in età pediatrica negli Stati Uniti, dove negli ultimi dieci anni i casi sono aumentati addirittura di sette volte, proprio a causa di disturbi metabolici legati alla cattiva alimentazione.

I cibi spazzatura da evitare con i bambini

I sintomi della calcolosi pediatrica

Come si manifesta la calcolosi nei bambini? Questi i principali sintomi:

  • febbre
  • perdita dell'appetito
  • mancato aumento di peso
  • urine dal colore torbido e maleodoranti
  • coliche renali ricorrenti

Si tratta di sintomi che non vanno mai ignorati e che vanno tempestivamente segnalati al pediatra. E' suo compito indirizzare i genitori verso un centro specializzato o un urologo che possa interpretare il quadro sintomatologico in modo corretto e presentare le varie opportunità terapeutiche. E' molto importante che la malattia venga trattata da un'equipe multidisciplinare che comprenda non solo l'urologo, ma anche un endocrinologo, un pediatra e altre figure professionali che possano contribuire ad inquadrare il problema nel modo giusto, capirne le cause e studiare una cura appropriata.

Come si cura la calcolosi pediatrica

Il professor Luca Carmignani, direttore dell’Unità di Urologia dell’IRCCS Policlinico San Donato, spiega che

La tecnica chirurgica più indicata per la cura della calcolosi pediatrica è rappresentata da un intervento endoscopico definito con l’acronimo anglosassone “RIR” (litotrissia retrograda intrarenale). É effettuata con strumenti mininvasivi e flessibili digitali, che, grazie all’ausilio di fibre laser dello spessore di un capello, polverizzano i calcoli mediante l’erogazione di energia pulsata (Holmium laser) .  Questa tecnica si sta imponendo come valida alternativa alla tradizionale litotrissia percutanea, molto più invasiva in quanto prevede l’accesso di strumenti direttamente nel rene

Si tratta di un intervento che viene effettuato in anestesia generale da un'equipe di chirurghi ed anestesisti di grande professionalità ed esperienza. Il  Policlinico San Donato, ad esempio, è conosciuto come “l’Ospedale del Cuore” perché è il primo centro di cardiochirurgia in Italia per numero e complessità degli interventi ed è un centro di riferimento a livello internazionale per le patologie cardiache congenite dell’adulto e del bambino.

Proprio grazie a questa lunga esperienza sul campo, il Policlinico affronta la calcolosi pediatrica con il team di anestesisti rianimatori che opera nella struttura occupandosi dei piccoli pazienti del reparto di Cardiochirurgia e con l'esperienza di Pietro Acquati, che vanta una solida esperienza nel trattamento della calcolosi urinaria -  con particolare attenzione all’ambito prettamente pediatrico - e che da qualche tempo è entrato a far parte dell'equipe di urologia.

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